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Sydney Dance Company: un viaggio lungo 40 anni

Quarant’anni di incontri, ricerca, movimento e immaginazione prendono vita nella celebrazione di Sydney Dance Company at the Wharf, un progetto speciale che apre le porte della sede della compagnia al pubblico per raccontare l’anima di un luogo diventato simbolo della danza contemporanea australiana. Dal 22 agosto al 16 ottobre, il Walsh Bay Arts Precinct ospiterà un programma ricco di appuntamenti pensati per accompagnare gli spettatori dentro la storia del Wharf 4/5: uno spazio che dal momento in cui è diventato la casa della Sydney Dance Company ha accolto generazioni di danzatori, coreografi, artisti, studenti e appassionati, trasformandosi in un punto d’incontro tra creazione artistica, formazione e comunità. Affacciato sulle acque del territorio Gadigal, il Wharf non è semplicemente un edificio destinato alle prove e agli spettacoli. È un luogo vivo, dove le idee prendono forma, dove nuovi linguaggi della danza vengono sperimentati e dove il rapporto tra artisti e pubblico continua a rinnovarsi. Il cuore delle celebrazioni sarà Current, la nuova stagione in programma dal 3 al 20 settembre nel suggestivo Neilson Studio della compagnia. Uno spazio raccolto e intimo che ospiterà tre prime mondiali firmate da Raghav Handa, Jenni Large e Azzam Mohamed, insieme alla prima australiana di E2 ...

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Divinamente Diva, Tamara Karsavina

Vi sono artiste che attraversano la scena come un lampo, lasciando dietro di sé una scia di stupore, e altre che, con passo più lieve, insinuano la loro presenza nella memoria fino a diventarne parte silenziosa e persistente. Tamara Karsavina apparteneva a questa seconda, rarissima specie: non conquistava, ma avvolgeva; non abbagliava, ma illuminava. La sua danza non era mai un’esibizione, bensì una rivelazione. In lei, ogni gesto si compiva con una naturalezza tanto perfetta da sembrare inevitabile, come se il movimento non fosse stato scelto, ma semplicemente accaduto. Era un’arte priva di attrito, dove la tecnica — pur rigorosa e impeccabile — si dissolverà in una grazia che appariva spontanea, quasi inconsapevole. Non vi era nulla di forzato nel suo modo di abitare la scena: ella non imponeva una presenza, ma la lasciava emergere, con una delicatezza che aveva qualcosa di profondamente aristocratico. Il suo corpo parlava una lingua fatta di sfumature, di pause eloquenti, di silenzi che avevano il peso di un’intera frase. E proprio in quelle sospensioni si percepiva il segreto della sua arte: la capacità di suggerire più di quanto mostrasse. A differenza di chi cerca il culmine nell’apice del virtuosismo, Tamara Karsavina sembrava trovare la ...

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Danse Directe 2025: Butoh Centre Versilia

Sabato 8 novembre 2025, il Butoh Centre Versilia, a Torre del Lago accoglierà “Danse Directe”, un incontro performativo tra danzatori Butoh uniti da una ricerca sul corpo come veicolo di rivelazione, trasformazione e ascolto radicale. Quattro artisti internazionali si alterneranno sul palco sotto la direzione artistica di Ezio Tangini: Alessandro Pierfederici (Italia), Ingeborg Meyer Lysne (Norvegia), Laura Bleck (Germania) e Mathias Gangsøy (Norvegia). Ciascun performer presenterà un lavoro originale, risultato di percorsi individuali sviluppati all’interno di una visione del Butoh che, pur radicata nella lezione di Hijikata e Ohno, si apre alla contemporaneità come pratica esperienziale e non solo stilistica. Le performance si articoleranno in una sequenza di assoli senza soluzione di continuità, in un dialogo non verbale tra corpi, silenzi, immagini e presenze. L’intento non è quello di presentare “pezzi finiti”, bensì di condividere processi performativi viventi, in cui il corpo diventa il luogo di emersione dell’inaspettato, in una visione del Butoh come linguaggio aperto, processo incarnato e spazio di risonanza. Il Butoh – o più precisamente Ankoku Butoh, traducibile come “danza delle tenebre” – nasce alla fine degli anni ’50 in Giappone per mano di Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno, in risposta alla crisi identitaria del corpo nipponico nel dopoguerra e come ...

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Wayne McGregor: ON THE OTHER EARTH – la danza del futuro

Il 19° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia ha da poco visto il debutto di Wayne McGregor: On The Other Earth, una performance che ha segnato un’importante evoluzione nell’incontro tra danza e tecnologia. Presentata dal 25 luglio al 2 agosto 2025, l’installazione ha già catturato l’attenzione del pubblico e della critica, confermandosi come una delle esperienze più innovative mai viste alla Biennale. On The Other Earth è un’esperienza immersiva che sfida le convenzioni della danza contemporanea. L’installazione si svolge all’interno di uno schermo nVis stereoscopico a 360 gradi, un’opera tecnologica che utilizza 12k LED e 26 milioni di pixel per creare un ambiente completamente immersivo. L’installazione è stata progettata da Jeffrey Shaw e Sarah Kenderdine, due pionieri nell’ambito della visualizzazione digitale, che hanno reso possibile un’esperienza visiva e sonora senza precedenti. Il pubblico viene completamente avvolto in un panorama tridimensionale, dove la danza di Wayne McGregor incontra la tecnologia immersiva, l’intelligenza artificiale, e il suono spazializzato. La performance esplora una nuova forma di esperienza artistica, in cui la percezione del movimento, del corpo e della performance viene radicalmente trasformata. Quella che McGregor propone non è una semplice performance di danza, ma un’installazione che invita gli spettatori a ...

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Orsolina28 – Student Sharing – Humanhood | Sydney Dance Company

Sabato 21 giugno 2025, l’Orsolina28 Art Foundation apre il proprio teatro open air a una serata che celebra la danza come spazio di trasformazione, ricerca e incontro. Un doppio appuntamento che unisce il lavoro di formazione della compagnia Humanhood e una creazione in progress firmata da Rafael Bonachela, coreografo e direttore della prestigiosa Sydney Dance Company. L’evento è pensato non solo come spettacolo, ma come esperienza da vivere insieme al pubblico, in un contesto immerso nella natura e dedicato al sostegno delle arti performative. La serata si apre con una presentazione a cura degli studenti che hanno partecipato all’Intensive Program di Humanhood, un percorso formativo intensivo condotto da Julia Robert e Rudi Cole, coreografi e fondatori della compagnia anglo-catalana. Humanhood è riconosciuta per il suo linguaggio coreografico visionario, spirituale e multidisciplinare, che combina danza, fisica, cosmologia e pratiche somatiche. La compagnia ha costruito una poetica che invita a una profonda connessione tra corpo, mente e universo, con un approccio che fonde ritualità e innovazione. Nel corso della residenza a Orsolina28, gli allievi partecipanti non hanno solo imparato un repertorio, ma hanno attraversato un processo trasformativo, guidato da pratiche di ascolto del corpo e abbandono di automatismi fisici. Il loro lavoro ...

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