
Il balletto classico preferito?
Da ballare, Giselle, in generale Il Lago dei Cigni.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Apollon Musagète di George Balanchine, L’Enfant et les Sortileges di Jiří Kylián, Steps in the Street di Martha Graham.
Il Teatro del cuore?
La Scala per la mia giovinezza, il San Carlo per la mia crescita artistica, sempre grata ad Ugo Dell’Ara che per primo mi aprì le porte di questo grandioso Teatro.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Novembre alle Porte di Chaim Potok e La promessa dell’Alba di Roman Gary.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Rebecca – La prima moglie di Alfred Hitchcock.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Tutti…Ognuno recava in sé il mistero ed il fascino del Personaggio.
Quale colore associ alla danza?
Banale e scontato ma, il rosa!
Che profumo ha la danza?
Pece mista a fatica ed impegno.
La musica più bella scritta per balletto?
I tre masterpieces ciaikovskiani…
Il film di danza irrinunciabile?
Il sole a Mezzanotte e l’intramontabile Scarpette Rosse.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Michail Baryšnikov e Natalija Makarova e, ovviamente Carla Fracci!
Il tuo “passo di danza” preferito?
Pas de basque scenico; un passo che si presta ad essere interpretato in mille modi: brillante, nobile, contadinesco, dolente, languido…
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Coppélia, una che sapeva il fatto suo.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
George Balanchine.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Grazie!
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Sudore, Lacrime, Estasi.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Invecchiata, realizzata nella professione, grata dei doni del Cielo.
Michele Olivieri
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