Siamo seduti nell’auditorium, al buio, in attesa che inizi lo spettacolo. È quel momento prezioso prima che si alzi il sipario, quel momento in cui tutto è possibile. Il respiro rallenta, mentre l’attrazione dell’esperienza collettiva – la condivisione con la platea – ci incoraggia a scrollarci di dosso le energie della giornata e a prepararci per questo “ritaglio di tempo”. Ci troviamo in uno stato fluido, fatto di attesa, curiosità e aspettativa, uno stato di incoscienza beata. Avvertiamo sensazioni che provengono da dentro di noi: è la nostra chimica interiore – il nostro senso di interocezione che freme. In questo preciso istante, immerse nel flusso sanguigno, centinaia di sostanze chimiche attraversano il nostro corpo. Si tratta di sostanze chimiche naturali, che determinano il modo in cui pensiamo, sentiamo, parliamo e agiamo. Ci condizionano quasi del tutto, ogni volta che sperimentiamo una reazione, un pensiero o un’emozione, spesso senza renderci conto che possiamo gestirle anche in maniera attiva, alterando delicatamente l’equilibrio chimico interiore, così da influenzare la nostra respirazione, i movimenti, l’empatia e la comunicazione. Quando danziamo o assistiamo a straordinarie performance di danza, le sensazioni corporee più profonde provocano cambiamenti, poiché le reazioni chimiche che avvengono dentro di noi alterano ...
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