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Tag Archives: Romeo e Giulietta

Il maître de ballet Marc-Emmanuel Zanoli “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? The Dream di Sir Frederick Ashton. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Sleight of Hand di Sol León e Paul Lightfoot. Il teatro del cuore? Il Grand-Théâtre di Bordeaux… Senza alcuna esitazione! Un romanzo da trasformare in un balletto? La Venere d’Ille di Prosper Mérimée. E un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Bolero, un film francese di Anne Fontaine. Racconta la storia della vita di Maurice Ravel. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il mio costume preferito è quello di Carabosse nella versione di Charles Jude. A quale colore associ la danza? A tutti i colori. Che profumo ha la danza? Un mix di pece (colofonia), polvere e qualcosa di straordinario. La musica più bella mai scritta per un balletto? Sono indeciso tra il quarto atto de Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta di Prokof’ev. Il film sulla danza da non perdere?Cantando sotto la pioggia… oppure Dirty Dancing. Due leggende della danza del passato, una donna e un uomo? Zizi Jeanmaire e Pierre Lacotte. Mi hanno sempre affascinato. Il tuo passo di danza preferito? Il grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico, ...

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Romeo e Giulietta di John Cranko torna a Roma: il Corpo di Ballo dell’Opera incanta il Circo Massimo

La grande danza torna protagonista dell’estate romana. Il 24 e 25 luglio 2026 il Circo Massimo ospita il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, con uno dei massimi capolavori del repertorio classico del Novecento: Romeo e Giulietta di John Cranko, sulle immortali musiche di Sergej Prokof’ev. Tra le più amate trasposizioni coreografiche della tragedia di William Shakespeare, quella firmata dal coreografo sudafricano rappresenta un punto di riferimento assoluto nella storia del balletto. Presentata per la prima volta nel 1958 alla Biennale di Venezia con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e una giovanissima Carla Fracci nel ruolo di Giulietta, la creazione venne successivamente rielaborata da Cranko nel 1962 per lo Stuttgart Ballet, diventando il simbolo stesso della compagnia tedesca e uno dei vertici della coreografia del XX secolo. L’originalità della lettura di Cranko risiede nella perfetta fusione tra narrazione teatrale e scrittura coreografica. «La sfida è creare un balletto su due livelli: come danza e come storia», sosteneva il coreografo, e proprio questo equilibrio rende la sua versione ancora oggi straordinariamente moderna. La danza classica si apre a elementi popolari e acrobatici, sempre al servizio dell’espressione poetica e drammatica, dando vita a ...

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Il danzatore di OKC Ballet Federico Ginetti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta in tutte le sue versioni. Simboleggia una storia di amore, unione e amicizia. Nonostante il finale tragico, può benissimo rappresentare una scena quotidiana ancora attuale. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle, somewhat elevated di William Forsythe. Dove porta la tecnica e la figura del ballerino ad esplorare oltre i canoni di dinamicità, fisicità e virtuosità. Il Teatro del cuore? Da Milanese cresciuto e formato a Milano, non posso che dire il Teatro alla Scala. È sempre magico tornarci. Un romanzo da trasformare in balletto? Essendo un amante di libri gialli, sarebbe interessante poterne rappresentare uno sotto forma di balletto. Magari un bel romanzo di Agatha Christie. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella di Roberto Benigni. Un film che ci ricorda quanto siano potenti l’amore e l’ironia nel proteggerci dalle difficoltà della vita. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Hans quando si trasforma in un principe nello Schiaccianoci. Prezioso ed elegante. Quale colore associ alla danza? Il bianco è il colore simbolo di eleganza e purezza in questa disciplina. Rappresenta anche l’unione di tutti i colori dello spettro, a simboleggiare ...

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Il danzatore professionista Alessandro Cascioli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Sylphide. Adoro lo stile di Bournonville. In generale il balletto romantico mi emoziona molto, Giselle ne è un esempio, un altro balletto che amo fortemente. Il balletto contemporaneo prediletto? Domanda veramente difficile. Jiří Kylián è un grande mito per me, non saprei scegliere quale tra i suoi meravigliosi capolavori. Lo stesso vale per Crystal Pite, coreografa con un movimento che adoro. Poi farei due nomi di due balletti che ho danzato e che reputo due gioielli: Nijinski di Marco Goecke e Les Noces di Andonis Foniadakis. Il Teatro del cuore? Per la mia stabilità lavorativa e di vita sono legato al Teatro Massimo di Palermo, per la mia trasformazione da allievo a professionista e per tutto il percorso di crescita che ho vissuto, il mio cuore è a Firenze, al Maggio Fiorentino. Un romanzo da trasformare in balletto? Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, mi ha sempre affascinato il concetto di maschera. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Mine Vaganti o Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek, ma anche Sette Anime di Gabriele Muccino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Walkind Mad di Johan Inger, amavo il taglio ...

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La ballerina della State Opera Stara Zagora Alessia Bacchin “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il mio balletto classico preferito, anche se difficile scegliere, credo che sia La bella addormentata, proprio perché riesce secondo me a rappresentare al meglio la danza classica con la sua eleganza, precisione dei movimenti e musicalità. Mi piace il fatto che ci siano molti ruoli molto diversi tra loro, dove in ognuno di essi puoi sperimentare nuovi modi per interpretarli, sia a livello tecnico che artistico. Balletto contemporaneo preferito? Minus 16 coreografato da Ohad Naharin è sempre stato uno dei balletti di contemporaneo che mi ha sempre affascinato, ha questa energia travolgente che ti cattura sin dall’inizio fino alla fine. A me personalmente esprime la ricerca della libertà, perché molte volte ci sentiamo intrappolati o giudicati dagli altri o anche da noi stessi e nel balletto, attraverso i movimenti grandi e improvvisi, riesce proprio a dare questa sensazione a chi sta guardando. Il teatro del cuore? Il mio teatro del cuore credo che sia sempre stato il Teatro Mariinskij, che rappresenta per me la grande tradizione e cultura del balletto e dove si sono esibiti tra i più importanti ballerini della storia. Un romanzo da trasformare in balletto? Un romanzo che trasformerei in balletto sarebbe Oliver Twist, ...

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La stagione cinematografica 26/27 al The Royal Ballet

Il Royal Ballet and Opera ha annunciato un entusiasmante programma di proiezioni cinematografiche per tutta la stagione 2026/27. Il The Royal Ballet metterà in scena amatissimi titoli come Manon e Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, oltre a Il lago dei cigni di Liam Scarlett. Alice’s Adventures in Wonderland di Christopher Wheeldon sarà trasmesso in occasione del periodo pasquale, un balletto ideale per tutta la famiglia, mentre il The Royal Ballet celebrerà il Natale con l’intramontabile classico di Peter Wright, Lo Schiaccianoci. La stagione cinematografica RBO condivide la gioia delle esibizioni dal vivo e la bellezza del balletto e dell’opera di livello mondiale con spettatori in oltre 1.500 cinema e 50 Paesi nel mondo. Gli spettatori al cinema potranno inoltre godere di contenuti esclusivi durante gli intervalli, tra cui prove, filmati dietro le quinte e approfondimenti presentati da specialisti che offriranno uno sguardo interno sul lavoro del Royal Ballet and Opera. Il direttore del The Royal Ballet, Kevin O’Hare, ha dichiarato:
«Condividere le dirette cinematografiche del The Royal Ballet con il pubblico di tutto il mondo è sempre qualcosa di incredibilmente speciale, e questa stagione siamo felici di presentarvi una splendida selezione di balletti capaci di emozionare e intrattenere. Le nostre ...

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L’ex principal del SFB, maître e pedagogo Pascal Molat “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère, per la tradizione del balletto esotico, il classicismo, la produzione e la musica. Balletto contemporaneo preferito? Molto difficile, ma direi In the Middle, Somewhat Elevated. Ha cambiato per sempre il linguaggio della danza: tagliente, impavido, architettonico e al tempo stesso profondamente musicale. Ho avuto la possibilità di danzarlo moltissime volte con diverse compagnie. Il teatro del cuore? Naturalmente il Palais Garnier. La sua storia, il suo mistero e la sua atmosfera incarnano ancora per me l’anima del balletto, oltre al fatto che lì ho trascorso la mia infanzia da studente, incrociando nei corridoi le étoiles. Ricordi magnifici. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry: poetico, filosofico, intimo. Potrebbe diventare un balletto profondamente emozionante e visivamente magico. E, in uno stile completamente diverso, I tre moschettieri di Alexandre Dumas. E invece un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Moulin Rouge. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Probabilmente “Brown Boy” in Dances at a Gathering: elegante, soffice, con pantaloncini marroni aderenti e cintura. E mi piaceva anche indossare gli stivali. A quale colore associ la danza? A un blu profondo di mezzanotte: nobile, infinito, misterioso, con ...

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Il principal dancer Lloyd Knight “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta, adoro il dramma! Il balletto contemporaneo prediletto? Direi In The Middle Somewhat Elevated. Il teatro del cuore? Il Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? La Tempesta di Shakespeare. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Roots. Il costume di scena che hai preferito indossare? Adoro i costumi che Halston ha creato per Martha Graham. Quale colore associ alla danza? Oro. Che profumo ha la danza? Come un bouquet di rose. La musica più bella scritta per balletto? Pelléas et Mélisande op.80: Sicilienne, allegretto molto. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Arthur Mitchell e Martha Graham. Il tuo passo di danza preferito? Pas de chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Il cigno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per la sua arte e le chiederei quale sia la sua danza preferita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Appagante, impegnativa, spirituale. Come ti vedi oggi allo specchio? Come un artista grato, ma ancora affamato ...

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Il solista scaligero Domenico Di Cristo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Ce ne sono tanti, e ognuno ha il suo “momento”. Quello da pelle d’oca rimane Onegin. Il balletto contemporaneo prediletto? Petit mort. Il Teatro del cuore? Dove sono cresciuto dalla Scuola, il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? È un libro più per bambini ma Il piccolo principe potrebbe essere molto interessante. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il pianista, la lotta per sopravvivere al genocidio nazista. Il costume di scena indossato che hai preferito? Rubies di George Balanchine. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Ognuno può sentire il profumo che preferisce. La musica più bella scritta per balletto? Sicuramente la musica per la Bella Addormentata. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Pina Baush e Nižinskij. Il tuo “passo di danza” preferito? Petit Allegro. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Romeo di Romeo e Giulietta. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Impegno, divertimento e passione. Come ti vedi oggi allo ...

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Davi Ramos nominato Principal Artist all’Australian Ballet

Nel mondo del balletto, ci sono momenti che non si limitano a segnare una carriera individuale, ma ridefiniscono il perimetro simbolico di un’intera istituzione. La recente promozione di Davi Ramos a Principal Artist del The Australian Ballet è uno di questi. L’annuncio è arrivato nel modo più teatrale possibile: sul palco, al termine di una rappresentazione di Romeo and Juliet, davanti al pubblico. A comunicarlo è stato il direttore artistico David Hallberg, ex étoile internazionale che negli ultimi anni ha impresso alla compagnia australiana una direzione più aperta e contemporanea. Non una semplice formalità, dunque, ma un gesto performativo che restituisce alla danza il suo valore immediato: quello di un’arte che accade, qui e ora, davanti agli occhi degli spettatori. Si tratta di un riconoscimento che arriva al culmine di un percorso artistico consolidato all’interno della compagnia australiana, dove Ramos ha progressivamente assunto ruoli di crescente responsabilità. La sua recente interpretazione di Romeo nel balletto di John Cranko ha rappresentato un passaggio significativo verso questa promozione, evidenziando una maturità tecnica ed espressiva pienamente riconosciuta dalla direzione artistica. Nato in Brasile, Ramos si è formato presso scuole locali prima di intraprendere una carriera internazionale. Dopo le prime esperienze professionali, è entrato ...

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