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ASTOR, il Tango Nuevo di Piazzolla rivive sulla scena con il Balletto di Roma

Dal 30 settembre al 2 ottobre, alle ore 20.30, il Teatro Olimpico di Roma accoglie ASTOR – Un secolo di tango, il nuovo allestimento del Balletto di Roma dedicato alla figura e all’universo creativo di Astor Piazzolla. Lo spettacolo, realizzato dall’Accademia Filarmonica Romana in collaborazione con il Teatro Olimpico, inaugura la stagione degli spettacoli che accompagneranno il pubblico fino ad aprile tra danza, teatro, musical e clownerie.

A quasi cento recite tra Italia e tournée internazionale, ASTOR torna in scena con una versione rinnovata che attraversa la vita del grande compositore argentino e il suo incessante desiderio di trasformare, contaminare e reinventare la musica. Un viaggio nell’arte di Piazzolla, nei suoi incontri e nelle esperienze che hanno contribuito a costruire una delle personalità più rivoluzionarie del Novecento musicale.

Nato nel 2021, in occasione del centenario della nascita di Piazzolla, lo spettacolo prende forma a partire dal concept di Luciano Carratoni, con la regia dell’argentino Carlos Branca e la coreografia di Valerio Longo. In scena la musica dal vivo di Mario Stefano Pietrodarchi, al bandoneón e alla fisarmonica, la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli, i tangueros Leonardo e Cristina Elias e gli otto solisti del Balletto di Roma.

Il punto di partenza è un porto, luogo simbolico di partenze, approdi e nuove possibilità. È da qui che prende forma il racconto del viaggio dei genitori di Piazzolla, emigrati dall’Italia in Argentina agli inizi del Novecento, ma anche il viaggio universale di chi lascia la propria terra alla ricerca di una nuova vita. Un tema che diventa metafora della stessa parabola artistica di Piazzolla, sospesa tra radici e cambiamento, tradizione e sperimentazione.

Il mare e il vento, elementi evocati sulla scena, accompagnano idealmente il compositore nel suo percorso dall’Argentina agli Stati Uniti e all’Europa. Un itinerario artistico fatto di incontri, contaminazioni e continue esplorazioni, dal quale nasce il Tango Nuevo, destinato a rompere gli schemi e a trasformare per sempre l’idea stessa di tango.

Figlio di migranti italiani, Piazzolla ha fatto della propria identità plurale una forza creativa. La tradizione, nelle sue mani, non diventa un limite ma il punto di partenza per una ricerca capace di dialogare con linguaggi differenti. Una rivoluzione che inizialmente incontra resistenze nella stessa Argentina, ma che nel tempo conquista il mondo, trasformando Piazzolla in un simbolo internazionale di libertà artistica.

È proprio sulla relazione tra tradizione e contemporaneità che si sviluppa il lavoro coreografico di Valerio Longo. Il tango non viene riprodotto attraverso la semplice citazione delle sue forme più riconoscibili, ma viene attraversato e reinterpretato attraverso il linguaggio della danza contemporanea. La coreografia si lascia guidare dalla musica di Piazzolla e dagli arrangiamenti originali di Luca Salvadori, costruendo un dialogo nel quale il gesto tradizionale si apre alla libertà del movimento contemporaneo.

«Astor. Un secolo di tango è uno spettacolo di intrecci, di magie tra musica e danza», spiega Longo, sottolineando come la ricerca coreografica nasca dalla stessa spinta alla contemporaneità che ha caratterizzato il percorso musicale di Piazzolla. «La danza contemporanea va vicino alla danza storica del tango e si contaminano a vicenda, così come la musica di Piazzolla è stata contaminata da tutto ciò che lui viveva».

Anche la regia di Carlos Branca guarda al tango come a un linguaggio capace di raccontare l’essere umano oltre ogni confine. «La magia del tango – afferma il regista – sta nel capire l’anima umana, un’anima attraversata e unita da tante cittadinanze». L’abbraccio del tango diventa così una potente metafora di incontro e fusione: «Il tango ci parla di questa unione, di questo abbraccio, di questa fusione di corpi e ci dice che l’uomo è uguale in tutto il mondo, vive di emozioni, di fragilità e di forza».

A completare l’universo visivo dello spettacolo sono i costumi di Silvia Califano e le luci di Carlo Cerri, che costruiscono una dimensione scenica sospesa nel tempo, dove musica, danza e teatro convivono. Al centro, il tango diventa molto più di una forma coreutica: è un linguaggio dell’incontro, capace di raccontare partenze, identità, memoria e trasformazione.

Gli abbracci del Tango Nuevo diventano così il simbolo di nuovi incontri e nuove possibilità, in un viaggio che guarda verso un ideale Nuevo Mundo. Un mondo nel quale la tradizione non viene abbandonata, ma attraversata e trasformata, proprio come fece Piazzolla con il tango.

Dopo le recite romane, ASTOR – Un secolo di tango proseguirà il suo percorso nei teatri italiani, con una tappa il 30 ottobre al Teatro San Domenico di Crema, prima di proseguire la tournée. Lo spettacolo è prodotto con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.

Sara Zuccari

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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