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Tag Archives: George Balanchine

Allo Staatsballett Berlin debutta “Fearful Symmetries”

Nel mese di maggio, la prima di Fearful Symmetries, con coreografie di George Balanchine e Christian Spuck, celebra e al tempo stesso mette in discussione il fascino delle simmetrie e la loro rottura. La prossima settimana prende inoltre il via la prevendita per la nuova stagione, mentre il programma Education offre alle scuole la possibilità di entrare a far parte del progetto di cooperazione. Il 30 maggio 2026 debutta Fearful Symmetries una serata che unisce una nuova creazione del direttore artistico Christian Spuck, sulla musica omonima di John Adams, al capolavoro senza tempo Symphony in C di George Balanchine, su musica di Georges Bizet. Mentre la coreografia di Balanchine celebra la perfezione della simmetria classica, Christian Spuck esplora nella sua nuova creazione le simmetrie inquietanti evocate dal titolo, indagandone la rottura in chiave coreografica. Entrambe le opere si distinguono per un grande organico e per la forza musicale, portata in scena dalla Staatskapelle Berlin. In occasione dell’incontro di presentazione della prima, il 17 maggio alle ore 11.00, Christian Spuck dialogherà con la dramaturg Katja Wiegand offrendo uno sguardo sul processo creativo e sulle ispirazioni artistiche del nuovo lavoro. Il direttore d’orchestra Paul Connelly approfondirà gli aspetti musicali, mentre danzatori e maestri di balletto ...

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Sogno di una notte di mezza estate al Comunale di Modena

Va in scena mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena, Sogno di una notte di mezza estate, recente coreografia tratta dalla commedia di Shakespeare e firmata da Davide Bombana per la COB Compagnia Opus Ballet. Davide Bombana ha seguito una personale chiave interpretativa nell’ideare la sua versione coreografica del testo per la brillante compagnia fiorentina diretta da Rosanna Brocanello. Un ensemble composto da giovani talenti messi dalla direttrice a confronto serrato con differenti cifre autoriali e nomi altisonanti della scena, come nel caso di Davide Bombana, coreografo dal linguaggio neoclassico ricco di sfumature espressive, la cui carriera ha intrecciato le più grandi compagnie di balletto europee e la direzione di due corpi di ballo italiani: MaggioDanza a Firenze e il Teatro Massimo di Palermo. Per COB Compagnia Opus Ballet, su commissione, Davide Bombana trascrive in movimento la celebre commedia del Bardo senza tuttavia stravolgerne l’essenza, inserendosi con estro sugli archetipi del balletto ispirati allo stesso testo e firmati nel Novecento da due giganti: George Balanchine per il New York City Ballet nel 1962 e John Neumeier per l’Hamburg Ballet nel 1977.  Centrale nella sua lettura il personaggio della giovane Ermia, simbolo ...

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#InternationalDanceDay: gli aforismi dei grandi maestri

La danza è un’arte che sfugge alle parole, eppure i più grandi interpreti della sua storia hanno spesso cercato di raccontarla attraverso frasi brevi, intense, capaci di racchiudere un universo in poche righe. Gli aforismi dei maestri non spiegano la danza: la evocano, ne suggeriscono il mistero, il rigore e la libertà. Nelle parole di figure come Martha Graham, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov o Isadora Duncan, il movimento diventa pensiero, emozione, visione. Questa raccolta riunisce alcune delle loro riflessioni più celebri: lampi di verità che continuano a ispirare chi danza e chi guarda.   “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.” — Martha Graham “Non cerco di danzare meglio degli altri, ma solo meglio di me stesso.” — Mikhail Baryshnikov “La più autentica espressione di un popolo è nella sua danza e nella sua musica.” — Agnes de Mille “Danza per te stesso. Se qualcuno capisce, bene. Se no, non importa.” — Louis Horst “I grandi danzatori non sono grandi per la loro tecnica, ma per la loro passione.” — Martha Graham “Credo che la danza venga dal popolo e che debba sempre tornare al popolo.” — Alvin Ailey “Danzare è creare una scultura visibile solo per un istante.” — ...

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Soirée al Teatro di San Carlo in omaggio a Balanchine

È dedicato a George Balanchine e alla sua eredità e per aver ispirato tutto il XX secolo il prossimo appuntamento della Stagione di Danza 2025/26 del Teatro di San Carlo, che conclude il mese di aprile con una soirée incentrata sul linguaggio neoclassico: da Serenade alle successive declinazioni del secondo Novecento, con Black Cake di Hans van Manen e Sinfonia n. 7 di Uwe Scholz. Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly. Cinque le recite, da martedì 28 aprile (ore 20:00) a domenica 3 maggio, ciascuna preceduta da Incontro agli specchi: 30 minuti prima di ogni spettacolo, il Direttore del Balletto Renato Zanella incontrerà il pubblico nel Salone degli Specchi per una introduzione alla soirée tra storia, musica, aneddoti e curiosità. In occasione della replica di mercoledì 29 aprile (ore 20:00), nella Giornata Internazionale della Danza, Casa Ronald McDonald promuoverà un’azione di sensibilizzazione a sostegno dell’apertura di una struttura a Napoli – la prima del Sud Italia – che offrirà ospitalità gratuita ai genitori dei piccoli pazienti in cura nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. “La soirée si presenta come un viaggio affascinante attraverso le molteplici ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Addio a Jacqueline Rayet, già étoile dell’Opéra di Parigi

La scomparsa di Jacqueline Rayet, avvenuta il 17 aprile 2026 a Parigi, segna la fine di una delle figure più raffinate e discrete del balletto francese del secondo Novecento. Non era soltanto una grande interprete: era una custode silenziosa di una tradizione coreutica che, attraverso il suo stile, ha continuato a vivere ben oltre i riflettori del palcoscenico. Nata in Francia, esattamente a Parigi il 26 giugno 1932, Rate si formò all’interno della rigorosa scuola dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più antiche e prestigiose al mondo. Qui assimilò quella purezza di linea, quella precisione musicale e quell’eleganza sobria che costituiscono la cifra distintiva della scuola francese. Fin dagli anni della formazione, mostrò una qualità rara: la capacità di coniugare disciplina tecnica e naturalezza espressiva. Entrata nel corpo di ballo dell’Opéra, la sua ascesa fu costante e meritata. Negli anni Cinquanta e Sessanta, periodo di grandi trasformazioni per il balletto europeo, Jacqueline Rayet si impose come una presenza autorevole e al tempo stesso misurata. Non cercava l’effetto, né indulgava in virtuosismi fini a sé stessi; il suo era un stile costruito sull’equilibrio, sulla chiarezza del gesto e su una musicalità quasi interiore. Divenuta étoile, interpretò ruoli centrali del repertorio classico ...

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La Concurrence (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

La Concurrence di George Balanchine rappresenta un esempio particolarmente significativo della fase iniziale della sua carriera, quando il giovane coreografo, formatosi nella tradizione imperiale russa, iniziava a confrontarsi con i fermenti artistici dell’Europa occidentale e con una nuova concezione del balletto, più libera, sperimentale e aperta alle contaminazioni musicali e culturali del Novecento. Creato nel 1928 su musica di Georges Bizet, il balletto si inserisce nel contesto delle produzioni dei Ballets Russes, un ambiente in cui innovazione e tradizione convivevano in una tensione costante. Dal punto di vista storico, La Concurrence nasce in un momento di transizione, non solo per Balanchine ma per l’intero linguaggio del balletto. Dopo l’eredità monumentale di Marius Petipa, il balletto classico si trovava a dover ridefinire i propri codici in un’epoca segnata dalle avanguardie artistiche. Sergej Djagilev, con i suoi Ballets Russes, aveva già avviato questo processo, promuovendo collaborazioni con artisti, musicisti e coreografi innovativi. In questo contesto, Balanchine sviluppa una sensibilità coreografica che, pur radicata nella tecnica accademica, tende verso una maggiore essenzialità e una nuova relazione con la musica. La Concurrence si distingue per il suo carattere leggero, quasi ironico, lontano dalla narrazione drammatica dei grandi balletti ottocenteschi. Il titolo stesso suggerisce una dimensione competitiva, un ...

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Una Noche con Sergio Bernal: nuova tournée italiana

Ritorna Sergio Bernal per una notte, anzi quattro. Con la sua Sergio Bernal Dance Company, il danzatore madrileno dallo sguardo ceruleo torna a incantare il pubblico italiano con una mini tournée, prodotta da Daniele Cipriani Entertainment, del suo sensazionale Una Noche con Sergio Bernal. Queste le tappe: Teatro Alfieri, Torino, 15 aprile 2026 (ore 21:00); Teatro Valentino Garavani, Voghera, 16 aprile 2026 (ore 20:30); Teatro Comunale, Carpi, 17 aprile 2026 (ore 21:00); Teatro Comunale, Ferrara, 18 aprile 2026 (ore 20:30). Quattro imperdibili occasioni per i suoi tanti fan di vedere lo spettacolo, firmato dal danzatore stesso insieme a Ricardo Cue (co-direttore artistico della compagnia), che ha già spopolato in altre città italiane; e un pretesto per Bernal di ritornare in Italia che è ormai la sua seconda patria: «Danzo spesso in Italia, mi sento a casa mia da voi», è solito ripetere. Considerato erede di Antonio Gades e Joaquín Cortés, oltre a essere popolarissimo in patria, Sergio Bernal è una stella mondiale, acclamato anche oltreoceano (da New York a Los Angeles) e in Francia dove pochi mesi fa, il pubblico parigino lo ha accolto con adorazione. Gli spettacoli della Sergio Bernal Dance Company, visionari racconti per quadri – vertiginosi assolo, ...

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Alessandra Ferri e la stagione 26/27 del Wiener Staatsballett

Nel contesto di una stagione 2026/2027 della Wiener Staatsoper particolarmente ampia e ambiziosa, in cui l’offerta operistica raggiunge un numero considerevole di titoli, il percorso delineato per il Wiener Staatsballett si distingue per una coerenza interna e una visione artistica che porta con sé un respiro quasi narrativo. È in questo quadro che si inserisce con forza la direzione di Alessandra Ferri, giunta alla sua seconda stagione viennese, e già capace di imprimere una linea riconoscibile, colta e profondamente radicata nella storia della danza, ma al tempo stesso aperta alle urgenze del presente. La costruzione del cartellone, articolata in undici titoli, non appare come una semplice giustapposizione di produzioni, bensì come un tessuto connettivo in cui epoche, linguaggi e poetiche differenti dialogano tra loro. In filigrana si coglie una sensibilità che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del balletto, quella che da Marius Petipa in avanti ha definito i codici del classico, ma che nel corso del Novecento ha saputo reinventarsi attraverso figure decisive come George Balanchine e Jerome Robbins. La direttrice Ferri sembra raccogliere questa eredità e rileggerla con uno sguardo personale, evitando ogni forma di museificazione e restituendo invece al repertorio una vitalità autentica. Le nuove ...

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Tra eredità e novità: la stagione 26/27 dell’Hamburg Ballet

La stagione 2026/2027 dell’Hamburg Ballet si configura come un momento di svolta particolarmente significativo, in cui la compagnia amburghese consolida la propria eredità storica e, allo stesso tempo, apre con decisione a nuove prospettive artistiche. Dopo decenni profondamente segnati dalla visione di John Neumeier, la nuova programmazione riflette una fase di progressiva trasformazione, in cui il repertorio storico continua a dialogare con la creazione contemporanea, dando forma a un equilibrio complesso e fertile tra continuità e rinnovamento. Uno degli elementi centrali della stagione è rappresentato dalle nuove produzioni, che segnano un chiaro investimento verso il futuro della compagnia. I titoli Neue Welten (o New Worlds) che non è un’unica coreografia ma un programma doppio che comprende una creazione originale di Edvin Revazov (alla sua prima grande firma interna) affiancata alla prima europea di Copland Dance Episodes firmata da Justin Peck, e la serata intera denominata Mittsu che riunisce tre firme coreografiche internazionali: Neshama Nashman, Yuka Oishi, Kristina Paulin. Questi due allestimenti emergono come il cuore innovativo del cartellone, indicativi di una volontà precisa di ampliare il linguaggio coreografico e di accogliere nuove firme e sensibilità. Tali creazioni non si limitano a rinnovare il repertorio, ma contribuiscono a ridefinire l’identità stessa ...

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