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George Balanchine e la forma assoluta della danza

Nella cartografia del balletto del Novecento, il nome di George Balanchine si staglia con la solennità di un monumento intellettuale e artistico. Coreografo di statura universale, teorico della forma, demiurgo di geometrie corporee, egli non si limita a creare danze: plasma un linguaggio in cui ogni gesto, ogni arabesque, ogni plié è sintesi di rigore formale e intuizione poetica.

Alla guida del New York City Ballet, istituzione da lui fondata nel 1948, Balanchine innalza la tecnica accademica a paradigma estetico e simbolico, trasformandola in uno strumento capace di incarnare la musica, l’armonia e lo spirito del tempo. La sua prima affermazione in territorio americano, Serenade (1934), inaugura quella che può definirsi la poetica balanchiniana: un sistema coreografico in cui il gruppo e il singolo dialogano come archi di un’orchestra, traducendo in gestualità la partitura di Tchaikovsky con sublime naturalezza.

In quest’opera emerge già la tensione tra precisione matematica e lirismo sospeso: ogni corpo è misura, ritmo e immaginazione, quasi una microcosmica architettura del movimento. Successivamente, opere come Symphony in C (1947) consacrano la capacità di Balanchine di fondere virtuosismo tecnico e costruzione formale. In questo capolavoro, il tessuto musicale di Bizet si trasfigura in geometria corporea, ciascun movimento risultando calcolato con l’acume di un architetto e la leggerezza di un poeta.

La danza non illustra la musica: ne diventa interpretazione vitale, pensiero in azione, intuizione visibile. Il percorso creativo di Balanchine si fa ancora più audace nella serie di balletti neoclassici: Concerto Barocco, Agon, Ivesiana. In queste opere la forma assume autonomia assoluta, il gesto non è più mera narrativa ma dispositivo di architettura spaziale e sonora.

In Agon, la partitura di Stravinsky si traduce in un diagramma coreografico di contrasti, simmetrie e tensioni, un labirinto di linee in cui l’armonia del movimento e la precisione ritmica diventano valore ontologico del balletto stesso. Ivesiana espande questa concezione, fondendo poliritmia, densità timbrica e articolazione spaziale in un tessuto coreutico di complessità intellettuale e poetica al tempo stesso.

Altre opere, quali Tarantella e Raymonda Variations, attestano la capacità di Balanchine di unire virtuosismo tecnico e brillantezza teatrale. Nella prima, l’energia prorompe con gioia vitale, senza mai sacrificare la perfezione della linea; nella seconda, la reinterpretazione di materiale classico è segno di una maestria capace di tramutare la tradizione in invenzione perpetua. Ogni balletto diventa così testimonianza di una memoria viva, custodita nel corpo e nel gesto, trasmessa direttamente dall’insegnante all’allievo, da una generazione all’altra, secondo un rigore che sfida il tempo.

La cifra distintiva di Balanchine è il connubio tra corpo e musica: il danzatore diventa strumento di composizione visiva, la scena un pentagramma tridimensionale, ogni passo una nota incarnata. L’opera coreografica, quindi, si configura come esperienza ontologica, dove la tecnica accademica non è fine a sé stessa, ma medium di un pensiero estetico elevato, capace di restituire la musica alla sua essenza più pura.

Così, l’eredità di George Balanchine trascende il mero catalogo di opere. È un patrimonio di visioni, un archivio di movimenti che continua a plasmare interpreti e spettatori, segnando indelebilmente la storia del balletto. In lui, il gesto coreutico diviene linguaggio, architettura e filosofia del corpo, un modello di perfezione e di sublime rigore in cui passato, presente e futuro della danza si fondono in un continuum di luce e armonia.


Elenco alfabetico delle coreografie di George Balanchine con anno e compositore
:

A La Françaix (1951) – musica: Jean Françaix

A Midsummer Night’s Dream (1962) – musica: Felix Mendelssohn

Agon (1957) – musica: Igor Stravinsky

Allegro Brillante (1956) – musica: Pëtr I. Čajkovskij

Apollo (1928) – musica: Igor Stravinsky

Ballo della Regina (1978) – musica: Giuseppe Verdi

Bayou (1952) – musica: Virgil Thomson

Bourrée Fantasque (1949) – musica: Emmanuel Chabrier

Brahms‑Schoenberg Quartet (1966) – musica: Johannes Brahms / Arnold Schoenberg

Bugaku (1963) – musica: Toshi Ichiyanagi

Chaconne (1976) – musica: Johann Sebastian Bach

Clarinade (1964) – musica: Georges Auric

Concerto Barocco (1941) – musica: Johann Sebastian Bach

Concertino (1952) – musica: Arcangelo Corelli

Coppélia (1974) – musica: Léo Delibes

Cortège Hongrois (1973) – musica: Franz Liszt

Davidsbündlertänze (1980) – musica: Robert Schumann

Diamonds (da Jewels) (1967) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Divertimento No. 15 (1956) – musica: Wolfgang Amadeus Mozart

Divertimento da Le Baiser de la Fée (1972) – musica: Igor Stravinsky

Duo Concertant (1972) – musica: Igor Stravinsky

Elégie (1982) – musica: Igor Stravinsky

Emeralds (da Jewels) (1967) – musica: Gabriel Fauré

Episodes (1959) – musica: Anton Webern / Alban Berg

Firebird, The (1949) – musica: Igor Stravinsky

Four Temperaments, The (1946) – musica: Paul Hindemith

Garland Dance (1981) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Gounod Symphony (1958) – musica: Charles Gounod

Haieff Divertimento (1947) – musica: Alexei Haieff

Harlequinade Pas de Deux (1952-1965) – musica: Riccardo Drigo

Ivesiana (1954) – musica: Charles Ives

Jewels (1967) – trilogia Emeralds, Rubies, Diamonds (Fauré, Stravinsky, Tchaikovsky)

La Sonnambula (1946) – musica: Vittorio Rieti

La Source (1968) – musica: Léo Delibes / Ludwig Minkus

La Valse (1951) – musica: Maurice Ravel

Le Bourgeois Gentilhomme (1979) – musica: Richard Strauss

Le Tombeau de Couperin (1975) – musica: Maurice Ravel

Liebeslieder Walzer (1960) – musica: Johannes Brahms

Monumentum Pro Gesualdo (1960) – musica: Carlo Gesualdo

Mozartiana (1981) – musica: Wolfgang Amadeus Mozart

Pas de Dix (1955) – musica: vari autori

Pas de Trois (1948, 1955) – musica: (Minkus / Glinka)

Pulcinella (1972) – musica: Igor Stravinsky

Raymonda Variations (1961) – musica: Alexander Glazunov

Rubies (da Jewels) (1967) – musica: Igor Stravinsky

Scherzo à la Russe (1972) – musica: Igor Stravinsky

Scotch Symphony (1952) – musica: Felix Mendelssohn

Serenade (1935) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Slaughter on Tenth Avenue (1958) – musica: Richard Rodgers

Sonatine (1975) – musica: Maurice Ravel

Square Dance (1957) – musica: Antonio Vivaldi / Corelli

Stars and Stripes (1958) – musica: John Philip Sousa

Symphonie Concertante (1947) – musica: Paul Hindemith

Symphony in C (1947) – musica: Georges Bizet

Symphony in Three Movements (1972) – musica: Igor Stravinsky

Tarantella (1964) – musica: Louis Moreau Gottschalk

The Nutcracker® (1954) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Theme and Variations (1947) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Tschaikovsky Pas de Deux (1960) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Tschaikovsky Suite No. 3 (1970) – musica: Pyotr I. Tchaikovsky

Tzigane (1975) – musica: Maurice Ravel

Union Jack (1976) – musica: tradizionale / arr. Hershy Kay

Vienna Waltzes (1977) – musica: Johann Strauss

Walpurgisnacht Ballet (1980) – musica: Charles Gounod

Western Symphony (1954) – musica: George Gershwin

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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