
Esistono esperienze dolorose che si insediano tanto in profondità da compromettere la qualità di vita e talvolta la salute cognitiva.
Nei casi di traumi psicologici come un lutto, un abuso o un abbandono, la mente attiva meccanismi di difesa che congelano il ricordo e disconnettono la persona dal proprio vissuto emotivo.
Il movimento può diventare la chiave per sbloccare le ferite emotive e la danza, come arte, ha ancor più la possibilità di ristabilire il benessere mentale e fisico.
Le memorie traumatiche rimangono nelle strutture subcorticali del cervello sotto forma di tensioni muscolari, risposte d’allarme eccessive o uno stato di rigidità costante.
La danza agisce direttamente sui livelli neurobiologici, riequilibra il sistema nervoso e ripristina il senso di controllo.
Uno degli effetti più distruttivi del trauma infatti è la perdita di controllo: l’evento traumatico fa sentire la persona impotente e alla mercé degli altri o delle circostanze.
Memorizzare un passo, eseguire una sequenza o una coreografia richiedono intenzione e consapevolezza. Ogni volta che il corpo risponde a un comando della mente, il cervello riceve un segnale preciso: ‘ho di nuovo il controllo sui miei movimenti e sul mio spazio’.
È qui che scatta la presa di coscienza corporea. Il cervello registra che l’impulso generato dall’interno produce un effetto reale nel mondo esterno.
Si tratta di una vera e propria riprogrammazione neurobiologica. La persona non è più un oggetto passivo a cui succede qualcosa, ma è qualcuno che determina il proprio stato.
Un trauma tende a intrappolare la mente in un loop di pensieri intrusivi o flashback. Per danzare serve totale presenza mentale e questo interrompe il flusso dei ricordi dolorosi e regala una pausa rigenerante per la mente.
Il trauma spesso isola e spezza la fiducia negli altri, e altera la percezione dello spazio peripersonale, quella bolla invisibile e protettiva che circonda il corpo.
Le persone traumatizzate spesso avvertono questo spazio come costantemente violato o in pericolo. Condividerlo con i compagni di danza riattiva i circuiti della socialità.
Il sistema nervoso riceve segnali di sicurezza e inizia a registrare la presenza dell’altro non come portatrice di dolore e paura, ma di armonia.
Non esiste individuo che non abbia vissuto un trauma, è la vita. Per questo tutti dovrebbero comprendere l’importanza della danza anche in questo ambito. Essa non cancella l’evento doloroso, ma ne alleggerisce il peso e regala la possibilità di liberarsi e di costruirsi un’esistenza migliore.
Stefania Napoli
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