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Tag Archives: Balletto

Compañía Nacional de Danza presenta – Giselle – in una nuova versione

Compañía Nacional de Danza prevede di presentare in anteprima una nuova Giselle con una sensibilità spiccatamente spagnola questo mese.  Prendendo ispirazione dalla poesia di Gustavo Adolfo Bécquer, il direttore artistico Joaquín de Luz sposta l’azione sulle montagne del Moncayo, trasformando Albrecht in un viaggiatore straniero e aggiungendo elementi del bolero e di altre tradizioni spagnole. 9-22 dicembre. cndanza.mcu.es . JOAQUÍN DE LUZ Direttore e coreografo Ha iniziato i suoi studi di danza classica presso la scuola di danza classica Víctor Ullate. Nel 1992 è entrato a far parte della compagnia di danza di Ullate, dove è rimasto per tre anni. Nel 1995 è entrato a far parte del Ballet Mediterráneo su richiesta di Fernando Bujones. Nel settembre 1996, il Pennsylvania Ballet lo invitò a far parte della compagnia come solista. Nel dicembre 1997, è entrato a far parte del corpo di ballo dell’American Ballet Theatre (ABT) di New York diventando solista un anno dopo. Durante i suoi sette anni all’ABT, si è esibito in ruoli chiave, come The Bronze Idol e Solor in La Bayadère (Natalia Makarova, da Marius Petipa), Red Cowboy in Billy the Kid, Champion Roper in Rodeo (A. Demille), Blue Boy in Le Patineurs (Ashton), primo velista in Fancy Free (Jerome Robbins), ...

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Jurgita-Dronina

Jurgita Dronina: “La danza è uno strumento molto potente” [ESCLUSIVA]

Jurgita Dronina, principal dancer del National Ballet of Canada e dell’English National Ballet, già prima ballerina presso il Royal Swedish Ballet e il Dutch National Ballet, nonché  Guest Principal Artist dell’Hong Kong Ballet, in questa intervista esclusiva si racconta al Giornale della Danza. Com’è iniziata la Sua passione per la danza? Non avevo mai visto un balletto fino all’età di otto anni. Prima di iscriverci alla Scuola di Ballo, mia madre portò me e mia sorella al Teatro Nazionale per assistere a uno spettacolo di danza per bambini: Biancaneve e i sette nani. Io fui letteralmente rapita dai personaggi dei sette nani e iniziai ad interpretare per gioco ognuno di essi! Penso di essere stata intuitivamente subito molto interessata alla parte emozionale insita nella danza stessa, senza capire ancora a quell’età quale fosse la sua essenza, è stata una passione istintiva. Qual è l’emozione più forte che ha provato nel corso della Sua carriera artistica? Quello che mi affascina di più in questa professione è l’espressione del sé, l’autorealizzazione, la possibilità di immergersi completamente nel personaggio in cui ci si cala o di interpretare un determinato ruolo traducendo la musica in movimento, cercando qualcosa di etereo e spirituale e, nel ...

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Il coreografo Arkadi Zaides presenta online il suo spettacolo “Necropolis”

Il coreografo bielorusso Arkadi Zaides presenta oggi, online e per la prima volta al pubblico italiano, la versione filmica del suo spettacolo Necropolis. La presentazione avviene a conclusione della quarta edizione di Atlas of Transitions Biennale, dal titolo We The People. Necropolis, termine che rimanda al luogo sacro della sepoltura dei corpi, è frutto di un lungo lavoro che Arkadi Zaides, sempre attento a tematiche politiche e sociali, porta avanti da circa tre anni con un team di ricercatori. L’obiettivo è, attraverso la coreografia, dare un nome alle vittime delle migrazioni del Mediterraneo. Arkadi Zaides e il suo team si addentrano nella pratica dell’investigazione scientifica e forense, per dare una risposta alla mancata identificazione delle vittime. Giornali, fonti orali, database ufficiali, archivi urbani, autorità cimiteriali e ospedali sono le fonti per ricostruire la storia dei defunti, localizzare le salme e riconsegnare ai corpi il nome proprio. Le storie delle vite spezzate riemergono e con esse un universo di miti, geografie, movimenti e anatomie raccolte in una Città dei Morti, un corpo dei corpi, che Zaides vuole riportare in vita. Zaides conduce lo spettatore attraverso le storie degli “invisibili”, attraverso una pratica ibrida che riesce a coniugare l’approccio documentaristico e investigativo alla pratica coreografica. ...

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Teatro alla Scala storia dell’iconica istituzione milanese

Sta per andare in scena la prima di “A riveder le stelle” con l’orchestra, in platea, diretta da Riccardo Chailly. Per l’occasione vogliamo ripercorrere la storia del Teatro alla Scala di Milano che, proprio oggi, ospiterà i ballerini con assoli e balletti classici, tra loro Roberto Bolle e Nicoletta Manni. Per un 7 dicembre che non dimenticheremo. Saranno Rai 1, Radio3 e Raiplay a trasmettere A riveder le stelle, lunedì 7 dicembre a partire dalle ore 17, per quasi tre ore di programma, registrato nei giorni scorsi ovviamente senza pubblico. Ventiquattro i cantanti tra i maggiori del nostro tempo che, in arrivo da tutto il mondo con permessi speciali, hanno accettato l’invito. Ma non sarà un semplice Gala d’opera bensì uno spettacolo drammaturgico ideato dal regista Davide Livermore, con scene operistiche di Verdi, Donizetti, Rossini, Cilea, Giordano, Puccini, ma anche Bizet, Massenet, Wagner, scandite da testi di poesia e prosa interpretati da noti attori, inclusi alcuni estratti di balletto. Il Teatro alla Scala: storia dell’istituzione che nacque sulle ceneri del Teatro Ducale nel 1776 per volontà dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria La Scala nacque in seguito ad un incendio. Il nome deriva dal luogo sul quale il teatro fu edificato, su progetto dell’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini. Il ...

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Dominique-Monet-Robier- Rosella-Hightower

Addio a Dominique Monet Robier, figlia di Rosella Hightower

È venuta a mancare all’affetto dei suoi cari Dominique Monet Robier, figlia naturale di Rosella Hightower e Jean Robier, artista designer-costumista francese. Nata nel 1955, Monet Robier − ballerina e insegnante di danza contemporanea, dapprima nella prestigiosa e storica scuola di Cannes fondata nel 1961 dalla madre “Centre de Danse International Rosella Hightower” e in seguito presso il “Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower” a Cannes-Mougin − è stata un punto di riferimento nel mondo della danza. Il Giornale della Danza la ricorda con delle immagini tratte dall’archivio personale di Roberto Baiocchi, che ha voluto dedicarle le seguenti parole: Cara Monet, sei e rimarrai per sempre la mia sorella maggiore, la mia migliore consigliera artistica. Ti scrivo questo messaggio perché so che arriverà in paradiso, certo che continuerai a danzare per l’eternità stretta tra le braccia di tua mamma, Madame Rosella Hightower. Redazione www.giornaledelladanza.com Photo Credits: Archivio personale Roberto Baiocchi

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Cerco-Ophelia-Laura-Fusco

“Cerco Ophelia” di Laura Fusco: connubio tra poesia e danza tra Italia, Olanda e Turchia

Dopo i palcoscenici italiani, compreso quello letterario e teatrale che ha trasformato Venezia in un grande set, un nuovo palcoscenico internazionale per il progetto in corso Cerco Ophelia di Laura Fusco. Questa volta i paesi coinvolti sono Italia e Olanda. La poesia di Laura Fusco, attraverso le voci recitanti di Manon Albizzati ed Elsa Pion, incontra la danzatrice e coreografa spagnola residente nei Paesi Bassi Marta Reig Torres per un video girato a Rotterdam diretto da Silvia Pesce dal titolo O-ph-elia. Il video, interamente progettato da Laura Fusco e le cui riprese sono state realizzate da Duncan Mufflees, ha aperto (fuori concorso) la III edizione dell’Izmit International Short Film Festival in Turchia, quest’anno dedicato alle donne. Forte l’eco della pittura che riprende e sviluppa il binomio poesia e danza tanto caro alla poetessa e su cui lavora dal 2012, con eventi realizzati tra gli altri al Laborgras di Berlino e alla Villa della Regina, in collaborazione con il Ministero per i Beni Artistici e Culturali. Una donna si tuffa/riemerge in/da un bosco: sarà la stessa? Perdita di sé? Individuazione? Nascita? Conquista/ recupero di un diverso rapporto con il corpo e la natura? – Questi i quesiti che pone il video, ...

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Residanza-2020

“Residanza” – La casa della nuova coreografia: finale in diretta streaming

Il lockdown non ferma la finale di “Residanza”. Lunedì 7 dicembre, alle ore 19:30 nella Sala Assoli di Napoli, nell’ambito di Dicembre online con Casa del Contemporaneo, andrà in scena la serata finale del bando Residanza – La casa della nuova coreografia dedicato ai giovani coreografi under 35. Indetto per l’ottavo anno consecutivo da Movimento Danza di Gabriella Stazio, organismo di Promozione Nazionale, Residanza nasce con lo scopo di favorire il ricambio generazionale nell’ambito della danza. Il bando − realizzato nell’ambito del progetto Gap! Change! Now! Projects for the next dance generation 2018/2020 con il sostegno del Ministero per i Beni e Attività Culturali e del Turismo Regione Campania – rappresenta un trampolino di lancio per i giovani, tra i quali ricordiamo Luna Cenere, Simona Perrella, Nicolas Grimaldi Capitello, vincitore dell’edizione dell’anno scorso che quest’anno parteciperà come ospite alla serata finale con la coreografia The last one. Per l’edizione 2020, nella quale si è dovuto necessariamente mantenere in scena il distanziamento sociale, è stata prevista la partecipazione di creazioni solistiche o duetti oppure coreografie con danzatori conviventi/congiunti. Le selezioni sono avvenute attraverso video. La finale, come sempre condotta da Elisabetta Testa, sarà in presenza per gli artisti, ma in diretta ...

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Luciana Savignano una stella nella storia tra balletto e danza contemporanea

L’étoile di fama mondiale e bellezza particolarissima. Luciana Savignano è la musa che ha ammaliato coreografi come Béjart, Mario Pistoni, Paolo Bortoluzzi, Roland Petit, Micha van Hoecke, solo per citarne alcuni. Considerata una stella pari a ballerini come Carla Fracci e Rudolf Nureyev, applaudita dalla critica europea, esaltata dalla nota critica di balletto e danza italiana Vittoria Ottolenghi. La Savignano si è imposta nel panorama mondiale della danza d’arte degli ultimi trent’anni per l’asciutta compostezza del gioco scenico, unito alla tensione drammatica e a una forte tecnica che le ha permesso di affrontare anche i grandi ruoli del repertorio classico: Giselle e il Lago dei cigni. Luciana Savignano nasce a Milano nel 1943 e si avvicina alla danza grazie al padre, che, da bambina, la porta a vedere Il Lago dei Cigni “Il mio corpo non era quello di una tradizionale ballerina quando cominciai, braccia troppo lunghe, piedi troppo grandi, eccessivamente alta. Senza contare che sono sempre stata timida. Solo in scena ho il mio riscatto, il pubblico”, ha affermato la Savignano al Giornale Off.  Si forma presso la Scuola di Ballo della Scala di Milano e si diploma in seguito ad un periodo di perfezionamento al Teatro Bolsohi di Mosca. Nel 1968 Mario Pistoni la sceglie ...

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L’icona della danza contemporanea Carolyn Carlson entra all’Académie des Beaux-Arts

L’artista franco-americano ha reso popolare la danza contemporanea in Francia e in Europa, diventando un’icona. Nel 2019 ha ottenuto la nazionalità francese La coreografa franco-americana Carolyn Carlson, 77 anni, è stata eletta  il 2 dicembre membro dell’ Académie des Beaux-Arts, insieme ai suoi colleghi Blanca Li e Angelin Preljocaj. Ballerina e coreografa statunitense (n. Oakland 1943). Compiuti gli studi alla scuola di balletto di San Francisco, fece parte della compagnia di A. Nikolais (1965–71). Trasferitasi a Parigi, si esibì più volte nei teatri di Avignone, Amburgo, Bordeaux. Per lei fu coniato il titolo di “danseuse étoile chorégraphique” quando fu invitata, nel 1974, dall’Opéra di Parigi per dirigervi il Groupe de Recherches Théâtrales (GRTOP) e allestirvi alcune sue composizioni. Ne ricordiamo alcune: Il y’a juste un instant (1974), L’or des fous (1975), Wind, water, sand (1976). Incaricata dal teatro La Fenice di Venezia, tra il 1980 e il 1985 di dirigere un proprio gruppo composto di danzatori italiani, ha presentato Undici onde (1981), Underwood (1982), L’orso e la luna (1983), Blue Lady (1885). Dopo aver lavorato al Théâtre de la Ville di Parigi e in Finlandia, nel 1994-95 dirige il Ballet Cullberg a Stoccolma. Nel 1994 fonda a Vincennes il centro di masterclasses L’Atelier de Paris-Carolyn Carlson. Dal 1999 al 2002 dirige il settore danza della Biennale di Venezia dove crea Parabola (1999), Light Bringers (2000), J. Beuys song (2001), Writings on water (2002) e dirige la nuova Accademia Isola Danza. Tra gli ultimi lavori si ricordano Down by the river (2004); Inanna (2005); Les rêves de Karabine ...

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Alessandro Riga, la danza italiana. “Apollo” trionfa a Madrid

Teatro praticamente pieno, tanta aspettativa e tanta voglia di ballare per la prima del 19 novembre della Compañía Nacional de Danza – sotto la direzione di Joaquín De Luz – al Teatro Real con un triplo programma che comprende due opere inedite sul palco di Plaza de Oriente: Apollo e Concerto DSCH . “Apollo” è la chiara rappresentazione dell’armonia tra ciò che il dio romano classico rappresentava (luce, sole, verità, profezia, musica, poesia e arti) in congiunzione con la forza e l’intensità di un vigorosa danza moderna. Alessandro Riga, orgoglio italiano,  un ballerino che trasuda talento dalle linee quasi eterne quando balla, con forza ed eleganza, ci trascina nelle emozioni più intense.  Le muse (Giada Rossi (Terpsícore), Haruhi Otani (Polyhymnia) e Ana Calderón (Calliope)) -come lui- vestite di bianco pulito, richiamano tre piume che brillano ed emanano una lucentezza particolare. Ognuno conserva la propria essenza, rappresentando il tema classico come suo marchio: retorica, danza e poesia. Come Apollo istruisce le sue muse, obbediscono ai suoi movimenti con dolcezza e perfetta armonia.  Il balletto di George Balanchine è una bellezza che sembra impressionante sul palco. I ballerini sono molto bravi nella tecnica e nell’espressività. Alessandro Riga è nato a Crotone. Ha intrapreso gli studi di danza classica presso la ...

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