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Dorothée Gilbert all’Opéra tra applausi, rose e commozione

Giovedì 15 ottobre il Palais Garnier ha vissuto una delle sue serate più significative: quella dell’addio ufficiale di Dorothée Gilbert, Danseuse Étoile dell’Opéra national de Paris, al palcoscenico che ha accompagnato gran parte della sua vita artistica.

Per il suo ultimo spettacolo, l’artista ha scelto L’Histoire de Manon, il balletto di Kenneth MacMillan ispirato alla vicenda di Manon Lescaut e del cavaliere Des Grieux. Una scelta carica di significato, perché proprio in questo titolo Gilbert aveva cominciato, nel 2015, a danzare al fianco di Hugo Marchand, suo partner storico. Con lui ha voluto chiudere un capitolo importante della propria carriera, come a completare idealmente un percorso condiviso lungo oltre dieci anni.

La rappresentazione, con la direzione musicale di Martin Yates e un cast che comprendeva Thomas Docquir nel ruolo di Lescaut, Bianca Scudamore in quello della sua amante e Matthieu Botto come Monsieur de G. M., è stata trasmessa in diretta sulla piattaforma Paris Opera Play, permettendo anche a chi non era presente in sala di partecipare a questo appuntamento.

Per questa occasione Gilbert aveva scelto anche un cambiamento personale: si era tagliata i capelli corti, un gesto che ha accompagnato simbolicamente il passaggio verso una nuova fase della sua vita. L’artista aveva spiegato nei giorni precedenti di voler concludere il proprio percorso all’Opéra con un balletto che amava profondamente, sia per il lavoro in sala sia per le possibilità espressive offerte dal personaggio.

La scelta di condividere quest’ultimo appuntamento con Hugo Marchand aveva inoltre un significato particolare: non soltanto un saluto al pubblico, ma anche la conclusione di un sodalizio artistico che ha segnato una parte importante della sua storia sul palcoscenico.

Al termine della rappresentazione, l’emozione della serata è diventata inseparabile da quella della vicenda appena raccontata. Dorothée Gilbert e Hugo Marchand si sono ritrovati al centro di un saluto che ha coinvolto l’intera compagnia e il pubblico, mentre la tensione accumulata durante lo spettacolo lasciava spazio alla commozione.

Quando è arrivato il momento dei saluti, il pubblico non ha avuto fretta di lasciare andare la propria Étoile. Gli spettatori si sono alzati in piedi e hanno continuato ad applaudire, tra grida di gioia, richiami e ripetute riaperture del sipario. Secondo le cronache francesi, l’ovazione è durata circa trentacinque minuti, con alcune testimonianze che parlano di un’attesa e di applausi protrattisi ancora più a lungo.

Gilbert è tornata più volte sul palcoscenico, accompagnata dai colleghi e poi anche da sola. Ha ringraziato il pubblico con ripetuti inchini, ha portato le mani al cuore e ha formato piccoli cuori con le dita. Il suo sorriso, inizialmente attraversato dalla commozione, si è fatto via via più luminoso, mentre gli applausi riprendevano a ogni nuova apertura del sipario.

La festa è stata anche molto concreta: dalle logge sono piovute rose e fiori, mentre dall’alto sono scese stelle dorate e argentate. Hugo Marchand le ha consegnato una grande composizione di rose rosse, un omaggio particolarmente significativo da parte del compagno di tanti spettacoli. Anche José Martinez, direttore della danza dell’Opéra, è salito sul palco per porgerle un bouquet.

A un certo punto, Gilbert ha lanciato verso il pubblico il suo ultimo paio di scarpe da punta. Un gesto inatteso, accolto con entusiasmo, che ha aggiunto un tocco di spontaneità a una cerimonia già ricca di emozioni. L’artista ha concluso i saluti a piedi nudi, con le dita protette dal cotone, continuando a sorridere e a ringraziare. Il sipario si è chiuso e si è riaperto ancora. E, secondo una delle cronache della serata, gli applausi sono proseguiti dietro il sipario, quando Gilbert si è rivolta ai colleghi della compagnia per condividere con loro alcune parole di gratitudine.

La serata ha richiamato numerosi artisti che hanno fatto parte della storia recente dell’Opéra di Parigi, insieme a colleghi, amici e membri della compagnia. Tra le personalità presenti sono stati segnalati Agnès Letestu, Clairemarie Osta, Nicolas Le Riche, Karl Paquette e Manuel Legris, nomi legati a una stagione importante del Balletto dell’Opéra.

C’erano anche Mathieu Ganio e Ludmila Pagliero, che hanno concluso a loro volta il proprio percorso sulle scene dell’istituzione parigina, e Guillaume Diop, étoile della compagnia, che aveva condiviso con Gilbert gli anni più recenti della sua attività. La presenza italiana ha visto la presenza di Alessio Carbone, Eleonora Abbagnato, Simone Valastro, Francesco Mura.

Particolarmente significativo è stato l’abbraccio con Manuel Legris. Fu proprio accanto a lui che Gilbert venne nominata Étoile nel novembre 2007, dopo la sua interpretazione in Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, in una serata resa memorabile anche dalle difficoltà tecniche dovute a uno sciopero che aveva lasciato fuori scena costumi e scenografie, salvo quelli indispensabili ai due protagonisti.

Era presente anche Brigitte Lefèvre, già direttrice della danza dell’Opéra dal 1994 al 2014, che ha avuto un ruolo importante nella crescita artistica di Gilbert e nella sua nomina a Étoile. La sua presenza ha aggiunto alla serata il valore di un incontro tra generazioni, tra chi aveva accompagnato l’artista nei primi passi della sua maturità professionale e chi ne aveva condiviso il percorso negli anni successivi.

Non si è trattato soltanto di un omaggio istituzionale: gli abbracci, i saluti e gli incontri sul palcoscenico hanno mostrato quanto la carriera di Gilbert sia stata intrecciata con quella di tanti interpreti della compagnia. Le celebrazioni sono proseguite dopo lo spettacolo, durante il ricevimento organizzato nel Grand Foyer del Palais Garnier.

In quell’occasione, Brigitte Lefèvre ha consegnato a Dorothée Gilbert la Legion d’honneur, uno dei più importanti riconoscimenti francesi. Un ulteriore tributo a una carriera che ha attraversato tre decenni di danza all’Opéra e che ha lasciato un segno profondo nella vita della compagnia.

Nel corso degli interventi ufficiali, José Martinez ha ricordato di aver conosciuto Gilbert quando era ancora una bambina a Nanterre, sottolineando come il suo sorriso e la sua gioia di vivere l’abbiano accompagnata nel corso degli anni. Ha richiamato anche alcuni momenti del loro percorso artistico comune, dalla creazione Mi favorita fino a Onegin di John Cranko.

Alexander Neef, direttore generale dell’Opéra national de Paris, ha posto l’accento sulla sensibilità, sulla gioia e sulla passione dell’artista.

Il prestigioso riconoscimento ricevuto durante il ricevimento ha così concluso una giornata che, dal palcoscenico alla cerimonia ufficiale, ha riunito il pubblico, la compagnia e la direzione dell’istituzione.

Nel suo discorso, Dorothée Gilbert ha ringraziato i direttori che l’hanno accompagnata, gli insegnanti, i partner, i tecnici, le maestranze e tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Ha rivolto un pensiero anche alla famiglia, al marito e alla figlia, oltre che al pubblico che l’ha seguita nel corso degli anni. Ha ricordato il momento che più ama della vita teatrale: «Il silenzio in sala prima che il sipario si alzi, la prima nota che sale dalla buca dell’orchestra, il corpo di ballo che respira alle proprie spalle e lo sguardo del partner che ti assicura che tutto andrà bene». Parole che raccontano non soltanto il ricordo di una carriera, ma anche la dimensione quotidiana del lavoro in teatro: l’attesa, la fiducia reciproca, il respiro comune di una compagnia prima che cominci lo spettacolo.

Gilbert ha ringraziato in modo particolare Hugo Marchand, con poche parole che racchiudono il senso della loro lunga collaborazione: «Grazie per tutti questi anni». Ha poi rivolto un pensiero al pubblico, riconoscendo quanto abbia ricevuto da chi l’ha seguita e sostenuta. E alla compagnia ha lasciato un messaggio semplice: ricordarsi che il lavoro degli artisti consiste nel regalare felicità alle persone, e che proprio per questo ogni spettacolo merita di essere vissuto pienamente.

L’addio del 15 ottobre non cancella la presenza di Dorothée Gilbert nella memoria dell’Opéra di Parigi. A 43 anni, dopo una carriera iniziata nell’infanzia e una lunga stagione da Étoile, l’artista si prepara ad una nuova fase, con il desiderio di trasmettere alle generazioni più giovani ciò che ha imparato.

Il suo nome resterà legato ai grandi ruoli del repertorio classico e ai personaggi che ha interpretato nel corso degli anni, ma anche a un modo di abitare il teatro fatto di rigore, generosità e attenzione ai colleghi.

La serata del 15 ottobre ha avuto il carattere di una festa, più che di una cerimonia formale: rose, applausi, abbracci, scarpe da punta lanciate in platea e un sipario che si è aperto e chiuso più volte, quasi a rimandare il momento del congedo.

Per il Palais Garnier, è stato il saluto a una delle sue Étoiles più rappresentative. Per Dorothée Gilbert, l’ultima occasione di attraversare quel palcoscenico nel ruolo di Manon, accanto a Hugo Marchand, prima di voltare pagina. E per il pubblico, un lungo e caloroso grazie, scandito da trentacinque minuti di applausi.

Michele Olivieri

Foto di © Julien Benhamou / OnP

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata 

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