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Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Mayerling. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián, Grosse Fuge di Van Manen e Spring and Fall di Neumeier. Il Teatro del cuore? Royal Opera House di Londra. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Notting Hill. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ufficiali di Mayerling. Quale colore associ alla danza? Bianco perché chiunque può metterci del suo ed è proprio quello che differenzia ogni artista. Che profumo ha la danza? L’erba estiva appena tagliata dato che quando ero giovane andavo a scuola di danza in bici circondato dai prati italiani. La musica più bella scritta per balletto? Onegin ultimo passo a due, Seven Symphony di Uwe Scholz, Petite Mort di Jiří Kylián, passo a due di Concerto di Kenneth MacMillan con musica di Shostakovich. Il film di danza irrinunciabile? White Nights con Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Armand da La ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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Covent Garden celebra la Royal Ballet School a cielo aperto

Quest’estate Covent Garden a Londra si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare il centenario della Royal Ballet School, una delle istituzioni più prestigiose al mondo nella formazione dei danzatori classici. Per sei giorni, dal 22 giugno, il cuore del West End londinese ospiterà un ricco programma di eventi che porterà il balletto fuori dai teatri e direttamente tra il pubblico. La storica Piazza accoglierà proiezioni, performance, attività interattive e momenti di partecipazione collettiva pensati per avvicinare visitatori e appassionati al mondo della danza. Tra le iniziative più attese figurano le trasmissioni gratuite delle lezioni della Royal Ballet School sul grande schermo di Covent Garden, un’opportunità senza precedenti per osservare da vicino il lavoro quotidiano degli studenti e il percorso che conduce alla carriera professionale. Fondata nel 1926 da Ninette de Valois, la Royal Ballet School rappresenta da un secolo un punto di riferimento internazionale per la formazione di ballerini d’eccellenza. La sua presenza a Covent Garden, dove si trova la sede dell’Upper School accanto alla Royal Opera House, ha contribuito in modo significativo alla vita culturale del quartiere e al suo prestigio artistico. Accanto agli eventi dal vivo, il pubblico potrà assistere a una rassegna cinematografica dedicata ...

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Il primo ballerino e modello Cory Stearns “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Manon. Ma il Romeo di MacMillan è quello che ha più significato per me. Il balletto contemporaneo prediletto? In the Upper Room di Twyla Tharp. Il teatro del cuore? La Royal Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Il gabbiano di Jonathan Livingston. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il filo nascosto (Phantom Thread) diretto da Paul Thomas Anderson. Il costume di scena che hai preferito indossare? Romeo ed Oberon. Quale colore associ alla danza? Tutti. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Chopin per La Dame aux camélias e Massenet per Manon. Il film di danza irrinunciabile? ABT Now. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Anthony Dowell e Irina Kolpakova. Il tuo passo di danza preferito? Piqué arabesque enveloppé en dehors, il primo passo della variazione di Des Grieux nel primo atto di Manon. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Sicuramente nessuno di loro. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Esisti davvero!? Tre parole per descrivere la disciplina della ...

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Nuovo sipario alla Royal Opera House per re Carlo III

Nel cuore di Covent Garden, uno dei templi più prestigiosi dell’arte lirica e coreutica europea si prepara a vivere un passaggio tanto discreto quanto carico di significato storico. La Royal Opera House di Londra, custode di tradizioni secolari e al tempo stesso laboratorio di continua innovazione artistica, si appresta infatti a sostituire il proprio sipario principale, segnando simbolicamente la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Per quasi tre decenni, quel sipario ha accompagnato oltre diecimila rappresentazioni, assistendo in silenzio a trionfi, debutti memorabili e interpretazioni destinate a entrare nella storia dello spettacolo. Le sue pieghe custodiscono l’eco di voci straordinarie, il fruscio dei costumi, i passi di danza, il respiro trattenuto del pubblico nei momenti più intensi. Ma più ancora della sua funzione scenica, esso ha incarnato una presenza simbolica precisa: le iniziali della regina Elisabetta II, ricamate con eleganza, hanno rappresentato un legame diretto tra la monarchia britannica e una delle sue istituzioni culturali più rappresentative. Ora, con il regno di Carlo III, anche questo elemento scenografico si rinnova, riflettendo il mutamento istituzionale in atto. Il nuovo sipario porta il monogramma CRIII, sancendo visivamente il passaggio di testimone e riaffermando il ruolo del sovrano come protettore reale dell’istituzione. Non ...

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Il libro che celebra la Royal Ballet School: Strength and Grace

Nel mondo del balletto, pochi nomi suscitano lo stesso rispetto e ammirazione della Royal Ballet School di Londra. Con oltre un secolo di storia, la scuola ha formato generazioni di ballerini che hanno lasciato un’impronta indelebile sul palcoscenico internazionale. Per celebrare il suo centenario, nasce Strength and Grace: Portraits of The Royal Ballet School, un libro che non è solo una raccolta di fotografie, ma un vero e proprio ritratto dell’anima della scuola e dei suoi alunni. Il libro propone una serie di ritratti scattati dai fotografi Rick Guest e Olivia Pomp, che catturano la forza, la grazia e la dedizione dei ballerini formati dalla scuola. Ma non si tratta solo di immagini: ogni ex studente è accompagnato da un’intervista a cura di Sarah Crompton, giornalista e critica di danza, che racconta il percorso personale e professionale di ciascuno, dalle prime punte sul parquet fino ai teatri più prestigiosi del mondo. Queste storie rivelano non solo l’eccellenza tecnica dei ballerini, ma anche il coraggio, la resilienza e la creatività che caratterizzano chi ha frequentato la Royal Ballet School. Il libro diventa così una celebrazione del talento e della diversità: i protagonisti provengono da contesti differenti e hanno trovato modi unici ...

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Mayerling e International Draft Works al Royal Ballet

Nel cuore della primavera 2026, il palcoscenico della Royal Opera House accoglie una proposta artistica che riflette con chiarezza la doppia anima del The Royal Ballet: da un lato la profondità del grande repertorio narrativo novecentesco, dall’altro la tensione verso la ricerca e la sperimentazione coreografica contemporanea. Il mese di aprile si struttura infatti attorno alla ripresa di Mayerling, capolavoro di Kenneth MacMillan, affiancato da un progetto come International Draft Works, piattaforma dedicata ai linguaggi emergenti e ai processi creativi in divenire. Mayerling occupa una posizione centrale nella programmazione, confermandosi uno dei titoli più intensi e complessi dell’intero repertorio della compagnia. Creato nel 1978, il balletto si ispira a un fatto storico realmente accaduto che vide coinvolto il principe ereditario Rodolfo d’Asburgo. La struttura drammaturgica, costruita su una partitura musicale di Franz Liszt sapientemente rielaborata e orchestrata, si distingue per una densità narrativa rara nel balletto, quasi più vicina al teatro di prosa che alla tradizione accademica. MacMillan scava nelle pieghe psicologiche dei personaggi, restituendo un universo fatto di ossessioni, pulsioni autodistruttive e tensioni politiche, senza mai indulgere in semplificazioni. Nel contesto della stagione 2026, la ripresa di Mayerling si avvale di un cast di primissimo livello, come è consuetudine ...

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Alice’s Adventures in Wonderland: storia, personaggi, curiosità e trama

La storia di Alice’s Adventures in Wonderland, pubblicata nel 1865 da Lewis Carroll, appartiene a quelle opere letterarie che sembrano naturalmente predisposte alla trasformazione scenica. Il viaggio della giovane protagonista attraverso un universo capovolto, popolato da creature eccentriche e da paradossi logici, ha stimolato per oltre un secolo registi, illustratori, musicisti e coreografi. Nel balletto questo materiale narrativo ha trovato un terreno particolarmente fertile, perché il carattere visionario della storia si presta a essere tradotto in immagini, ritmo e movimento. Le prime esperienze coreografiche ispirate ad Alice risalgono già ai primi decenni del Novecento, quando il racconto di Carroll cominciò a circolare nei teatri europei in forma di spettacolo coreutico o pantomimico destinato a un pubblico familiare. Tuttavia la consacrazione più significativa di questo soggetto nel repertorio ballettistico è relativamente recente. Nel 2011 il coreografo britannico Christopher Wheeldon ha creato il balletto Alice’s Adventures in Wonderland per il The Royal Ballet, presentato in prima assoluta alla Royal Opera House di Londra con musica originale del compositore Joby Talbot. Questa produzione ha segnato un momento importante nella danza narrativa contemporanea, dimostrando come una storia ottocentesca potesse essere reinterpretata con strumenti scenici e coreografici moderni senza perdere la sua forza immaginativa. Il balletto ...

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In tournée Ballet Black: 25 anni di rivoluzione nella danza britannica

Nel 2026 la compagnia londinese Ballet Black celebra il traguardo dei venticinque anni di attività, un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza cronologica ma anche la conferma di un progetto artistico e culturale che ha profondamente segnato il panorama della danza britannica contemporanea. Fondata nel 2001 dalla coreografa e produttrice Cassa Pancho, la compagnia nacque con un obiettivo preciso: ampliare la rappresentazione dei danzatori di colore nel balletto classico, un ambito che per decenni nel Regno Unito e in Europa era rimasto sostanzialmente omogeneo dal punto di vista etnico e culturale. All’inizio degli anni Duemila il tema della diversità nel balletto era ancora poco discusso. I grandi teatri britannici presentavano ensemble di altissimo livello tecnico, ma raramente riflettevano la pluralità culturale della società contemporanea. In questo contesto si inserì l’iniziativa di Pancho, che immaginò una compagnia capace non soltanto di offrire opportunità professionali a giovani danzatori di origine africana, caraibica o asiatica, ma anche di sviluppare un repertorio nuovo, aperto a linguaggi coreografici e temi narrativi più ampi. Nei primi anni l’impresa non fu semplice. Ballet Black iniziò con risorse limitate, piccoli teatri e tournée nelle comunità locali, costruendo lentamente una propria identità artistica. Tuttavia il progetto attirò presto ...

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Marguerite and Armand: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Marguerite and Armand nasce come omaggio alla drammaticità romantica e all’eleganza del gesto danzato. Frederick Ashton, dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale de La Dame aux Camélias interpretata da Vivian Leigh, rimase profondamente colpito dalla forza emotiva della storia e decise di trasporla in forma di balletto, scegliendo come colonna sonora la Sonata in si minore di Franz Liszt – un’opera intensa, pervasa da passaggi lirici e virtuosistici, capace di sottolineare le passioni e i tormenti dei protagonisti. Il pas de deux finale, quando Marguerite muore tra le braccia di Armand, è considerato uno dei momenti più intensi della storia del balletto narrativo. La vicenda si apre con Marguerite Gautier, celebre cortigiana parigina, gravemente malata. Mentre giace morente, ripensa al grande amore della sua vita: Armand Duval. Il ricordo riporta a quando i due si incontrano per la prima volta in un elegante salotto mondano. Tra loro nasce immediatamente una passione profonda e sincera. Marguerite, abituata a una vita fatta di lusso e relazioni superficiali, scopre grazie ad Armand un sentimento autentico. Decide così di abbandonare la sua esistenza mondana per vivere con lui in campagna, lontano dalla società. La loro felicità, tuttavia, è di breve durata. Il ...

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