Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Tag Archives: repertorio

Tag Archives: repertorio

Stagione 26/27 del Ballet de l’Opéra national du Capitole di Tolosa

La stagione 2026/2027 del Ballet de l’Opéra national du Capitole di Tolosa si distingue per una programmazione raffinata, capace di coniugare il grande repertorio del Novecento con la vitalità della creazione contemporanea. Il cartellone riflette una precisa identità artistica, fondata sull’equilibrio tra tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un percorso che valorizza la ricchezza del linguaggio coreografico in tutte le sue sfumature. L’inaugurazione della stagione, in ottobre, è affidata a un programma dedicato ai maestri del balletto americano. Le coreografie di George Balanchine e Peter Martins celebrano l’eleganza del neoclassicismo e la sua straordinaria capacità di rinnovarsi attraverso una danza essenziale, musicale e di grande virtuosismo tecnico. Un’apertura di prestigio che riafferma il legame del Ballet du Capitole con uno dei repertori più influenti della storia della danza. Nel periodo natalizio torna in scena Les Trois Mousquetaires, il balletto narrativo creato da Benjamin Pech e ispirato al celebre romanzo di Alexandre Dumas. Lo spettacolo unisce il fascino del racconto avventuroso a una scrittura coreografica dinamica e coinvolgente, nella quale scene corali, duelli e momenti lirici si alternano con naturalezza. È una produzione che negli anni ha conquistato il pubblico e che continua a rappresentare uno dei titoli più significativi del repertorio ...

Read More »

I grandi coreografi nella storia della danza: Pierre Lacotte

Nel vasto panorama della danza del Novecento e del nuovo millennio, Pierre Lacotte occupa un posto singolare e prezioso: quello di un artista che ha saputo trasformare la memoria in creazione, il passato in presenza viva. La sua arte non si è limitata alla coreografia intesa come invenzione di nuovi movimenti, ma si è sviluppata come un raffinato esercizio di ascolto della storia, una ricerca appassionata delle tracce lasciate dai grandi maestri del balletto romantico e classico. Lacotte possedeva una sensibilità rara, capace di cogliere il valore poetico di ciò che sembrava perduto. Nelle sue mani, antichi libretti, incisioni, annotazioni, disegni di costumi e testimonianze frammentarie diventavano materia viva, strumenti attraverso cui restituire al pubblico opere che il tempo aveva cancellato dalle scene. Tuttavia, il suo lavoro non era mai una semplice operazione archeologica. Egli comprendeva che la danza non può essere conservata come un oggetto in un museo: deve respirare, emozionare, parlare agli spettatori del presente. Per questo le sue ricostruzioni erano sempre animate da una profonda intelligenza teatrale, capaci di unire rigore storico e forza espressiva. L’eleganza rappresentava forse il tratto più distintivo della sua poetica. Un’eleganza che non coincideva con il puro virtuosismo tecnico, ma con una ...

Read More »

Lezioni di repertorio: il ponte tra tecnica e interpretazione

Le lezioni di repertorio rappresentano uno dei momenti più affascinanti e formativi nello studio della danza classica. A differenza delle lezioni di tecnica alla sbarra o al centro, il repertorio introduce gli allievi all’interpretazione dei grandi balletti della tradizione, trasformando lo studio del movimento in un’esperienza artistica completa. Si tratta di un passaggio fondamentale nella formazione del danzatore: qui la tecnica non è più un fine, ma uno strumento al servizio del racconto. Dalla tecnica alla narrazione Nelle lezioni di repertorio, gli allievi studiano estratti dai grandi capolavori del balletto classico. Tra i più utilizzati troviamo Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Giselle. Ogni variazione o passo a due non è soltanto una sequenza di movimenti, ma una vera e propria scena teatrale. Il ballerino deve imparare a comprendere il contesto narrativo, il carattere del personaggio e le emozioni da trasmettere. L’importanza dell’interpretazione Uno degli aspetti più complessi del repertorio è l’interpretazione. Nella danza classica, la precisione tecnica è fondamentale, ma non sufficiente. Durante queste lezioni, l’insegnante guida gli studenti a sviluppare espressività, musicalità e presenza scenica. Un semplice gesto della mano o uno sguardo possono cambiare completamente il significato di una variazione. Per questo motivo, il repertorio ...

Read More »

Premio Daphne 2026 a Leroy Mokgatle per eccellenti meriti

Il 10 luglio 2026, al termine della rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate, Leroy Mokgatle, demi-solista dello Staatsballett Berlin, riceverà il Premio Daphne 2026 della TheaterGemeinde Berlin. La danzatrice Leroy Mokgatle, membro dello Staatsballett Berlin, riceve il Premio Daphne 2026 della TheaterGemeinde Berlin per i suoi «eccezionali meriti artistici». La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 10 luglio 2026 presso la Deutsche Oper Berlin, al termine dello spettacolo Sogno di una notte di mezza estate nella coreografia di Edward Clug. Entrata a far parte dello Staatsballett Berlin nella stagione 2023/24, Leroy Mokgatle interpreta un ampio repertorio che spazia dal balletto classico alla danza contemporanea, da Il lago dei cigni e La bella addormentata alle coreografie di William Forsythe e alle creazioni di Marcos Morau. Nata nel 2001 in Sudafrica, ha studiato dal 2007 al 2012 presso la South African Ballet Theatre School di Pretoria, per poi proseguire la formazione all’Art of Motion Academy di Berna e infine alla European Ballet School di Amsterdam. Nel 2016 ha vinto il Prix de Lausanne. La svolta della sua carriera è arrivata nel 2019 con il Béjart Ballet Lausanne. Nel 2022 è entrata a far parte del Balletto di Zurigo diretto ...

Read More »

La coreografia Pelican di Rauschenberg: l’errore che diventò performance

La storia di Pelican occupa un luogo singolare e quasi mitico all’interno delle avanguardie artistiche americane degli anni Sessanta. Non si tratta soltanto di una coreografia, ma di un episodio in cui errore, caso e gesto creativo si intrecciano fino a generare una delle esperienze più eccentriche e fugaci del rapporto tra arti visive e danza. L’opera nasce nel 1963 da una circostanza accidentale: un errore di programma attribuì a Robert Rauschenberg la qualifica di coreografo in un contesto performativo legato al circuito della danza sperimentale newyorkese. L’artista, già profondamente immerso nell’ambiente del Judson Dance Theater e vicino a coreografi e danzatori come Trisha Brown, decise di non correggere l’errore ma di assumerlo come possibilità creativa, trasformandolo in un’opera vera e propria. Pelican viene così concepita come una performance ibrida, costruita su una struttura aperta e non narrativa, in cui il movimento nasce dall’interazione tra corpi, oggetti e spazio. I performer utilizzano pattini a rotelle, biciclette e grandi elementi scenici, tra cui imponenti “ali” in forma di paracadute che diventano dispositivi di trasformazione del corpo nello spazio. L’idea non è quella di rappresentare qualcosa, ma di mettere in atto una condizione di instabilità controllata, dove il rischio fisico diventa parte ...

Read More »

International Ballet Company Italia ‒ “Giselle”: tra rigore e poesia

Il 2 maggio 2026 il Teatro Acacia di Napoli ospiterà una nuova produzione di Giselle, affidata all’International Ballet Company Italia, nel riallestimento del Direttore Artistico della compagnia, Alessandro Bonavita, che si confronterà con uno dei capolavori assoluti del balletto romantico, su musica di Adolphe Adam e nella tradizione coreografica riconducibile a Jean Coralli e Jules Perrot. Questa edizione si colloca in un orizzonte interpretativo che coniuga rigore stilistico e sensibilità contemporanea, proponendo una lettura attenta alla grammatica del repertorio ottocentesco senza rinunciare a una chiara definizione drammaturgica. L’impianto coreografico si sviluppa nel rispetto delle convenzioni accademiche consolidate, con particolare cura per la relazione tra fraseggio musicale e articolazione del movimento. In scena i primi ballerini Valerie Ferazzino e Alessandro Bonavita e i solisti Elisabetta Moramarco, Ilaria Frazzetto e Fernando Velasco Verni, accompagnati dal corpo di ballo. Al centro del progetto emerge la figura di Giselle, costruita come asse drammaturgico capace di attraversare registri espressivi differenti: dalla dimensione naturalistica del primo atto, fondata su un uso consapevole della pantomima e della dinamica narrativa, alla rarefazione lirica del secondo atto, dove il linguaggio classico si fa astratto e sospeso. In questa transizione si misura la qualità interpretativa dell’interprete, chiamata a coniugare precisione ...

Read More »

Alta Formazione Artistica e Professionale per Ballerini – 6ª edizione

Sono aperte le iscrizioni al percorso di Alta Formazione Artistica e Professionale per Ballerini, un corso gratuito co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Emilia-Romagna, giunto alla sua sesta edizione. Nel corso degli anni il progetto ha formato numerosi danzatori che sono successivamente entrati a far parte della compagnia organizzatrice o di altre realtà nazionali e internazionali; l’80% di loro lavora tuttora, spesso ricoprendo ruoli di rilievo in compagnie di danza classica e contemporanea. Finalità del percorso Il corso si propone di preparare figure professionali capaci di operare all’interno di una compagnia o di un corpo di ballo, eseguendo repertori classici e/o contemporanei sulla base di una coreografia e di una partitura musicale. L’obiettivo è sviluppare nei partecipanti: – solide competenze tecniche nella danza classica e contemporanea; – consapevolezza artistica e padronanza del proprio corpo; – capacità di tradurre il tempo musicale in movimento espressivo; – abilità interpretative in relazione allo spazio scenico e al tempo teatrale; – autonomia nell’utilizzo degli spazi teatrali; – preparazione pratica e scenica orientata all’inserimento professionale. Il percorso è rivolto a ballerini che abbiano terminato gli studi accademici e desiderino affacciarsi concretamente alla professione, acquisendo competenze specialistiche finalizzate all’ingresso nel mercato del lavoro, sia ...

Read More »

La danza delle geishe: storia, ritualità e grazia senza tempo

La danza delle geishe è molto più di un intrattenimento: è un linguaggio codificato, un rituale, un’arte millenaria che fonde corpo, musica e cultura in una sintesi raffinata. Dietro l’eleganza dei kimono, il lento ondeggiare dei ventagli e il passo misurato, si cela una tradizione che racconta la storia sociale e culturale del Giappone, tra rituale, intrattenimento e disciplina estetica. La figura della geisha emerge tra il XVII e il XVIII secolo, durante il periodo Edo, come interprete e custode di raffinate arti tradizionali. La parola geisha significa letteralmente persona dell’arte: il loro compito principale era intrattenere con musica, canto e danza nelle case da tè, nei teatri e negli incontri sociali. La danza delle geishe, nota come Mai, si distingue da altre forme giapponesi per la sua lentezza controllata, la postura eretta e la gestualità simbolica. Non è improvvisazione: ogni movimento è studiato, codificato e legato a significati culturali, stagionali e narrativi. In un’epoca in cui il Giappone era rigidamente gerarchico, la danza delle geishe rappresentava un equilibrio tra bellezza, discrezione e disciplina sociale. La danza delle geishe è lenta, armoniosa e misurata. I passi sono brevi, gli spostamenti composti, i movimenti delle mani e delle braccia altamente stilizzati. ...

Read More »

Le danze barocche, tra eleganza, teatralità e potere

Il periodo barocco, esteso approssimativamente tra la fine del XVI e la metà del XVIII secolo, è ricordato come una stagione artistica dominata dall’opulenza, dal dinamismo e da una visionarietà teatrale senza precedenti. La danza, in questo contesto, non fu solo un’arte destinata all’intrattenimento delle corti europee, ma anche un raffinato strumento di comunicazione sociale e politica. Le sale dei palazzi reali si trasformarono in veri e propri palcoscenici, dove i movimenti del corpo erano codificati con la stessa precisione con cui compositori e architetti orchestravano le loro opere. Una società che danza: il ruolo sociale del ballo Nelle corti barocche la danza era parte essenziale dell’educazione dell’aristocrazia. Imparare a muoversi con grazia, rispettare il ritmo, mantenere l’equilibrio nei passi più complessi era considerato indispensabile quanto saper parlare latino o conoscere le arti del governo. Ogni gesto portava con sé un significato: la postura eretta comunicava nobiltà, l’apertura delle braccia invitava al dialogo, mentre la precisione dei passi era percepita come riflesso dell’armonia interiore. Le danze diventavano così una forma di linguaggio sociale, attraverso cui affermare rango, educazione e prestigio. Non a caso, nelle grandi cerimonie politiche o nei matrimoni tra casate, i balli assumevano un ruolo rituale, quasi diplomatico. ...

Read More »

Celebrando Kenneth MacMillan: il coreografo che cambiò la danza

L’11 dicembre ricorre l’anniversario della nascita di Sir Kenneth MacMillan, uno dei coreografi più influenti e visionari del XX secolo. Nato a Dunfermline, in Scozia, nel 1929, MacMillan avrebbe trasformato il linguaggio del balletto narrativo con una profondità psicologica e un realismo emotivo che ancora oggi continuano a definire gli standard della danza teatrale. Trasferitosi a Londra da giovane, MacMillan entrò alla Sadler’s Wells School (oggi Royal Ballet School), dove il suo talento come danzatore venne presto affiancato da un forte interesse per la creazione coreografica. Le sue prime opere rivelavano già una sensibilità drammatica fuori dal comune, capace di sondare i territori più complessi dell’animo umano. MacMillan non si accontentò mai dell’estetica tradizionale. Le sue potenti coreografie esploravano temi come l’alienazione, la fragilità psicologica, la violenza sociale e le contraddizioni dell’amore. Opere come: “Romeo and Juliet” (1965), che lo consacrò internazionalmente. “Anastasia”, con la sua narrazione sospesa tra identità e follia. “Mayerling”, uno dei suoi capolavori più controversi e intensi. “Manon”, tragedia sensuale e disperata che rimane un punto fermo del repertorio mondiale. Queste coreografie dimostrano la sua capacità di unire virtuosismo tecnico, drammaturgia complessa e una rara attenzione alla verità emotiva dei personaggi. MacMillan fu direttore artistico del ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi