
Il balletto classico preferito?
Giselle di Jean Coralli e Jules Perrot.
Il balletto contemporaneo prediletto?
In The Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe.
Il Teatro del cuore?
Il Teatro dell’Opera di Tbilisi occupa un grande spazio nel mio cuore in quanto ho debuttato con i miei primi grandi ruoli. Ma il “primo vero amore” è stato il Teatro Bonci di Cesena che mi fece capire che la vita in teatro era ciò che mi serviva.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Cime Tempestose di Emily Brontë.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Blue Valentine di Derek Cianfrance.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il costume dell’ultima scena di Romeo e Giulietta.
Quale colore associ alla danza?
Bianco e Nero.
Che profumo ha la danza?
È davvero difficile associare la danza ad un “profumo”. Io la danza la associo agli odori più basici e oggettivi: per me è l’odore di uno studio, del palcoscenico da dietro le quinte, della platea, quello è il “profumo della danza”.
La musica più bella scritta per balletto?
Tante musiche mi piacciono, ma quella che mi fa crollare anche dopo averla ascoltata più volte è Romeo e Giulietta di Prokofiev.
Il film di danza irrinunciabile?
Billy Elliot di Stephen Daldry.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Carla Fracci e George Balanchine.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Renversé.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Domanda alla quale servirebbe un paragrafo intero, ma rimango con Romeo.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
William Forsythe.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Le direi che ha scelto di difendere l’arte che aveva più bisogno di essere difesa, da chiunque la voglia screditare per timore di non capirla.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Amore, disciplina, passione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Oggi allo specchio vedo un artista più maturo ma allo stesso tempo consapevole di avere sempre qualcosa da imparare.
Michele Olivieri
Foto di Natalia Benosilio
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