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Tag Archives: La Sagra della primavera

Teatro di San Carlo, la Danza chiude la Stagione 2025/2026

Termina con la Danza la Stagione 2025/2026 del Teatro di San Carlo. Un’unica soirée con tre musiche, tre coreografi e altrettanti modi di raccontare il Novecento: Renato Zanella con l’energia ritmica de La sagra della primavera di Stravinskij, Ben Stevenson con il lirismo dei Three Preludes di Rachmaninov, e Maurice Béjart con il crescendo ipnotico del Boléro di Ravel. Prima rappresentazione giovedì 5 novembre 2026 (ore 20:00), per un totale di cinque recite fino a martedì 10 novembre. Protagonisti Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. Sul podio, impegnato a dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli, è Jonathan Darlington. Il Direttore del Balletto e della Scuola di Ballo Renato Zanella apre il programma con la propria interpretazione de La sagra della primavera, sulla celebre partitura di Igor’ Stravinskij. Assistenti alla coreografia sono Alessandra Pasquali e Ugo Ranieri. Presentato per la prima volta a Parigi nel 1913 dai Ballets Russes, con la coreografia di Vaslav Nijinskij, questo capolavoro ha rivoluzionato il linguaggio musicale e coreografico del Novecento. Il rito, il rapporto tra individuo e comunità e il sacrificio costituiscono il nucleo di un’opera che continua a sollecitare nuove letture, mettendo alla prova la forza espressiva e l’energia ...

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Elogio a Stravinskij con una “Serata” di capolavori alla Scala

Petruška (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Petruška è uno di quei rari capolavori che non solo segnano un’epoca, ma continuano a parlarci con sorprendente attualità, mantenendo intatta la loro forza espressiva. Nato nel 1911 per i Ballets Russes di Sergej Djagilev, questo balletto rappresenta un punto di svolta nella storia della danza, un momento in cui musica, movimento e arti visive si fondono in una forma nuova, moderna e profondamente teatrale. Alla sua creazione concorrono tre personalità straordinarie: Igor Stravinskij per la musica, Michel Fokine per la coreografia e Alexandre Benois per scene e costumi. È proprio questa sinergia a rendere Petruška un’opera totale, capace di superare i confini del balletto tradizionale. L’idea affonda le radici nella cultura popolare russa, evocando la figura del burattino Petruška, affine per certi aspetti al Pulcinella della tradizione italiana: un personaggio grottesco, ironico e malinconico, che vive ai margini ma riesce a incarnare una verità profondamente umana. L’ambientazione, una fiera di Carnevale nella San Pietroburgo ottocentesca, offre una cornice vivace e multicolore, fatta di danze popolari, venditori ambulanti e spettacoli di strada. Ma dietro questa superficie festosa si cela una storia carica di tensione emotiva e di significati simbolici. Alla prima rappresentazione, avvenuta allo Chatelet di Parigi il 13 giugno ...

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Il primo ballerino Andrea Volpintesta “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Scegliere un balletto classico preferito, per un danzatore, è davvero complicato. Ho avuto la fortuna di interpretarne molti e ognuno mi è rimasto nel cuore. Posso dire sinceramente Manon di Kenneth MacMillan, Onegin di John Cranko, ma anche i balletti di Rudolf Nureyev, come Il lago dei cigni, La bella addormentata e Don Chisciotte. Non è uno solo, ma ben cinque: faccio davvero molta fatica a scegliere quale, tra questi, sia il mio preferito. Il balletto contemporaneo prediletto? Sicuramente In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe e poi il balletto che ha fatto innamorare me e Sabrina Brazzo, quello che ha fatto scattare la scintilla tra di noi e cioè Now and Then di John Neumeier. Il teatro del cuore? Il teatro del cuore non può che essere il Teatro alla Scala. Per me, fin da bambino, è stato il teatro prediletto: il luogo in cui sognavo di arrivare, di studiare, di crescere e di ballare. Non ci sono riuscito subito, perché ho avuto una parentesi all’Aterballetto di Reggio Emilia, ma in età piuttosto giovane ho avuto la fortuna di entrare con la direzione di Elisabetta Terabust. Devo dire che ho realizzato il mio sogno, ...

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L’assistente eterna di Micha van Hoecke: Miki Matsuse “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La morte del cigno. Il balletto contemporaneo prediletto? La Sagra della Primavera di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Il Teatro Alighieri di Ravenna. Un romanzo da trasformare in balletto? Tattoos di Yasunari Kawabata. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Story of an Unknown Actor diretto da Aleksandr Zarkhi. Il costume di scena indossato che hai preferito? L’abito bianco di Marella Ferrera. Quale colore associ alla danza? Rosso scuro/bordeaux. Che profumo ha la danza? Di canfora… ha ha ha! La musica più bella scritta per balletto? Il compositore è C. W. Gluck, ma non saprei scegliere un’opera in particolare. Il film di danza irrinunciabile? West Side Story di Jerome Robbins, indimenticabile George Chakiris. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vassiliev ed Ekaterina Maximova. Il tuo “passo di danza” preferito? Il pas de liaison, in genere. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mio marito, Micha Van Hoecke. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sergej Diaghilev. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Esistere pienamente, lasciandosi attraversare dalla gioia della vita. Tre parole per descrivere ...

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La direttrice artistica e coreografa Susanna Beltrami “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Sacre di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Teatro Franco Parenti di Milano. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Danno di Josephine Hart. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Danno diretto da Louis Malle. Il costume di scena indossato che hai preferito? Calzamaglia. Quale colore associ alla danza? Nero. Che profumo ha la danza? Incenso. La musica più bella scritta per balletto? La sagra della primavera di Igor Stravinsky. Il film di danza irrinunciabile? Pina diretto da Wim Wenders. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Merce Cunningham e Pina Baush. Il tuo “passo di danza” preferito? Adagio. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Nessuno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Merce Cunningham. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Ma sei Tersicore o Cupido? Tre parole per descrivere la disciplina della danza? “Una disciplina indisciplinata”. Come ti vedi oggi allo specchio? Vedo dentro. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il maître de ballet Ugo Ranieri “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta / Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? La Sagra della Primavera di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Gattopardo di Luchino Visconti. Il costume di scena indossato che hai preferito? Lenskij in Onegin di John Cranko / Franz in Coppélia di Roland Petit. Quale colore associ alla danza? Tutti. Che profumo ha la danza? Il profumo della rugiada. La musica più bella scritta per balletto? Quelle di Tchaikovsky e Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta diretto da Herbert Ross. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand Jeté e Tours à la seconde. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Romeo se non morisse, quindi scelgo Franz. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa, Sir Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Mi hai folgorato! Tre parole per descrivere la disciplina della ...

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La danzatrice e maître de ballet Ivana Mastroviti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Carmen di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia e Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Siddharta di Hermann Hesse. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Interstellar di Christopher Nolan. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del balletto coreografato da Johan Inger Birdland. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Gelsomino. La musica più bella scritta per balletto? La sagra della primavera di Igor Stravinsky. Il film di danza irrinunciabile? Flashdance. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Michail Baryšnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Rond de jambe. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie, sei Immensa! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Dedizione, umiltà, ascolto. Come ti vedi oggi allo specchio? Matura ma con gli stessi occhi di una bambina curiosa. Michele Olivieri Foto di Alice Vacondio www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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“La Sagra della Primavera” del talentuoso coreografo Ermanno Sbezzo in scena a Foligno

La Sagra della Primavera nella versione del coreografo italiano molto apprezzato  e talentuoso Ermanno Sbezzo,  in scena il 23 maggio alle ore 21.00 all’Auditorium San Domenico di Foligno,  rappresenta un processo di involuzione dell’essere umano; un autentico ritorno alle origini. Si parte dalla stilizzazione, dall’opulenza e dal futurismo esasperato delle forme per giungere all’essenza, a ciò che conta veramente. L’esigenza è quella di spogliarsi di ogni orpello e ritornare alla parte più onesta che possediamo. Successivamente, quando la celebre partitura musicale di Stravinskij inizia, si avvia una sorta di lotta verso il “prescelto”, colui che sarà immolato affinché la terra (ossia la parte più spirituale di ognuno di noi) torni ad essere fertile e a generare frutti. Una vera danza estatica che culminerà in un’apoteosi di emozione e sentimento. Ermanno Sbezzo comincia la sua carriera in Germania con il BallettPforzheim e il Pfalztheater Kaiserslautern sotto la direzione di James Sutherland e Elsa Genova. Dopo diversi anni come danzatore solista in compagnie tedesche, Ermanno Sbezzo entra a far parte della compagnia di fama mondiale « Les Ballets Jazz de Montreal”, eccellenza della danza contemporanea. Con Ballets Jazz, si è esibito in tutto il mondo in teatri quali il New York City Center, il Théâtre des Champs Élysées, la Maison de ...

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Dada Masilo a RomaeuropaFestival 2021 con l’intenso “The Sacrifice”

Dopo Swan Lake, Carmen e Giselle, Dada Masilo torna a reinterpretare i grandi classici del balletto con una performance ispirata a La Sagra della Primavera di Igor Stravisnky. L’11, 12 e 13 novembre in occasione di RomaeuropaFestival 2021, la danzatrice, coreografa e performer sudafricana, sarà in scena con The Sacrifice, in prima nazionale. Cresciuta nel gruppo etnico di origine bantu Xhosa, Masilo indaga sulle proprie origini e sulla propria identità. Si interroga sul significato del sacrificio e sull’effettiva o immotivata necessità di metterlo in atto per produrre un cambiamento. The Sacrifice è quindi anche un’esplorazione del dolore e della sofferenza che gli esseri umani infliggono l’uno l’altro ogni giorno, senza il minimo senso di colpa e senza esitazioni. Sul palco, assieme all’artista, quattro musicisti e dodici ballerini danno vita a un’opera intensa e ispirata al minimalismo e all’energia della danza Tswana, unica per ritmo ed espressività. Ci accompagnano nella profondità dell’animo umano, nelle sue debolezze e nella sua possibilità di riscatto. Informazioni Auditorium Parco della Musica / Sala Petrassi – Roma Giovedì 11: ore 21 Venerdì 12: ore  21 Sabato 13: ore 16 e ore 21 Telefono: 06 4555 3050 E-mail: promozione@romaeuropa.net Stefania Napoli Fotografia: John Hogg © www.giornaledelladanza.com

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La Sagra della Primavera di Dada Masilo

Dada Masilo dopo i suoi Swan Lake , Carmen  e Giselle , Dada Masilo torna a interpretare i grandi classici del balletto avvicinandosi, questa volta, a La Sagra della Primavera di Stravisnky, in scena 11 – 13 Novembre 2021 – Auditorium Parco della Musica / Sala Petrassi – per Romaeuropa Festival 2021. Ma non è la fusione e la sovrapposizione di danze e bagagli culturali differenti a muovere questa volta la coreografa che sembra invece rivolgersi al minimalismo e all’energia della danza Tswana, nata nel Botswana e unica per ritmo ed espressività. «Malgrado la mia formazione fino ad oggi non ho mai studiato il movimento Tswana – racconta – eppure è parte della mia cultura e delle mie origini». Cosa è oggi un sacrificio? Ed è davvero necessario per il cambiamento? A partire da queste domande la coreografa costruisce un nuovo tessuto narrativo che la conduce a lavorare sulla sua identità: i canti collettivi, i riti ma anche il dolore e la sofferenza che gli umani possono infliggersi vicendevolmente. Con una comunità di dodici interpreti in scena, Masilo presenta il suo spettacolo come un punto interrogativo sulla possibilità di raccontare e scrivere una nuova Storia che possa liberarci dalla crudeltà. Da più di dieci anni ...

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