
Un viaggio intenso attraverso il linguaggio del corpo, tra inquietudine, ricerca e desiderio di cambiamento. È questo il cuore di Exit, il dittico di danza contemporanea composto dalle coreografie Salopette e Next, nato dalla collaborazione artistica tra Cornelia Dance Company e Yellowbiz Art Collective (YAC), che andrà in scena il giorno 23 maggio 2026 presso il Teatro Trianon Viviani di Napoli. Il progetto prende forma grazie al sostegno del Teatro Nazionale Croato di Varaždin, del Centro di Danza di Zagabria e della Casa della Cultura Croata (HKD) di Sušak, all’interno del programma Creative Currents: International development built by sharing, con il supporto della Fondazione “Kultura nova”. Le due opere dialogano tra loro attraverso una ricerca coreografica intensa e profondamente contemporanea, affrontando il tema dell’uscita da una condizione di disagio: fisico, emotivo e interiore.
In Salopette, il corpo sembra abitare una condizione di costrizione continua. La coreografia sviluppa una tensione costante tra impulso e contenimento, lasciando emergere un linguaggio fisico frammentato, nervoso, quasi trattenuto. I danzatori costruiscono immagini che evocano vulnerabilità e resistenza, facendo del gesto un territorio di conflitto interiore. La scena diventa così uno spazio in cui il movimento non cerca armonia, ma verità. Si indaga su una relazione di lunga durata, che, proprio in virtù del tempo trascorso, sente il bisogno di evolvere. È una riflessione sull’abbandono di schemi abituali, dinamiche consolidate e stati emotivi, per aprire lo spazio alla costruzione di nuove fondamenta. Un atto di fuga che diventa condizione per restare; una distanza necessaria che permette di scegliere di nuovo l’altra persona, consapevolmente, fino alla fine.
Next riprende la tematica dell’anticipazione: quello specifico stato intermedio, sospeso e spesso scomodo, da cui non sempre è possibile fuggire fisicamente. La via di “uscita” viene cercata dall’interno, attraverso emozioni, pensieri e stati d’animo. Più che una narrazione lineare, il lavoro dispiega le esperienze vissute da personaggi diversi che, attraverso prospettive soggettive, tracciano possibili percorsi verso un’uscita. Il percorso evolve verso una dimensione più dinamica e prospettica, con traiettorie più fluide, pur mantenendo intatta l’intensità emotiva del progetto. Il titolo stesso suggerisce uno slittamento, un passaggio, un “oltre” possibile. I corpi sembrano cercare nuove forme di relazione e coesistenza, come se il superamento del disagio passasse inevitabilmente attraverso l’incontro con l’altro.
In Salopette e Next, il movimento diventa strumento di trasformazione: i corpi si confrontano con limiti, tensioni e fragilità, dando vita a una narrazione fatta di energia, resistenza e desiderio di rinascita. Le due coreografie non illustrano un tema: lo incarnano. Il disagio non viene raccontato, ma vissuto attraverso la materia fisica del movimento, nella respirazione, nelle sospensioni, nei vuoti e nelle accelerazioni. È una danza che opera per sottrazione e densità, affidando alla presenza scenica il compito di generare significato. Attraverso una scrittura scenica essenziale ma potente, Exit conduce lo spettatore in un’esperienza immersiva in cui la danza si fa linguaggio universale, capace di raccontare il bisogno umano di liberarsi, evolvere e ritrovare l’equilibrio.
Ciò che colpisce in Exit è la capacità di evitare qualsiasi narrazione didascalica. La collaborazione tra Cornelia Dance Company e YAC si rivela particolarmente efficace proprio nella costruzione di questo equilibrio tra ricerca estetica e urgenza emotiva. Il risultato è un dittico compatto, coerente, che dialoga con alcune delle linee più interessanti della scena contemporanea europea: il corpo come archivio emotivo, la fragilità come forza drammaturgica, la danza come pratica di resistenza. Exit non offre soluzioni né consolazioni. Piuttosto, invita lo spettatore a sostare dentro una soglia, in quello spazio instabile che separa il limite dalla possibilità di cambiamento. Ed è forse proprio in questa tensione irrisolta che il progetto trova la sua maggiore forza poetica.
ORARI & INFO
23 maggio 2026, ore 20:00
Teatro Trianon Viviani
P.zza Vincenzo Calenda 9 – Napoli
Lorena Coppola
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