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Tag Archives: George Balanchine

La prima ballerina e maestra Gilda Gelati “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Non esattamente un romanzo ma la biografia di Camille Claudel. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lezioni di piano di Jane Campion. Il costume di scena indossato che hai preferito? Davvero difficile scegliere tra tutti… ma indossare per il mio debutto il costume di Giulietta, dopo averlo visto da ragazzina addosso alle più grandi ballerine, è stata una emozione che non dimenticherò mai! Quale colore associ alla danza? Bianco! Il colore dei tutù romantici e della mia ballerina di riferimento, Carla Fracci. Che profumo ha la danza? Ancora un ricordo da ragazzina legato a Carla Fracci… Un meraviglioso profumo alla Rosa di cui lasciava la scia ovunque passasse. Quindi, la ROSA. La musica più bella scritta per balletto? Il Lago dei cigni è il mio preferito tra le musiche composte per balletto. Ma incredibilmente belle quelle usate per i passi a due di Romeo e Giulietta (Prokofiev), Onegin (Tchaikovsky), Histoire de Manon (Massenet). Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross Due miti della danza ...

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Al Maggiore di Verbania “Callas Callas Callas” in danza

Il Maggiore di Verbania (Venerdì 16 gennaio alle ore 21) all’interno della Stagione 2025/2026 del MAGGIORE_DANZA a cura della Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza, in collaborazione con Il Maggiore all’interno de IPUNTIDANZA network diffuso di programmazione e produzione, accoglie il 2026 con Callas Callas Callas per rivivere la Divina nel centenario della nascita. Tra omaggi già celebrati e altri in corso, quello della COB Compagnia Opus Ballet diretta da Rosanna Brocanello, ha una particolare valenza anche per l’originalità che l’ha ispirato: affidare a tre giovani e affermati coreografi, pièce che riflettono la loro personale visione della leggendaria artista. Tre sguardi differenti che invitano lo spettatore, a scoprire o ritrovare la propria Callas. O magari un’altra, inedita, che la danza può suggerire, evocare, imprimere nell’atmosfera e nella memoria. Di sicuro riconosceremo, contaminate o appena palesate, tre celebri arie da Tosca, Norma, Carmen. STANDPOINTS Roberto Tedesco amalgama le note di Vissi d’arte sulla partitura musicale elettronica composta da Giuseppe Villarosa dentro la quale mixa anche brani d’interviste e interferenze di voci. Nelle parole della celebre aria, estrapolate da Tosca, il coreografo calabrese identifica il momento in cui Callas è in punto di morte, e vuol ribadire a ...

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Il demi-solista Rinaldo Venuti “allo specchio”

Balletto classico preferito? L’histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Balletto contemporaneo preferito? The statement di Crystal Pite. Teatro del tuo cuore? L’Opera di Vienna, dove ho visto il mio primo balletto. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Call me by your name (Chiamami col tuo nome) di Luca Guadagnino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Rubies nel balletto Jewels di George Balanchine. A quale colore associ la danza? Per me la danza è azzurra: come un cielo che alterna sole e pioggia. Che odore ha la danza? Di aria fresca. La musica più bella mai scritta per il balletto? Sicuramente il Grand Pas de Deux dello Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un film di danza indimenticabile? Center Stage (Il ritmo del successo) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn. Il tuo passo di danza preferito? Probabilmente un manèje di jetè. Mi esprime libertà. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nella vita reale nessuno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte ...

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L’étoile Emanuela Bianchini “allo specchio”

Balletto classico preferito? Lago dei cigni. Balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Teatro del tuo cuore? Teatro Casinò de Paris. Un romanzo da trasformare in balletto? La Casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? L’attimo fuggente di Peter Weir. Il costume di scena indossato che hai preferito? Carmen. A quale colore associ la danza? Bianco: l’eleganza. Che odore ha la danza? Fiori freschi e muschio, una combinazione di freschezza e profondità. La musica più bella mai scritta per il balletto? La morte del cigno di Camille Saint-Saëns. Un film di danza indimenticabile? Fame di Alan Parker. Un film che mi ha fatto capire che per danzare bisogna fare sacrifici. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Vladimir Vassiliev e Silvie Guillem: due personaggi con grande forza interpretativa, tecnici, versatili poliedrici ed eclettici. Il tuo passo di danza preferito? Il fouetté, il passo noto per la sua grande difficoltà tecnica e per il suo effetto spettacolare. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? La Carmen. È un personaggio maturo, non “giovane e ingenuo”: richiede forza interiore, ...

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Dieci étoile a Cannes per una grande serata di solidarietà

Il 4 gennaio 2026, il Palais des Festivals et des Congrès di Cannes diventerà il palcoscenico di un evento straordinario: un gala internazionale di danza classica e contemporanea che riunirà alcune delle più celebri étoile del panorama mondiale. La serata, intitolata Unis par la Danse, nasce con un forte obiettivo umanitario: sostenere i bambini ucraini colpiti dalla guerra. L’iniziativa con la direzione artistica di Stanislav Olshanskyi unisce eccellenza artistica e impegno solidale, dimostrando come la danza possa superare confini geografici e politici per diventare un linguaggio universale di speranza. Il pubblico assisterà a estratti dai grandi capolavori del repertorio classico – Il lago dei cigni, Don Chisciotte, Carmen, Lo Schiaccianoci – accanto a una creazione originale ispirata alla melodia tradizionale ucraina Shchedryk, simbolo di identità culturale. Accanto alle stelle internazionali, saliranno sul palco anche gli allievi del Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower di Cannes, rafforzando il legame tra formazione, territorio e scena mondiale. Le dieci étoile protagoniste: Dorothée Gilbert, Étoile dell’Opéra National de Paris, è una delle ballerine francesi più amate della sua generazione. Celebre per l’eleganza dello stile e la profondità interpretativa, eccelle nei grandi ruoli romantici e drammatici. Mathieu Ganio, Étoile dell’Opéra National de Paris, noto ...

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La direttrice artistica e maestra Kathryn Bennetts “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Raymonda. Il balletto contemporaneo prediletto? Artifact (la versione serale completa) di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Ne ho due… il Teatro Colón di Buenos Aires e il Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Non mi viene in mente nessuna storia. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lo trovo molto difficile… Non sono sicura che sia una buona idea. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Qualsiasi cosa disegnata da Desmond Healy. Ho adorato i suoi costumi per la produzione della Bella Addormentata che abbiamo fatto a Stoccarda negli anni Settanta (la versione di Rosella Hightower) e i costumi de La Vedova Allegra all’Australian Ballet nel 1973, coreografati da Ronald Hind. Entrambi sono stati disegnati da Desmond Healy. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori! Che profumo ha la danza? Per me la danza ha l’odore meraviglioso del backstage… tutti i vecchi teatri hanno un odore molto particolare. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij, Prokofiev, Glazunov. Il film di danza irrinunciabile? Il documentario sui Balletti Russi… con interviste ai ballerini sopravvissuti… purtroppo la maggior parte non ci sono più. I tuoi ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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La prima ballerina Silvia Azzoni “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Isadora now di Joy Alpuerto Ritter + Bella Addormentata di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Bunka Kaikan a Tokyo. Un romanzo da trasformare in balletto? Ikigai di Ken Mogi (la filosofia giapponese dell’arte di vivere). Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Chocolat di Joanne Harris. Il costume di scena indossato che hai preferito? Nikiya primo atto (versione di Makarova). Quale colore associ alla danza? L’arcobaleno, perché senza avere tutti i colori è limitante poter esprimere le emozioni dei vari ruoli. Che profumo ha la danza? Un misto di profumo di teatro (polvere, legno, pittura) e i profumi che indossi tu e i tuoi partner… tutto crea il profumo giusto per il giusto balletto. La musica più bella scritta per balletto? Tantissime …è impossibile sceglierne solo una! Il film di danza irrinunciabile? Natalia Makarova: disasters on stage… bisogna imparare che noi ballerini non siamo macchine ma persone che possono fare errori e su questi errori bisogna imparare a sorriderci sopra! I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Natalia Makarova (il mio idolo assoluto) e Michail Baryšnikov (the one&only). Il tuo “passo di danza” ...

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La direttrice artistica e maestra Caridad Martínez “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non ho un balletto contemporaneo preferito in particolare, ma mi ispiro a coreografi come Alexei Ramatsky, Twyla Tharp e Balanchine. Adoro Revelations di Alvin Ailey, ma credo che sia più vicino al balletto moderno. Il Teatro del cuore? Tutti! Il Teatro è la dinamica elettrica tra la passione degli artisti e il pubblico vibrante. Questa è magia. Un romanzo da trasformare in balletto? Cecilia Valdés o la Loma del Ángel di Cirilo Villaverde. L’Università di New York mi invita una volta all’anno a discutere della versione cubana di quel romanzo. È molto interessante il dibattito con i giovani su questo libro. Purtroppo Cuba ha perso quella coreografia. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La forma dell’acqua, regia di Guillermo del Toro. È una storia incredibile. Il costume di scena indossato che hai preferito? La coreografia di Alberto Méndez di Tarde en la Siesta. Il costume è stato ispirato dal Romanticismo cubano del XIX secolo. Quale colore associ alla danza? Non ci ho mai pensato. Dipende… è difficile. Forse il “rosso”. Che profumo ha la danza? Un odore difficile da classificare. Questa è una percezione molto personale: energia, ...

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La maestra accademica Paola Vismara “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala (prima della ristrutturazione). Un romanzo da trasformare in balletto? Novecento di Alessandro Baricco oppure La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Novecento di Bernardo Bertolucci. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sono tanti i costumi… Tra i tutù sicuramente Kitri in Don Chisciotte e Cigno nero del Lago, poi Giulietta, Carmen e Valencienne in Vedova Allegra, etc. etc. Quale colore associ alla danza? Cipria. Che profumo ha la danza? Ombre Rose (rosa cipriata). La musica più bella scritta per balletto? Scritta espressivamente per balletto il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Développé à la seconde e Grand Pas de Chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Tatiana (Onegin). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine e Jiří Kylián. Tornando indietro, ...

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