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Auguri a Raffaella Carrà nel giorno dell’anniversario di nascita

 

Oggi Raffaella Carrà, pseudonimo di Raffaella Maria Roberta Pelloni, avrebbe compiuto 83 anni (Bologna, 18 giugno 1943 – Roma, 5 luglio 2021), artista a tutto tondo: cantante, attrice, ballerina, autrice e conduttrice.

La danza fu l’inizio di una grande passione che rimase indelebile durante tutta la sua straordinaria carriera. Per seguire la vocazione di ballerina, ad otto anni lascia la cittadina romagnola di Bellaria per trasferirsi a Roma dove segue le lezioni all’Accademia Nazionale di Danza diretta da Jia Ruskaja, istituzione che la vedrà impegnata fino ai quattordici anni per poi studiare al Centro sperimentale di cinematografia.

Ci sono esibizioni che, anche a distanza di molti anni, conservano intatta la loro forza evocativa. Tra queste merita di essere ricordato lincontro tra Raffaella Carrà e Lola Flores nel corso di uno degli show che la conduttrice portò su Canale 5 alla fine degli anni Ottanta. Due donne diversissime per percorso artistico, ma accomunate da una straordinaria presenza scenica e da una capacità rara di conquistare il pubblico. Quando Lola Flores apparve accanto a Raffaella, il palcoscenico si trasformò in un ponte ideale tra Italia e Spagna. Il flamenco, con la sua passione travolgente, si intrecciò con leleganza e lenergia della Carrà, dando vita a un momento televisivo che ancora oggi viene ricordato dagli appassionati del varietà. Rivedendo quelle immagini si coglie il valore di una televisione che sapeva unire culture, linguaggi artistici e grandi personalità internazionali. Raffaella Carrà non era soltanto una presentatrice di successo: era una padrona di casa capace di mettere gli ospiti a proprio agio e di condividere la scena senza mai rinunciare alla propria identità. Lola Flores, dal canto suo, portava con sé il fascino di una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura spagnola. Quella performance resta il simbolo di unepoca in cui il varietà televisivo era spettacolo nel senso più nobile del termine: musica, danza, carisma e autenticità. Un ricordo prezioso che continua ad emozionare chi ebbe la fortuna di assistervi.

A tal proposito, nel corso della sua carriera, Raffaella ha accolto nei suoi programmi alcuni dei più importanti protagonisti della danza internazionale, trasformando il varietà televisivo in una vetrina prestigiosa per talenti provenienti da mondi artistici diversi. Tra gli incontri più memorabili resta quello con Rudolf Nureyev, la cui presenza conferì un respiro internazionale e un prestigio culturale straordinario. Si ricordano altresì Carla Fracci, Heather Parisi, Joaquín Cortés, Alessandra Martines e molti altri. 

Quando si parla di Raffaella Carrà, il ricordo corre subito alla conduttrice, alla cantante, all’icona televisiva. Eppure, prima di tutto, Raffaella fu una ballerina. Non semplicemente una professionista della danza, ma una donna che trasformò il movimento in un linguaggio popolare, comprensibile a chiunque.

La sua forza non stava nell’esibire un virtuosismo destinato a pochi intenditori. Al contrario, Carrà possedeva una qualità rara: faceva apparire la danza come qualcosa di accessibile, pur mantenendo un livello di precisione e disciplina altissimo. Dietro la leggerezza dei suoi passi c’erano anni di studio, rigore e una cura quasi artigianale del gesto scenico.

Osservandola oggi nei filmati d’archivio, colpisce soprattutto il rapporto che aveva con il ritmo. Non sembrava limitarsi a seguire la musica: pareva anticiparla, dialogarci. Ogni movimento era pensato per raccontare qualcosa, per accompagnare una parola, uno sguardo, una battuta. In questo senso, la sua danza era profondamente teatrale. Non cercava l’effetto spettacolare fine a sé stesso, ma la comunicazione con il pubblico.

Un aspetto meno raccontato della Carrà ballerina è la generosità scenica. Molti artisti occupano il centro della scena; lei, invece, riusciva a valorizzare chi le stava accanto. Nei numeri corali non dava mai l’impressione di voler sovrastare il corpo di ballo. Era il punto di riferimento del gruppo, non la sua ombra ingombrante. Questa capacità contribuì a creare uno stile televisivo nuovo, in cui la star e gli altri interpreti sembravano parte dello stesso racconto.

C’era poi un elemento che oggi appare quasi rivoluzionario: la sua gioia fisica. In un’epoca in cui la televisione spesso proponeva figure femminili rigidamente costruite, Raffaella trasmetteva libertà. Ballava con energia, con ironia e con una naturalezza che invitava il pubblico a fare altrettanto. Non chiedeva di essere ammirata da lontano; invitava a partecipare.

Forse il segreto della sua grandezza come ballerina è proprio qui. Non ha lasciato soltanto coreografie memorabili, ma un’idea diversa della danza: non un’esibizione esclusiva, bensì una forma di incontro. Guardandola, milioni di persone hanno avuto la sensazione che muoversi a tempo di musica fosse un diritto, non un privilegio.

Ed è per questo che, a distanza di anni, il ricordo della Carrà ballerina conserva una freschezza particolare. Non appartiene solo alla storia dello spettacolo italiano. Appartiene a tutti coloro che, almeno una volta, hanno sorriso vedendola danzare e hanno sentito il desiderio di fare un passo insieme a lei.

Michele Olivieri

Foto: Daniel Dal Zennaro

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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