
Il 29 marzo 2026 il Mariinsky Theatre di San Pietroburgo offrirà al suo pubblico un’esperienza rara e preziosa: un recital dedicato ai balletti di Michel Fokine. Si tratta di una serata che non si limita alla semplice esecuzione di coreografie, ma che intende restituire la visione e l’anima di uno dei coreografi più rivoluzionari del XX secolo, il cui lavoro ha profondamente trasformato il linguaggio del balletto classico.
La scelta di ospitare un programma così composito in forma di recital è significativa: permette di attraversare diverse sfumature della sua arte, dai pezzi più lirici e poetici a quelli di marcata teatralità, ripercorrendo l’evoluzione di un pensiero coreografico che ha cercato di liberare il corpo dai vincoli della pura tecnica accademica per restituirgli una voce espressiva completa.
Michel Fokine, nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò all’interno dell’Accademia Imperiale di Danza, dove il rigore tecnico era assoluto e le regole coreografiche codificate. Tuttavia, già in giovane età, il suo spirito critico lo portò a interrogarsi sulla rigidità di quel sistema, convinto che il balletto potesse essere molto più di una sequenza di movimenti eleganti. La sua visione prevedeva un’armonia totale tra danza, musica, scenografia e costumi, concependo ogni spettacolo come un organismo unitario in cui il gesto esprimeva significato, emozione e narrazione. Questa filosofia, così innovativa per l’epoca, trovò terreno fertile nei Ballets Russes di Sergei Diaghilev, dove Fokine realizzò alcune delle opere coreografiche più memorabili della sua carriera.
Il recital del Mariinsky si inserisce proprio in questo filone, offrendo al pubblico un mosaico di frammenti coreografici che riflettono le molteplici sfaccettature della sua arte. Non si tratta di un’unica storia lineare, ma di una sequenza di tableaux che permettono di cogliere tanto l’eleganza lirica di opere come Le Spectre de la Rose quanto la vitalità scenica e narrativa di Schéhérazade o la delicatezza poetica di Le Carnaval. Ogni pezzo, pur essendo breve, porta con sé la forza di una rivoluzione artistica: la danza diventa linguaggio espressivo e mezzo di comunicazione emotiva, capace di coinvolgere lo spettatore non solo per la perfezione tecnica dei corpi in movimento, ma soprattutto per la profondità narrativa e la musicalità interna che Fokine seppe infondere nei suoi lavori.
Quello che rende questo recital al Mariinsky particolarmente significativo è il contesto storico e fisico in cui avviene. Lo stesso teatro, custode di secoli di tradizione coreutica russa, fu teatro dei primi esperimenti di Fokine, il luogo in cui si confrontò con le rigide convenzioni accademiche e allo stesso tempo trovò un palcoscenico per le sue intuizioni. Assistere ad una serata di questo tipo significa, quindi, non solo godere di un’esibizione artistica, ma entrare in dialogo con la storia stessa del balletto, comprendere come una singola figura abbia saputo trasformare la percezione di ciò che la danza poteva comunicare, liberandola dalla sola esecuzione tecnica e avvicinandola all’arte totale.
In fondo, la magia di Fokine risiede nella capacità di rendere ogni gesto significativo, ogni movimento un elemento di narrazione. La sua eredità non è soltanto nella tecnica o nello stile, ma nella sensibilità con cui riusciva a fondere musica, coreografia e scenografia in un’unica esperienza emotiva.
Il recital Ballets by Michel Fokine del 29 marzo è un invito a percorrere questo viaggio, a immergersi nell’intimità e nella profondità di un artista che ha saputo vedere il balletto non come un insieme di pose e salti, ma come uno strumento potente per raccontare storie, emozionare e trasformare la percezione del pubblico. La serata al Mariinsky non sarà solo un omaggio, ma un momento di incontro con una visione che continua a influenzare danzatori e coreografi a più di un secolo di distanza.
La serata in onore di Fokine rientra nella stagione di ballo del Mariinsky che a marzo 2026 include anche altri celebri titoli nei giorni circostanti. Il cartellone prevede, ad esempio, rappresentazioni classiche come La fontana di Bakhchisarai, La fille mal gardée, The Little Humpbacked Horse, La Bella Addormentata con il Leonid Yakobson Ballet Theatre, Romeo e Giulietta, Il lago dei cigni.
Michele Olivieri
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