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Biennale Danza 2022 Direzione Artistica Wayne McGregor

Biennale College Danza 2021

Festival Internazionale di Danza Contemporanea si svolgerà dal 22 al 31 luglio 2022, diretto da Wayne McGregor. In programma numerosi appuntamenti quotidiani con solisti e compagnie internazionali e l’attività di Biennale College Danza dedicata a progetti di formazione e training che diventano parte integrante del programma del Festival.

Wayne McGregor (Stockport, Gran Bretagna, 1970) è un coreografo e regista le cui opere fanno parte del repertorio di compagnie di danza di tutto il mondo. Il suo lavoro affonda le radici nella danza, ma abbraccia una molteplicità di ambiti che includono la tecnologia, le arti visive, il cinema, l’opera. È insignito dell’onorificenza CBE (Commander of the Order of the British Empire).

PROGRAMMA

Il lavoro e gli artisti del nostro secondo anno sono per molti versi non riconducibili a categorie precise; sfuggono alla singola definizione in quanto trascendono il genere e il mezzo espressivo con cui lavorano. La collaborazione profonda è la chiave della loro attività nella misura in cui gli spazi tra le forme d’arte convergono, si fondono e si trasformano, prendendo una nuova e sorprendente direzione. Il loro essere senza confini apre nuovi canali di creazione artistica e presenta al pubblico sfide inedite in materia di percezione e interpretazione.

Siamo entusiasti di commissionare e co-commissionare nuovi lavori per il Festival di quest’anno – tra cui le prime mondiali di Saburo Teshigawara, Rocío Molina, Diego Tortelli – e attendiamo con trepidazione di lanciare molte prime europee e italiane di tantissimi artisti, dalle iconiche stelle internazionali della danza alle nuove voci emergenti.

Cominciamo con gli impegni delle prime mondiali della Biennale Danza:

Dall’immaginazione del ‘teatro totale’ di Saburo Teshigawara (il nostro Leone d’Oro), scultore, danzatore, disegnatore e artista visionario, giunge a noi una prima mondiale entusiasmante: la rivisitazione di Petrouchka, uno dei lavori più significativi dei Ballet Russes. Nella rilettura di questo classico, la ricerca di Teshigawara vuole esprimere il culmine dell’agonia e della disperazione umane, inseparabili dalla pelle e dalla carne.

Nella creazione della sua prima mondiale, attraverso una continua metamorfosi tra il selvaggio, sensuale, verticale, parallelo, violento e tenero, la mercuriale ballerina di flamenco contemporaneo Rocío Molina (il nostro Leone d’Argento) porta in scena Carnación, una straordinaria esplosione di energia fisica e creativa, la battaglia tra il suo corpo vulcanico e cinque estatici musicisti che si esibiscono dal vivo.

Diego Tortelli, il vincitore del primo concorso per coreografi italiani della Biennale Danza, colpisce per la visione indagatrice e l’instancabile curiosità. Il suo immaginifico progetto coreografico intitolato Fo:NO ci fa entrare nel corpo attraverso la gola, per un esperimento sonoro e viscerale in cui si mescolano beat boxing, politica identitaria e danza, in tutta la sua complessità.

È molto raro incontrare sette coreografi-autori di massimo livello che condividono un programma di danza rivoluzionario, ma è esattamente ciò che accade con la nuova messa in scena di The Seven Sins della compagnia Gauthier Dance al Teatro Malibran. Aszure Barton, Sidi Larbi Cherkaoui, Sharon Eyal, Marco Goecke, Marcos Morau, Hofesh Shechter + Sasha Waltz collaborano ispirandosi alla loro personale interpretazione di un peccato capitale. Un evento che si annuncia demoniaco e trasgressivo.

Marrugeku crea un teatro danza interculturale indigeno, ispirandosi all’esperienza dell’Australia nordorientale, dove il deserto incontra il mare, l’Australia incontra l’Asia e le culture si intrecciano e si fondono. Per la Biennale Danza 22, l’incisiva opera politica di Dalisa Pigram + Rachel Swain, dal titolo Straight Talk, mette a nudo l’ignominiosa ossessione dell’Australia per l’incarcerazione, in un potente grido di rivendicazione per un cambiamento.

Humanhood, la promettente compagnia di Rudi Cole e Julia Robert, si sta imponendo prepotentemente alla ribalta della scena internazionale, grazie al connubio tra i poteri sciamanici e il linguaggio coreografico somatico ed evanescente dei due artisti. Siamo entusiasti di presentare la loro prima rappresentazione a serata intera, Infinite, a Venezia, in cui fisica moderna e misticismo orientale si fondono nel corpo umano, in parte performance, in parte meditazione. Infinite stravolge completamente la nostra percezione dell’esperienza teatrale; qui il pubblico è invitato ad attingere all’infinito che ognuno di noi porta dentro di sé.

Tormentata ma forte, invisa e mai doma, Maggie the Cat è l’accattivante centro focale di La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams. L’anticonformista artista contemporaneo e acclamato coreografo Trajel Harrell pone Maggie al centro di questa brillante e provocatoria opera d’arte pop e di grande levatura. Maggie the Cat ci parla di potere, questioni di genere, inclusione e rifiuto, attraverso il punto di vista di uno dei personaggi più celebrati del teatro moderno. Harrell ci delizia e ci sorprende con il suo gusto estetico e con un ritmo magistrale.

Nato da una collaborazione straordinaria tra il geniale coreografo MacArthur fellow Kyle Abraham, A.I.M e la leggendaria pioniera della musica dance elettronica Jlin, Requiem: Fire in the Air of the Earth conferisce nuovo respiro al Requiem in re minore di Mozart e ci sorprende. Attingendo a una ricca varietà di generi, danza classica, hip-hop, modern e street dance, Abraham sfida Jlin nella reinterpretazione del celeberrimo Requiem di Mozart, costruendo un proprio suono personale su uno stile di house dance e street dance, nati nella Chicago degli anni Novanta. Da questo nuovo dialogo scaturisce un’opera di grande intensità che ci accompagna nell’esplorazione del dolore, del tormento e della rinascita.

ISTALLAZIONI

Sviluppando il nostro programma di danza all’insegna ‘della vita oltre il palcoscenico’, accompagniamo l’evoluzione dei vari artisti che lavorano sulle intersezioni tra corpo, tecnologia, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale e scienza, per gli spazi delle gallerie, di cui il pubblico possa fruire in modo continuativo.

Quest’anno, l’artista poliedrico Tobias Gremmler, famoso per le collaborazioni con la pop star Björk, presenta Collisions – A Scenographic Media InstallationL’opera di Gremmler, alimentata da forze cinetiche, sconvolge il nostro sistema percettivo e ci educa a un rinnovato apprezzamento della danza. Corpi virtuali, spazi slegati, meccanismi celestiali e vortici d’aria si scontrano e si intersecano per ridare forma alla ‘presenza fisica’ e per guidarci nella partecipazione a nuove forme di bellezza e nella poetica della danza.

La coreografa super star della realtà virtuale (e realtà reale) Blanca Li offrirà nuovamente il suo pluripremiato Le Bal de Paris alla Biennale, dopo aver vinto il Premio miglior esperienza V/R alla 78. Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia, lo scorso anno. Ritengo che questo sia un must, per la Biennale Danza 22; un’opportunità per il nostro pubblico della danza, della nostra arte di partecipare a questa straordinaria e multiforme opera visionaria di sconfinata gioia. Non solo sarete invitati al più grande ballo di Parigi, ma potrete anche travestirvi, danzare e abbandonarvi a un’avventura sensoriale e surreale. Assolutamente da non perdere.

Indigo Lewin, la nostra artista fotografa in residenza dello scorso anno, esporrà i suoi intimi ritratti di danza della Biennale Danza 21, disvelando epici incontri con il nostro recente passato. Lewin, un raggio di luce nella nuova generazione di fotografi radicali, ha sempre messo i corpi al centro della propria opera. In questa installazione, riformula il tradizionale paesaggio fotografico della danza e si concentra sul prosaico, sul quotidiano, mostrando i moderni rituali del danzatore e della danza, nella loro cruda vulnerabilità ed emanazione estatica.

BIENNALE COLLEGE DANZA

Se il programma Live + Installazioni è il cuore della Biennale Danza, Biennale College è la nostra linfa vitale. Che dire, dunque, dei futuri creatori d’arte, i visionari di domani…

Biennale College Danza è stata una novità ed è uno degli eventi di punta del 2021, con straordinari giovani artisti che sono cresciuti in maniera esponenziale durante i 3 mesi intensi trascorsi a Venezia. Nel 2022 perfezioneremo e affineremo il nostro modello in modo da fornire un’occasione di apprendimento, formazione e guida impareggiabili, creando opportunità per una giovane schiera di talenti emergenti. 18 giovani danzatori e coreografi da tutto il mondo saranno accolti come artisti in residenza alla Biennale Danza e potranno frequentare lezioni, workshop, sessioni di repertorio e creare nuovi lavori con una moltitudine di incredibili artisti e visionari.

Quest’anno, per una commissione speciale, il nostro Leone d’Oro Saburo Teshigawara sarà in residenza a Venezia per collaborare con i partecipanti del College a un evento site-specific all’Arsenale. È un raro privilegio per noi accogliere questo grande maestro della danza, che lavorerà con il College in quello che sarà, ne sono certo, un momento importante per l’avvio della carriera dei partecipanti. Siamo davvero impazienti di condividere con il nostro pubblico della Biennale i risultati di questa esperienza straordinaria e di consolidare la reputazione della Biennale College come laboratorio per la sperimentazione nella danza.

FILM

Anche quest’anno, la danza su pellicola e nel cinema è una componente illuminante del nostro programma e rappresenta una potente forza sociale e artistica. Dalle nuove avvincenti forme di animazione ai documentari intimi, la varietà e l’ampiezza del lavoro sono sorprendenti. Biennale Danza 22 tratterà il lavoro cinematografico degli artisti del Festival, le opere importanti di registi affermati e visioni sperimentali.

Sara Zuccari

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