Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Attualità

Attualità

Il maître de ballet Marco Bellone “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Decadence di Ohad Naharin. Il Teatro del cuore? Teatro Massimo di Palermo (non solo perché è il teatro della mia città natale, ma principalmente per le esperienze che mi ha regalato). Un romanzo da trasformare in balletto? Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La città incantata di Hayao Miyazaki. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il Cinese in Parade disegnato da Pablo Picasso. Quale colore associ alla danza? Tutti per le sue infinite sfaccettature. Che profumo ha la danza? L’odore del dietro le quinte. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte (White Nights) di Taylor Hackford, con protagonista Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mercuzio. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Baush. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie. ...

Read More »

Al Fraschini di Pavia un trittico ideato da tre grandi coreografi

Per la prima volta arriva al Teatro Fraschini di Pavia (venerdì 30 gennaio 2026 – ore 20.30) la storica compagnia Nederlands Dans Theater (NDT 2). Fondata oltre 30 anni fa con lo scopo di rifornire di forze giovani l’ammiraglia Nederlands Dans Theater (NDT 1), oggi la NDT 2 è una compagnia a tutti gli effetti, una realtà di fama internazionale che si esprime ai massimi livelli qualitativi nei teatri di tutto il mondo. La compagnia presenterà al Fraschini un trittico composto da tre coreografie differenti, ideate da tre grandi artisti contemporanei: Marcos Morau, Marco Goecke e Alexander Ekman. Tre coreografi visionari, che con una compagnia di altissimo livello danno vita a uno spettacolo di respiro internazionale. Nederlands Dans Theater Fondato nel 1959, il Nederlands Dans Theater (NDT) è una delle principali compagnie di danza contemporanea a livello internazionale. Da sempre dedito alla ricerca, all’innovazione e alla realizzazione di nuove opere coreografi che, NDT collabora con eccezionali artisti provenienti sia dal mondo della danza che da altre discipline, presentando nelle proprie creazioni una varietà di voci e prospettive diverse. Attraverso il suo lavoro, la compagnia si fa catalizzatore per il futuro dell’arte tersicorea, alimentando la creatività e supportando danzatori e creatori ...

Read More »

Dalle cinque posizioni accademiche alla sesta e alla settima

La danza classica è una disciplina che unisce tecnica, grazia e rigore, costruita su fondamenta precise che ne definiscono l’estetica e il movimento. Alla base di questa arte troviamo le cinque posizioni fondamentali dei piedi, codificate nel XVII secolo alla corte del Re Sole, Luigi XIV, e ancora oggi immutate nei metodi delle principali scuole di balletto del mondo. Queste posizioni non sono semplici pose, ma rappresentano il punto di partenza di ogni passo, salto o rotazione. Vediamole una per una: Prima posizione: la prima posizione è l’essenza della danza classica: i talloni si toccano e le punte dei piedi si aprono verso l’esterno, idealmente formando una linea retta. Il peso è distribuito equamente su entrambi i piedi e il corpo si eleva verso l’alto con leggerezza. È una posizione di stabilità e controllo, ma anche di apertura verso il movimento. Seconda posizione: a partire dalla prima posizione, i piedi si allontanano lateralmente mantenendo le punte rivolte all’esterno. La distanza tra i talloni è di circa una lunghezza di piede. Questa posizione offre maggiore stabilità e prepara il corpo ai movimenti ampi, come plié o port de bras, favorendo una postura ben radicata ma fluida. Terza posizione: un piede si ...

Read More »

Adieu à l’Opéra di Yonathan Kellerman [RECENSIONE]

In Adieu à l’Opéra, Yonathan Kellerman firma un documentario di rara delicatezza, capace di guardare al mondo del balletto non attraverso l’abbaglio della perfezione scenica, ma dal punto esatto in cui la luce si spegne e resta il silenzio. È un film sull’addio, certo, ma soprattutto sul tempo: quello che modella i corpi, ridefinisce le identità e impone scelte irrevocabili. Il regista costruisce il racconto intrecciando tre traiettorie molto diverse all’interno dell’Opéra di Parigi. Da un lato le Étoiles Alice Renavand e Stéphane Bullion, figure consacrate, corpi che hanno incarnato l’ideale assoluto del balletto classico; dall’altro Aurélia Bellet, ballerina del corpo di ballo, presenza essenziale ma invisibile, che ha vissuto l’arte senza mai godere del riconoscimento pubblico. Kellerman evita ogni gerarchia retorica: la fama e l’anonimato vengono messi sullo stesso piano, accomunati dalla stessa fine obbligata. La forza del documentario risiede nella sua messa in scena sobria e rispettosa. La macchina da presa osserva, attende, non invade. I momenti più intensi non sono le prove o gli applausi, ma le pause: uno sguardo nello specchio della sala danza, un gesto ripetuto per l’ultima volta, il rumore secco delle scarpette sul pavimento. È lì che emerge la verità del film: il ...

Read More »

Il principal dancer Alessandro Riga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? God and Dogs di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Guerre stellari (Star Wars) di George Lucas. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Dipende dal tipo di balletto ma direi che in generale profumo di legno. La musica più bella scritta per balletto? Morte di Giulietta, composta da Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Il ritmo del successo (Center Stage) diretto da Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Michail Barysnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Fondu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Drosselmeyer. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Sii più clemente con le punte per le danzatrici. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Estetica, emozione, passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Che ancora ...

Read More »

“Danseurs Chorégraphes” torna all’Opéra Bastille di Parigi

Dal 25 al 28 febbraio 2026 l’Anfiteatro Olivier Messiaen dell’Opéra Bastille torna a essere un laboratorio creativo privilegiato con il ritorno del programma Danseurs Chorégraphes, un appuntamento che mette in primo piano la voce autoriale dei danzatori del Balletto dell’Opéra national de Paris. Più che una semplice rassegna, Danseurs Chorégraphes rappresenta da anni uno spazio di sperimentazione e di passaggio: un luogo in cui l’interprete si trasforma in creatore, esplorando nuovi linguaggi e mettendo alla prova la propria visione coreografica. Per l’Opéra di Parigi è anche un gesto strategico e culturale forte, volto a far emergere – o consolidare – talenti interni alla Compagnia che potrebbero, in futuro, firmare creazioni di più ampia portata sui grandi palcoscenici internazionali. Per questa edizione 2026 sono sette i danzatori coinvolti: Adèle Belem, Félicia Calazans, Yvon Demol, Manuel Garrido, Charlotte Ranson, Rubens Simon e Maxime Thomas. Artisti provenienti da percorsi, sensibilità e immaginari differenti, accomunati dal desiderio di interrogare il corpo danzante oltre i confini dell’interpretazione classica. Le loro creazioni nascono da ricerche personali che intrecciano movimento, musica, spazio e identità, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sui processi creativi interni al Balletto. L’Anfiteatro Olivier Messiaen, per dimensioni e atmosfera, si conferma il luogo ...

Read More »

La Compagnia della Scala diretta da Frédéric Olivieri in Cina

A vent’anni esatti dalla prima tournée in assoluto della Scala in Cina, avvenuta proprio con il Corpo di Ballo, e a due anni dalla più recente trasferta in Cina, la Compagnia torna al National Centre for the Performing Arts (NCPA) di Pechino, dove dal 21 al 25 gennaio si esibirà sul palcoscenico dell’Opera House, dalla capienza di oltre 2200 posti, con due balletti mai portati prima nella Capitale cinese: Don Chisciotte e Serata William Forsythe – The Blake Works. Cinque le rappresentazioni, due le produzioni in scena, per questa che è la settima tournée del Balletto della Scala in Cina, dopo il 2006, Anno dell’Italia in Cina, con 11 recite a Hong Kong, Tianjin, Pechino e Shanghai, il 2014 a Hong Kong, il 2016 a Tianjin, Shanghai e Canton, il 2018, con due produzioni, un mese di tour e un totale di 15 rappresentazioni in due piazze ormai consolidate, Shanghai e Tianjin e due nuove città, Xi’an e Macao, nel 2019 a Pechino e nel 2024 a Hong Kong e Shanghai. Invitato nuovamente da Wu Promotion, l’organizzatore di alcune delle più recenti trasferte in Cina, questa nuova tournée segna il terzo ritorno a Pechino, nei 20 anni dalla prima visita ...

Read More »

Il principal dancer e direttore artistico Domenico Luciano “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? 27’52” di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Orlando di Virginia Woolf. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Espiazione (Atonement), un film del 2007, diretto da Joe Wright. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht dell’ABT con dentro il nome di Marcelo Gomes. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Profumo di rose rosa. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta (The Turning Point) diretto da Herbert Ross con protagonista Mikhail Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo in particolare, ma adoro un port de bras di qualità, quello che per me fa la differenza. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Il Principe in Cenerentola. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Tersicore, ti sono ...

Read More »

Le ballerine di Degas in mostra a Rovigo con opere di Zandomeneghi

Palazzo Roverella presenta una grande mostra che mette in dialogo, per la prima volta in maniera organica, un protagonista dell’arte italiana dell’Ottocento e uno dei nomi più incisivi della scena europea: Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) ed Edgar Degas (Parigi 1834 – Parigi 1917). L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, ricostruisce il rapporto intenso – talvolta spigoloso, sempre fecondo – che unì i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina. Il percorso espositivo illumina affinità, rimandi e sorprendenti convergenze tra due maestri capaci di ridefinire lo sguardo moderno ed è reso unico da prestiti nazionali e internazionali di straordinaria qualità, provenienti da importanti musei e collezioni. L’esposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale. La storiografia dell’epoca descrive Zandomeneghi e Degas come due personalità dal carattere non facile, ma accomunate da una profonda stima reciproca. Degas fu per Zandò un maestro e un mentore e il pittore italiano definiva il collega “l’artista il più nobile e il più indipendente dell’epoca nostra”, mentre Degas lo chiamava, con leggero sarcasmo affettuoso, ...

Read More »

Ballet BC al Grand Théâtre de Luxembourg: forza, poesia e collettività

Il Ballet BC, compagnia di punta della danza contemporanea canadese, torna in Lussemburgo con un programma ambizioso e coinvolgente in tre parti, che mette in luce la sua identità artistica: fisicità estrema, ricerca coreografica e una profonda attenzione alle emozioni umane. La serata si apre con Frontier, di Crystal Pite, una delle coreografe più influenti della scena contemporanea. L’opera è un’indagine poetica e fisica sui territori sconosciuti dell’esistenza: come l’universo è attraversato da materia oscura invisibile, così la coscienza umana è permeata da forze misteriose che sfuggono alla comprensione razionale. Con 24 danzatori in scena, Pite costruisce un paesaggio coreografico potente e ipnotico, dove il movimento diventa strumento di esplorazione e rivelazione. A seguire SWAY, creazione del direttore artistico di Ballet BC, Medhi Walerski. Intima e intensa, la pièce trae ispirazione dalla celebre poesia Hope (1862) di Emily Dickinson, trasformandone i versi in un linguaggio corporeo lirico e vibrante. Accompagnata dalla musica di Adrien Cronet, l’opera riflette sulla resilienza, sulla fragilità e sulla forza collettiva, dimostrando come la danza possa comunicare emozioni profonde senza bisogno di parole. A chiudere il programma è BOLERO X di Shahar Binyamini, una reinterpretazione audace del capolavoro musicale di Maurice Ravel. Con venti danzatori in ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi