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Nel ricordo di Germinal Casado tra danza, arte e visione

Il mondo della danza ricorda una delle personalità più originali e complete del Novecento, Germinal Casado: un artista capace di attraversare i confini tra movimento, pittura, teatro e immagine, trasformando ogni esperienza creativa in una ricerca di bellezza e armonia.

Nato a Casablanca il 6 agosto 1934 da una famiglia di origine spagnola, Germinal Casado ebbe un percorso artistico singolare e fuori dagli schemi.

Prima ancora della danza, furono le arti figurative a catturare la sua attenzione: il disegno, la composizione, il rapporto tra forme e colori avrebbero rappresentato una componente fondamentale della sua sensibilità.

Questa formazione visiva rimase sempre presente nel suo modo di concepire il palcoscenico, dove il corpo del danzatore non era mai separato dallo spazio, dalla luce e dall’immagine.

La sua scelta di dedicarsi alla danza arrivò all’età di diciotto anni, quando iniziò un percorso di formazione con maestri di grande prestigio. In breve tempo dimostrò un talento e una presenza scenica tali da condurlo verso importanti compagnie europee.

Dopo le prime esperienze professionali con Paul Goubé e con i Grands Ballets du Marquis de Cuevas, nel 1957 incontrò Maurice Béjart, l’artista che avrebbe segnato una svolta decisiva nella sua carriera.

Entrato nel Ballet du XXe siècle, Casado divenne uno degli interpreti più emblematici della compagnia. Accanto a Béjart partecipò alla nascita di alcune delle creazioni più significative della danza contemporanea del secondo Novecento, interpretando ruoli di grande intensità in opere come Orphée, Le Sacre du printemps, Roméo et Juliette e Bhakti.

La sua danza univa tecnica, sensibilità teatrale e una rara capacità di comunicare emozioni profonde: sul palcoscenico il gesto diventava racconto, il movimento diventava pensiero.

La collaborazione con Béjart non rappresentò soltanto una straordinaria esperienza da interprete, ma anche l’incontro tra due visioni artistiche.

Casado contribuì infatti alla costruzione dell’universo estetico del Ballet du XXe siècle attraverso il suo talento di scenografo e costumista, dimostrando una naturale inclinazione verso un’idea di teatro totale.

La sua creatività visiva lo portò anche a confrontarsi con grandi personalità dell’arte internazionale, tra cui Salvador Dalí, ampliando ulteriormente il suo linguaggio espressivo.

Terminata la lunga esperienza come danzatore, Germinal Casado proseguì il proprio cammino come coreografo, regista, scenografo e creatore di spettacoli.

Nel 1977 assunse la direzione della compagnia Danza Viva a Karlsruhe, dove sviluppò un repertorio personale e portò avanti la sua concezione della danza come incontro tra discipline diverse.

Il suo lavoro spaziò dal balletto al teatro musicale, dall’opera alla ricerca coreografica, sempre con la stessa attenzione alla forza evocativa dell’immagine scenica. La sua eredità artistica risiede proprio in questa capacità di non appartenere a una sola categoria.

Germinal Casado è stato un danzatore, ma anche un pittore della scena; un creatore di movimenti, ma anche un architetto di atmosfere.

Ha incarnato l’idea dell’artista completo, per il quale ogni forma d’arte può dialogare con le altre e contribuire a una visione più ampia dell’espressione umana.

Nel ricordarlo si celebra non soltanto un grande protagonista della danza internazionale, ma un uomo che ha dedicato la propria vita alla ricerca della bellezza.

Germinal Casado rimane una figura luminosa del teatro contemporaneo: un artista che ha saputo dare al movimento la forza della poesia e alla scena la profondità dell’arte.

Negli ultimi anni della sua vita Germinal Casado trovò sul Lago d’Orta un luogo di quiete e ispirazione. A Orta San Giulio, dove aveva scelto di vivere, continuò a coltivare il suo rapporto con l’arte e con la danza, conservando lo sguardo curioso dell’artista che aveva attraversato i grandi palcoscenici internazionali. Quel paesaggio raccolto, sospeso tra acqua e silenzio, divenne il rifugio di un uomo che aveva dedicato l’esistenza alla bellezza. Proprio sulle rive del lago si concluse il suo straordinario viaggio umano e creativo.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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