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Al Piccolo Bellini la poetica di Lindsay Kemp con “Romeo & Juliet Project”

Dal 16 al 18 ottobre 2026, il palco del Piccolo Bellini di Napoli accoglie Romeo & Juliet Project, uno straordinario omaggio alla visione e al genio di Lindsay Kemp, figura leggendaria che ha rivoluzionato il teatro-danza contemporaneo. Con la direzione artistica di Claudio Malangone e la produzione di Borderlinedanza 2026, realizzata con il contributo del MIC e della Regione Campania, lo spettacolo vede alla regia e alle coreografie Daniela Maccari, musa e storica collaboratrice del Maestro. È proprio la Maccari a raccogliere e consegnare alla nuova generazione di interpreti il “credo” artistico di Kemp, mantenendo viva una fiamma espressiva e poetica senza tempo. Nato nel 2013 come celebrazione dell’universo shakespeariano, lo spettacolo sceglie di spogliarsi di ogni sovrastruttura superflua. La scena è volutamente essenziale: senza alcuna scenografia, con i soli costumi stilizzati disegnati dallo stesso Kemp e realizzati da Beatrice Villani, l’allestimento è abitato unicamente dalla forza dei corpi, da pochissimi oggetti simbolici e da un tappeto sonoro eclettico che spazia dalla malinconia di Nino Rota alla maestosità di Haendel, Purcell, Puccini ed Elgar, fino alle dissonanze di George Crumb e ai ritmi di Joji Hirota. Al centro del lavoro c’è l’esplorazione del mito universale degli amanti di Verona, una ...

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Sei appuntamenti per la stagione danza al Teatro Verdi di Firenze

Sei appuntamenti, alcuni dei titoli più amati del repertorio e compagnie provenienti da realtà diverse della scena italiana e internazionale: il Teatro Verdi di Firenze costruisce una nuova stagione di danza che guarda alla tradizione senza rinunciare alla varietà delle proposte. Il cartellone si apre sabato 24 ottobre con Il lago dei cigni della Roma City Ballet Company, titolo-simbolo del grande balletto ottocentesco e ancora oggi uno dei banchi di prova più affascinanti per una compagnia. A dicembre, lunedì 28, sarà ancora la Roma City Ballet Company a portare in scena Lo Schiaccianoci, appuntamento ormai inseparabile dall’atmosfera delle feste e dal rito del balletto natalizio. Il nuovo anno si apre invece con Romeo e Giulietta, in programma domenica 24 gennaio con il Russian Classical Ballet: un altro grande classico, questa volta costruito intorno alla forza narrativa della tragedia shakespeariana e alla musica di Prokof’ev. Il 5 marzo sarà la volta di Io, Don Chisciotte del Balletto di Roma, mentre il 16 aprile il Balletto di Milano porterà al Verdi Notre-Dame de Paris, rilettura danzata dell’universo di Victor Hugo. A chiudere la stagione, martedì 4 maggio, sarà Ballet 3k – Rachmaninoff del Balletto di Siena, con un appuntamento che introduce nel ...

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Il danzatore professionista Leonardo Baghin “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Season’s Canon di Crystal Pite, ballato di recente all’Opéra di Parigi e Wings of Wax di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? L’Opéra de Paris è da anni il mio sogno, anche se il Czech National Ballet di Praga rimarrà sempre nel mio cuore. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Il piccolo Principe. Quale film trasformeresti in un balletto? Spaceman con Adam Sandler. Non so se si riuscirebbe a ricavare un balletto intero, ma sicuramente mi piacerebbe tradurre in danza la profondità della solitudine così com’è trattata nel film. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Il costume di scena indossato che ho preferito sono stati quelli ideati da Margherita Palli in occasione della prima assoluta de Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala nella stagione 2018/2019 dove ho interpretato il Giovane Principe Schiaccianoci. Di che colore è la danza? Il colore che associo alla danza è il blu. Che profumo ha la danza? Se devo pensare al profumo che possiede la danza mi viene in mente l’odore delle luci accese ...

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Il Danseur Étoile Roman Mikhalev “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? L’idiota di Fëdor Dostoevskij. Quale film sarebbe perfetto per essere trasformato in un balletto? Somebody Has Seen My Girl (un film russo). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Il costume del Principe ne La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Come la vaniglia. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Senza dubbio, Lo Schiaccianoci. Qual è il film di danza al quale non si può rinunciare? Il sole a mezzanotte (White Nights). Chi sono le tue due leggende della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Galina Mezentseva. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il tour en l’air. Quale personaggio del repertorio classico avresti voluto essere? Vaslav Nijinsky, perché, fortunatamente, ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il mio idolo, Mikhail Baryshnikov, esibirsi. Chi è il più grande genio della ...

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Il direttore e coreografo Eric Gauthier “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Grand Finale di Hofesh Shechter. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Theaterhaus Stuttgart. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? Il signore delle mosche. E quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Annie. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Mercuzio nella versione di Cranko. A quale colore associ la danza? A tutti. Che odore ha la danza? Di duro lavoro, di sudore! Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Romeo e Giulietta (Prokof’ev). Quale film di danza consideri imperdibile? West Side Story. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il balancé. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Romeo. Chi consideri il più grande genio coreografico di tutti i tempi? John Cranko e William Forsythe. Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti? Vuoi ballare? In tre ...

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Le coppie leggendarie della danza classica: incontri d’arte

Nel corso della storia del balletto classico, alcune partnership artistiche hanno raggiunto una tale perfezione da diventare leggendarie. Più che semplici collaborazioni tra un ballerino e una ballerina, queste coppie hanno rappresentato un incontro irripetibile di talento, sensibilità, tecnica e carisma scenico, contribuendo a ridefinire gli ideali interpretativi di intere generazioni. Sul palcoscenico sembravano parlare un linguaggio segreto, fatto di sguardi, respiri, equilibri perfetti e movimenti che trasformavano la danza in una forma di poesia. Ancora oggi i loro nomi evocano alcuni dei momenti più alti della storia del balletto. Tra le partnership più celebri figura quella composta da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev, probabilmente la coppia più iconica del Novecento. Quando si incontrarono nel 1961, nessuno avrebbe immaginato che la differenza di quasi vent’anni d’età sarebbe diventata irrilevante davanti all’eccezionale intesa artistica che nacque tra loro. Fonteyn era già una stella assoluta del Royal Ballet di Londra, simbolo dell’eleganza e della purezza della scuola inglese, mentre Nureyev era il giovane talento sovietico appena fuggito in Occidente, dotato di un temperamento impetuoso e di una tecnica rivoluzionaria. Insieme interpretarono capolavori come Giselle, Il lago dei cigni, La bella addormentata, Raymonda e Romeo e Giulietta, dando vita a spettacoli entrati nella ...

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The Washington Ballet celebra i cinquant’anni nella stagione 26-27

Il 2026/27 rappresenta una tappa fondamentale nella storia del The Washington Ballet. La compagnia della capitale statunitense inaugura infatti la propria 50ª stagione, costruendo un cartellone che guarda contemporaneamente al passato e al futuro, nel segno del motto Fifty Years of Movement. Celebrating Everything Ahead. La stagione si apre dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 con Go-Go 50, il progetto più emblematico dell’anniversario. Non si tratta semplicemente di una nuova produzione, ma di un omaggio alla cultura di Washington, che intreccia il linguaggio del balletto con la storica musica go-go, genere nato proprio nella capitale americana e oggi riconosciuto come parte integrante della sua identità culturale. L’idea riflette la volontà della direzione artistica di rafforzare il legame tra la compagnia e la città, trasformando il balletto in uno specchio della comunità contemporanea. Come da tradizione, il periodo natalizio sarà affidato a The Nutcracker, in scena dal 28 novembre al 27 dicembre 2026, appuntamento imprescindibile del repertorio e pilastro della programmazione di ogni grande compagnia americana. Il balletto continua a rappresentare uno dei momenti più attesi della stagione, capace di coniugare valore artistico e forte richiamo per il pubblico. L’evento forse più atteso dell’intera stagione arriverà però nel febbraio 2027 ...

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Vera Colombo, la signora della danza scaligera

Ci sono artisti che appartengono alla memoria di un teatro e altri che, con il tempo, finiscono per appartenere alla sua storia. Vera Colombo appartiene alla storia della Scala. Il suo nome evoca una stagione irripetibile della danza italiana, gli anni della rinascita del grande teatro milanese dopo la guerra, quando la tradizione della scuola scaligera incontrava i nuovi linguaggi della coreografia internazionale e sul palcoscenico si alternavano personalità destinate a diventare leggenda. Ricordare Vera Colombo significa dunque ricordare non soltanto una grande prima ballerina, ma una donna che ha rappresentato, con una rara combinazione di eleganza, rigore e sensibilità, una precisa idea della danza e del teatro. Nata a Milano il 10 agosto 1931, Vera Colombo entrò giovanissima nella Scuola di Ballo della Scala, una delle istituzioni più severe e prestigiose della formazione coreutica europea. Lì apprese quella disciplina quotidiana, quasi ascetica, che è alla base della grande danza: la pazienza, la precisione, il controllo del corpo, l’ascolto della musica, il rispetto assoluto della coreografia. Si diplomò nel 1952 e appena due anni dopo, nel 1954, venne nominata prima ballerina. Avrebbe mantenuto quel ruolo fino al 1975, per oltre vent’anni di straordinaria attività artistica. Erano gli anni in cui ...

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Il maître de ballet Marc-Emmanuel Zanoli “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? The Dream di Sir Frederick Ashton. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Sleight of Hand di Sol León e Paul Lightfoot. Il teatro del cuore? Il Grand-Théâtre di Bordeaux… Senza alcuna esitazione! Un romanzo da trasformare in un balletto? La Venere d’Ille di Prosper Mérimée. E un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Bolero, un film francese di Anne Fontaine. Racconta la storia della vita di Maurice Ravel. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il mio costume preferito è quello di Carabosse nella versione di Charles Jude. A quale colore associ la danza? A tutti i colori. Che profumo ha la danza? Un mix di pece (colofonia), polvere e qualcosa di straordinario. La musica più bella mai scritta per un balletto? Sono indeciso tra il quarto atto de Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta di Prokof’ev. Il film sulla danza da non perdere?Cantando sotto la pioggia… oppure Dirty Dancing. Due leggende della danza del passato, una donna e un uomo? Zizi Jeanmaire e Pierre Lacotte. Mi hanno sempre affascinato. Il tuo passo di danza preferito? Il grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico, ...

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Romeo e Giulietta di John Cranko torna a Roma: il Corpo di Ballo dell’Opera incanta il Circo Massimo

La grande danza torna protagonista dell’estate romana. Il 24 e 25 luglio 2026 il Circo Massimo ospita il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, con uno dei massimi capolavori del repertorio classico del Novecento: Romeo e Giulietta di John Cranko, sulle immortali musiche di Sergej Prokof’ev. Tra le più amate trasposizioni coreografiche della tragedia di William Shakespeare, quella firmata dal coreografo sudafricano rappresenta un punto di riferimento assoluto nella storia del balletto. Presentata per la prima volta nel 1958 alla Biennale di Venezia con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e una giovanissima Carla Fracci nel ruolo di Giulietta, la creazione venne successivamente rielaborata da Cranko nel 1962 per lo Stuttgart Ballet, diventando il simbolo stesso della compagnia tedesca e uno dei vertici della coreografia del XX secolo. L’originalità della lettura di Cranko risiede nella perfetta fusione tra narrazione teatrale e scrittura coreografica. «La sfida è creare un balletto su due livelli: come danza e come storia», sosteneva il coreografo, e proprio questo equilibrio rende la sua versione ancora oggi straordinariamente moderna. La danza classica si apre a elementi popolari e acrobatici, sempre al servizio dell’espressione poetica e drammatica, dando vita a ...

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