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La prima ballerina Nino Samadashvili “allo specchio”

Il balletto classico preferito?
Giselle, Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta.

Il balletto contemporaneo prediletto?
Petite Mort di Jiří Kylián.

Il teatro del cuore?
Adoro il mio teatro (Teatro Nazionale Georgiano dell’Opera e del Balletto di Tbilisi) e la Royal Opera House.

Un romanzo da trasformare in balletto?
Poiché amo molto leggere, potrebbe essere molto interessante L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez.

Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
My Fair Lady di George Cukor.

Il costume di scena che hai preferito indossare?
Amo tutti i miei costumi, in particolare quelli creati da Kirill Gassiline per La Bayadère, il costume di Nikiya per le Snake variations, l’abito di Giulietta per la scena del balcone e il tutù del Cigno Bianco.

Quale colore associ alla danza?
Per me la danza è estremamente colorata: non riesco ad associarla a un solo colore.

Che profumo ha la danza?
A mio avviso ha il profumo del gelsomino.

La musica più bella scritta per balletto?
Prokofiev Romeo e Giulietta, Cenerentola, 
Adolphe Adam Giselle, in particolare il secondo atto.

Il film di danza irrinunciabile?
Amo il film Dancers con Mikhail Baryshnikov, Alessandra Ferri e Julie Kent. Inoltre White Nights – Il sole a mezzanotte.

Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Carla Fracci e Mikhail Baryshnikov.

Il tuo passo di danza preferito?
In generale amo il grande allegro.

Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza?
Nella vita reale mi vedo come Giulietta.

Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
George Balanchine.

Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Credo di non avere nulla da dire a Tersicore; è stata l’unica e sola scelta da Apollo.

Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Routine, forza di volontà e grande amore per ciò che fai.

Come ti vedi oggi allo specchio?
È una domanda molto difficile. Mi giudico sempre; senza questo credo che non sarebbe possibile continuare a crescere. È ciò che mi mantiene sempre motivata a migliorarmi.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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