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1926-2026: un secolo di storia alla Royal Ballet School

Nel 2026 la Royal Ballet School celebra il suo centenario: cento anni di storia intrecciata indissolubilmente con la nascita, l’affermazione e la diffusione del balletto britannico nel mondo. Fondata nel 1926 da Dame Ninette de Valois con il nome di Academy of Choreographic Art, l’istituzione nacque da un progetto culturale preciso e ambizioso: creare in Gran Bretagna una tradizione nazionale del balletto classico, capace di dialogare con le grandi scuole europee e di formare artisti autoctoni di livello internazionale. A distanza di un secolo, la scuola non rappresenta soltanto un centro di formazione, ma un vero laboratorio storico di continuità stilistica, trasmissione pedagogica e rinnovamento artistico.

Le origini: Ninette de Valois e l’idea di un balletto inglese
Ninette de Valois (1898-2001), nata Edris Stannus in Irlanda, aveva danzato nei Ballets Russes di Sergej Djagilev negli anni Venti. Quell’esperienza, a contatto con la grande tradizione imperiale russa e con l’avanguardia coreografica europea, fu decisiva: comprese che la Gran Bretagna, pur possedendo una ricca cultura teatrale e musicale, non disponeva ancora di una scuola nazionale strutturata di balletto classico. Nel 1926 fondò dunque a Londra l’Academy of Choreographic Art. Il suo metodo si fondava su una rigorosa tecnica accademica, influenzata dal metodo italiano di Enrico Cecchetti e dalla tradizione russa, ma integrata in una visione drammaturgica e musicale coerente con la sensibilità britannica. Non si trattava soltanto di formare esecutori tecnicamente solidi, bensì artisti capaci di sostenere la nascita di un repertorio nazionale. Il passaggio decisivo avvenne nel 1931, quando de Valois trasferì la scuola al Sadler’s Wells Theatre e fondò la compagnia Vic-Wells Ballet (dal nome dei teatri Old Vic e Sadler’s Wells), nucleo originario di quello che sarebbe divenuto il Royal Ballet. In quel momento si definì un modello destinato a caratterizzare l’intera storia dell’istituzione: il legame organico tra scuola e compagnia professionale.

Gli anni Trenta e Quaranta: la costruzione di uno stile
Negli anni Trenta e Quaranta si consolidò quella che oggi viene riconosciuta come la scuola britannica. Figura centrale fu Frederick Ashton (1904-1988), coreografo fondativo del repertorio inglese, autore di capolavori come Symphonic Variations (1946) e, più tardi, The Dream (1964) ed Enigma Variations (1968). Il suo stile, lirico e musicalissimo, divenne un tratto distintivo della formazione impartita agli allievi. In quegli anni si formarono interpreti destinati a entrare nella leggenda, come Alicia Markova (1910-2004) e, soprattutto, Margot Fonteyn (1919-1991), simbolo internazionale dell’eleganza e della purezza stilistica britannica. La sua carriera, culminata nel celebre sodalizio con Rudolf Nureyev a partire dal 1962, rappresenta una delle più alte espressioni della tradizione nata sotto l’egida di de Valois. Durante la Seconda guerra mondiale, nonostante le difficoltà e i bombardamenti su Londra, l’attività non si interruppe. La resilienza della scuola e della compagnia consolidò il balletto come patrimonio culturale nazionale.

19551956: White Lodge e il riconoscimento reale
Un momento cruciale si verificò nel 1955 con il trasferimento della scuola a White Lodge, nel Richmond Park. L’edificio georgiano del XVIII secolo divenne la sede della Lower School, destinata alla formazione degli allievi più giovani. Immersa in un contesto naturale protetto, White Lodge rappresentò un nuovo modello educativo: formazione accademica generale e disciplina coreutica integrate in un ambiente residenziale altamente strutturato. Nel 1956, la compagnia ricevette il Royal Charter e assunse il nome di The Royal Ballet. Anche la scuola consolidò ufficialmente la propria identità come Royal Ballet School. Il riconoscimento reale sanciva il compimento del progetto avviato trent’anni prima: un’istituzione nazionale sostenuta dalla Corona e riconosciuta a livello internazionale.

Dal secondo Novecento alla modernità
Nel secondo dopoguerra la scuola divenne un punto di riferimento globale. Accanto ad Ashton emerse Kenneth MacMillan (1929-1992), autore di una poetica più drammatica e psicologicamente intensa, con opere come Romeo and Juliet (1965) e Manon (1974). I danzatori formati alla Royal Ballet School furono interpreti privilegiati di questo repertorio. Tra le figure emblematiche di questa fase spiccano: Antoinette Sibley (nata nel 1939), musa di Ashton e creatrice di ruoli fondamentali; Anthony Dowell (nato nel 1943), grande interprete maschile e direttore artistico del Royal Ballet dal 1986 al 2001, artefice di un’importante modernizzazione del repertorio; Darcey Bussell (nata nel 1969), entrata alla scuola a tredici anni e nominata Principal nel 1989, divenuta una delle icone più popolari del balletto britannico; Viviana Durante (nata nel 1967), formatasi alla scuola prima di diventare Principal nel 1990, interprete intensa del repertorio macmillaniano. Nel 2003 la Upper School si trasferì nella sede di Floral Street, a Covent Garden, a pochi passi dalla Royal Opera House. Questa collocazione rafforzò ulteriormente il legame quotidiano tra formazione e scena professionale.

Il XXI secolo: internazionalizzazione e continuità
Negli ultimi decenni la Royal Ballet School ha consolidato la propria vocazione internazionale. Gli studenti provengono oggi da decine di Paesi, selezionati attraverso audizioni globali e concorsi prestigiosi come il Prix de Lausanne. Tra i diplomati più rappresentativi dell’epoca contemporanea figurano: Alina Cojocaru (nata nel 1981), diplomata alla fine degli anni Novanta e nominata Principal nel 2001, celebre per la sua Giselle; Steven McRae (nato nel 1985), vincitore del Prix de Lausanne nel 2002, Principal dal 2009, noto per la brillantezza tecnica; Lauren Cuthbertson (nata nel 1984), Principal dal 2008, interprete raffinata del repertorio classico e neoclassico; Edward Watson (nato nel 1976), figura carismatica del repertorio contemporaneo, particolarmente legato alle creazioni di Wayne McGregor. Molti diplomati hanno inoltre intrapreso carriere internazionali in compagnie quali l’American Ballet Theatre, il Dutch National Ballet, l’Australian Ballet e il National Ballet of Canada, contribuendo alla diffusione globale del metodo e dello stile britannico.

Pedagogia, identità e trasmissione
Dal punto di vista filologico, ciò che caratterizza la Royal Ballet School è la continuità genealogica della trasmissione stilistica: da de Valois a Fonteyn; da Ashton a Sibley e Dowell; da MacMillan a Bussell e Durante; fino agli interpreti contemporanei. La pedagogia si fonda su: rigorosa tecnica classica; centralità della musicalità; chiarezza della linea e precisione del port de bras; formazione culturale integrata (musica, storia della danza, anatomia); attenzione crescente, nel XXI secolo, al benessere psicofisico degli allievi.

Un secolo compiuto, una tradizione viva
Dal piccolo studio londinese del 1926 al campus di White Lodge e agli studi di Covent Garden, la Royal Ballet School ha attraversato un secolo di trasformazioni storiche, estetiche e sociali senza perdere la propria identità. Il centenario del 2026 non rappresenta soltanto una celebrazione istituzionale, ma la conferma di un progetto culturale riuscito: la costruzione di una scuola nel senso più alto e storico del termine — una comunità artistica capace di trasmettere un linguaggio riconoscibile attraverso le generazioni. Se il Novecento è stato il secolo della fondazione e del consolidamento, il nuovo secolo si apre sotto il segno della responsabilità e dell’innovazione. In equilibrio tra memoria e futuro, disciplina e creatività, la Royal Ballet School oggi diretta da Iain Mackay continua ad incarnare la visione originaria di Dame Ninette de Valois: non una semplice accademia, ma un centro di eccellenza destinato a plasmare il balletto mondiale per le generazioni a venire.

Michele Olivieri

Foto di Olympus Ditigal Camera, 2007

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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