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Attualità

La maestra accademica Gioia Masala “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Qualsiasi balletto di Sidi Larbi Cherkaoui. Il Teatro del cuore? La Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La mia Africa di Sydney Pollack. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume, disegnato per me, da Karl Lagerfeld nel balletto Mea Culpa di Sidi Larbi Cherkaoui. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Il profumo del legno. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford con Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Sono due estremi e inseparabili: plié e tendu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? La dama delle camelie è per me, in assoluto, il personaggio più coinvolgente appassionante ed emozionante da interpretare… ma vista la sua fine lo preferisco solo per il palcoscenico e non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? ...

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Fanny Cerrito: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Una delle pochissime coreografe donne dell’Ottocento: In un’epoca dominata dagli uomini, Fanny Cerrito non fu solo ballerina ma anche coreografa: un fatto rarissimo allora. Creò e firmò diversi balletti, dimostrando un controllo artistico totale sul proprio lavoro. Rivale (e collega) di Marie Taglioni: Fu spesso messa a confronto con Marie Taglioni. Se Taglioni incarnava l’etereo e lo spirituale, Cerrito era famosa per la brillantezza tecnica, la vivacità e il temperamento. Due stili diversi, entrambe icone assolute. Un successo internazionale: Nata a Napoli, conquistò le più importanti scene d’Europa: Parigi, Londra, Milano, Vienna. In particolare a Londra fu una vera celebrità, amatissima dal pubblico inglese. Protagonista del leggendario “Pas de Quatre”: Nel 1845 danzò nel celebre Pas de Quatre, insieme a Marie Taglioni, Carlotta Grisi e Lucile Grahn: un evento storico che riunì le quattro più grandi ballerine viventi dell’epoca sullo stesso palco. Una carriera lunghissima e una vita indipendente: Ballò ad altissimo livello fino a un’età avanzata per l’epoca e, dopo il ritiro, visse in modo indipendente, dedicandosi all’insegnamento e alla gestione dei propri affari — una vera donna moderna ante litteram. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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A Gubbio e a Perugia in scena due spettacoli di danza

Le Stagioni 25/26 del Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio e del Teatro Morlacchi di Perugia proseguono all’insegna della danza. La Compagnia Abbondanza/Bertoni – una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le sue creazioni, per l’attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo – porta in scena, giovedì 5 febbraio alle 21 a Gubbio, il suo magnetico spettacolo dedicato all’universo femminile Femina. Uno spettacolo di Antonella Bertoni e Michele Abbondanza, coreografia Antonella Bertoni, con Sara Cavalieri, Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio. “Con un travestimento posticcio e movenze minimali il flusso ci porta nel gioco dell’identità femminile, effeminando, maschizzando, disimbambolando le quattro interpreti. – scrive Michele Abbondanza – Scorporazione e incorporazione di se stesse e l’altra: due poli, due luoghi fisici sulle rive opposte dello stesso fiume. Complici del loro stesso apparire si specchiano l’una nell’altra restituendo movenze specchiate, compresse e rivestite da un accompagnamento sonoro che magnetizza e fluisce senza alcuna reale interruzione né spazio per la melodia ma solo per l’aridità del ritmo. Femina è lo spazio di traduzione e allucinazione in quadro scenico di possibili forme e nomi del donnesco e femmineo mondo contemporaneo”. Sabato 7 febbraio alle ...

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Le presbytère (Ballet for Life): storia, personaggi, curiosità e trama

Le presbytère (sottotitolo: Ballet for Life) è un balletto che nasce da una frattura: la consapevolezza che la vita è breve, vulnerabile, eppure ostinatamente luminosa. Maurice Béjart non costruisce uno spettacolo commemorativo nel senso tradizionale; non celebra i morti guardando indietro, ma li chiama nel presente. Prima mondiale: 15 dicembre 1996
 alla Salle Métropole di Lausanne (Svizzera). 
Fu qui che Maurice Béjart presentò per la prima volta al pubblico questa sua coreografia rivoluzionaria nella sua città di base con il Béjart Ballet Lausanne. La prima parigina si vide nel gennaio 1997 al Théâtre de Chaillot. L’assenza di una trama narrativa è una scelta precisa. Béjart rinuncia al racconto lineare perché la perdita non è lineare. Il dolore non segue un ordine, e nemmeno l’amore. Al suo posto, il coreografo costruisce una drammaturgia emotiva, fatta di quadri che si susseguono come stati d’animo: esuberanza, intimità, vuoto, slancio vitale. Ogni sezione è autonoma, ma tutte sono legate da un flusso continuo, come un respiro che non si interrompe mai davvero. I danzatori non interpretano personaggi, ma condizioni dell’essere umano. I loro corpi giovani e atletici diventano simbolo della vita nel suo momento più intenso, quello in cui si ha la sensazione di ...

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Programma e candidati alla 54ª edizione del Prix de Lausanne

Fino all’8 febbraio 2026, il Théâtre de Beaulieu di Losanna ospita la 54ª edizione del Prix de Lausanne, uno degli appuntamenti più prestigiosi e influenti nel panorama della danza classica e contemporanea mondiale. La competizione, che culminerà con la finale di sabato 7 febbraio, rappresenta ogni anno un osservatorio privilegiato sui talenti emergenti destinati a entrare nelle grandi compagnie internazionali. Il concorso è riservato a giovani danzatori tra i 15 e i 18 anni, suddivisi in quattro categorie, senza quote prestabilite per l’accesso alla finale. Una formula che conferma la vocazione meritocratica del Prix, da sempre attento alla qualità artistica più che ai numeri. La settimana si è aperta con lezioni quotidiane e sessioni di coaching, in programma da lunedì 2 a giovedì 5 febbraio. Venerdì 6 febbraio sarà invece dedicato alle selezioni ufficiali, durante le quali ogni candidato presenterà sul palcoscenico una variazione classica e una contemporanea, entrambe in costume. I nomi dei venti finalisti saranno annunciati in serata. Sabato 7 febbraio, i finalisti torneranno in scena per la finale, seguita dalla proclamazione dei risultati dal vivo. Domenica 8 febbraio chiuderà la manifestazione il tradizionale Rising Stars Gala, vetrina d’eccellenza che riunisce giovani promesse e artisti affermati. L’edizione 2026 ...

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Il danzatore e modello Lorenzo Galdeman “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? White Darkness di Nacho Duato. Il Teatro del cuore? Teatro Olimpico di Vicenza. Un romanzo da trasformare in balletto? Il piccolo principe. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Interstellar. Il costume di scena indossato che hai preferito? In Die Jahreszeiten di Beate Vollack, il costume che riprende il quadro Composition di Piet Mondrian. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Un Profumo di libertà, luce e respiro. La musica più bella scritta per balletto? Pyotr Ilyich Tchaikovsky – Grand Pas de Deux dello Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn. Il tuo “passo di danza” preferito? Renversé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? James – La Sylphide. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per avermi insegnato che il vero linguaggio dell’anima è il corpo che racconta, e che la libertà si misura in passi e silenzi insieme. Tre parole per descrivere ...

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“Tu non mi perderai mai”: tra memoria e rinascita

A vent’anni dal debutto, Tu non mi perderai mai, assolo di Raffaella Giordano, torna in scena grazie a un lungo e minuzioso processo di trasmissione. La pièce, presentata per la prima volta a Milano nel 2005 all’Uovo Performing Arts Festival su invito di Umberto Angelini, viene oggi affidata alla giovane coreografa e danzatrice Stefania Tansini, che la interpreterà il 24 febbraio 2026 a Roma allo Spazio Rossellini e il 27 febbraio 2026 a Genova al Teatro della Tosse. Non si tratta di una semplice replica, ma di un atto di fiducia e amore per la danza: permettere a un nuovo corpo di attraversare l’opera senza tradirne la profondità emotiva e aprendo la strada a nuove interpretazioni, trasformando la trasmissione in un gesto creativo che rinnova l’opera stessa. L’assolo, liberamente ispirato al Cantico dei Cantici, nella versione originale di Giordano era un microcosmo di gesti minimi, rotondità perfette, braccia che sfioravano il suolo come fosse la pelle dell’amato, sospeso tra presenza e assenza, con un desiderio inafferrabile che emergeva dai lacerti gestuali. Attraverso il corpo di Tansini, l’opera si rinnova, portando con sé la memoria del gesto originale e accogliendo nuove intensità emotive, trasformandosi in un mezzo di tenerezze sensoriali e ...

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Al Teatro Celebrazioni di Bologna “Gisellə” di Nyko Piscopo

Un vero e proprio omaggio al balletto romantico, ma con una lettura completamente nuova. Nyko Piscopo reinterpreta Gisellə per parlare di Amore Eterno, superando confini di genere e pregiudizi. Le musiche originali di Luca Canciello e il lavoro dei danzatori della Compagnia Cornelia creano un’atmosfera che va oltre il classico, ma che ne mantiene tutta la potenza emotiva: sono interpreti di un capolavoro intramontabile che trova una dimensione contemporanea grazie al linguaggio elegante e fisico del coreografo. Cornelia è una compagnia di danza contemporanea fondata nel 2019 a Napoli da Nyko Piscopo, Nicolas Grimaldi Capitello, Eleonora Greco, Leopoldo Guadagno e Francesco Russo. Dall’anno 2021 è sostenuta dal MIC come organismo di Produzione Danza under 35 e dal 2023 sostenuta dalla Regione Campania come Operatore dello Spettacolo. Ispirato al balletto romantico per antonomasia, Gisellə viene reinterpretato dal coreografo Nyko Piscopo per esaltare il tema dell’amore oltre il genere, il pregiudizio e l’inganno in un tempo attuale ancora stigmatizzato. I danzatori e le danzatrici della Compagnia Cornelia ballano tra reale e virtuale questo capolavoro intramontabile che trova qui una nuova narrazione e dimensione contemporanea anche grazie alle musiche rielaborate dal compositore Luca Canciello. Insieme al codice coreutico, la seconda parte dello spettacolo si ...

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Intervista esclusiva a Marta Romagna e Alessandro Grillo

Marta Romagna, dopo un inizio nella ginnastica artistica, nel 1985 viene ammessa alla Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Si diploma nel 1993 ed entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Debutta a soli 19 anni, quando Elisabetta Terabust, direttrice del corpo di ballo della Scala, le affida il ruolo di Giulietta in Romeo e Giulietta, in coppia con Roberto Bolle. In seguito Bolle sarà suo partner in numerosi ruoli. Dal 1997 è invitata regolarmente a Gala e Rassegne internazionali. Nel 2001 viene nominata prima ballerina da Frédéric Olivieri e danza al Piermarini in questa veste per vent’anni, fino al ritiro avvenuto nel dicembre 2021. Marta Romagna interpreta sin dall’inizio della sua carriera ruoli sia classici sia moderni. Tra i più significativi: Capriccio per piano di George Balanchine (ruolo di protagonista, interpretato nel 1995); Three Preludes di Ben Stevenson (1995); Embrace the Tiger and Return to Mountain di Glen Tetley (1995); Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan (ruolo di Giulietta, 1996 e 2000); Les six danses de Chabrier di Roland Petit (ruolo principale, 1996); Giselle di Patrice Bart e Yvette Chauviré (ruolo di Myrtha, 1996 e 1999); Apollon Musagète di George ...

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La danza contemporanea: una costellazione di linguaggi

La danza contemporanea nasce non come una tecnica unica, ma come un territorio aperto. A differenza della modern dance, da cui in parte discende, non si fonda su un solo sistema codificato: è una costellazione di linguaggi, poetiche e approcci che riflettono il mondo complesso e frammentato del secondo Novecento e oltre. Ogni maestro ha contribuito a ridefinire il corpo, lo spazio e il senso stesso del danzare, trasformando la danza in un laboratorio permanente di ricerca. I nomi da citare sarebbero numerosi, noi ci focalizziamo sui seguenti: Merce Cunningham: autonomia e neutralità del movimento Merce Cunningham è una figura di passaggio fondamentale tra modern e contemporaneo, ma il suo pensiero segna l’inizio della danza contemporanea vera e propria. Il suo stile si basa sull’autonomia della danza rispetto alla musica e alla narrazione. Movimento, suono e spazio coesistono senza gerarchie. Il corpo è esplorato nella sua complessità anatomica, con una tecnica rigorosa ma priva di intenzione espressiva obbligata. Cunningham introduce il caso come metodo compositivo, aprendo la strada a una danza non narrativa, non emotiva, ma profondamente presente. Trisha Brown e la Postmodern Dance: il quotidiano come danza Con Trisha Brown e la Judson Dance Theater, la danza contemporanea compie ...

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