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Tag Archives: Danza

Due sessioni della coreografa Chiara Frigo per Future Moves

Future Moves, progetto che invita gruppi di giovani a danzare in dialogo con le opere e con gli immaginari del patrimonio artistico nei Musei di Vicenza, abiterà la mostra Guido Harari. Incontri di Guido Harari, in Basilica Palladiana, con un evento a cura della coreografa Chiara Frigo insieme a un gruppo di partecipanti alle classi Future Moves, il 23 maggio dalle 15 alle 18, e il 24 maggio dalle 10 alle 13, accessibile attraverso l’acquisto del biglietto della mostra (e con prenotazione consigliata all’indirizzo futuremoves@e20danza.art). Nato per sostenere il benessere degli adolescenti, in particolare coloro che vivono situazioni di fragilità psicologica, Future Moves valorizza la dimensione generativa e trasformativa della danza, migliorando la salute psicofisica e trasformando l’approccio dei giovani al museo. Attivo da ormai un anno in alcuni edifici storici comunali, ha collezionato oltre 50 sessioni di danza, e numerosi eventi speciali nei musei di Vicenza e a Castel Sant’Angelo a Roma. In questa occasione danzano nelle sale di Guido Harari. Incontri la mostra che celebra cinquant’anni di carriera del celebre fotografo. Un fotografo che ha trasformato la fotografia in strumento di relazione, costruendo un archivio di incontri attraverso musica, cultura, scienza e umanità. E proprio alla presenza di ...

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New York celebra Martha Graham con una mostra-evento

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nel ritorno di Martha Graham al centro della scena culturale newyorkese. A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, la figura che ha rivoluzionato la danza del Novecento continua infatti a parlare al presente con una forza rara, quasi inquieta, come se il suo linguaggio corporeo non appartenesse al passato ma a una dimensione ancora irrisolta dell’animo umano. È proprio da questa tensione emotiva che nasce Martha Graham: The Mother of Psychological Dance, la nuova mostra inaugurata il 20 maggio presso la New York Public Library for the Performing Arts, un progetto curatoriale firmato da Jack Ferver che non si limita a celebrare un mito della danza moderna, ma prova a raccontare come Martha Graham abbia cambiato per sempre il modo di concepire il corpo sulla scena. L’esposizione si sviluppa come un viaggio dentro la mente creativa della coreografa americana, evitando la retorica museale della commemorazione per privilegiare invece un dialogo intimo con il suo universo artistico. Non è la semplice cronologia di una carriera straordinaria, ma il ritratto di una donna che trasformò la danza in una forma di autobiografia emotiva. Graham non cercava la grazia nel senso classico del termine; ciò che la interessava era ...

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16 maggio: anniversario dei teatri Fenice, Massimo e Regio

C’è una data che unisce tre tra i più prestigiosi teatri italiani: il 16 maggio. In momenti diversi della storia, proprio in questo giorno vennero inaugurati Teatro La Fenice, Teatro Massimo e Teatro Regio di Parma. 
Tre luoghi simbolo della lirica, ma anche grandi palcoscenici della danza e del balletto internazionale, dove il movimento del corpo ha dialogato per secoli con la musica, la scenografia e il mito. Inaugurata il 16 maggio 1792, La Fenice nacque nella Venezia elegante e cosmopolita del tardo Settecento, quando il balletto era parte essenziale dello spettacolo operistico. Nei teatri veneziani, infatti, la danza non era semplice intermezzo, ma elemento centrale della rappresentazione scenica. Nel corso dell’Ottocento, il teatro ospitò celebri compagnie europee e grandi étoile del tempo, contribuendo alla diffusione del balletto romantico italiano. Le atmosfere di Venezia — tra maschere, riflessi d’acqua e saloni dorati — sembravano fatte apposta per accogliere la grazia della danza. Anche dopo i devastanti incendi che la colpirono, La Fenice ha continuato a rinascere come il suo nome promette. E ancora oggi il suo palcoscenico ospita produzioni dove opera e balletto convivono in perfetto equilibrio, mantenendo viva una tradizione che appartiene all’anima stessa della città. Quando il 16 ...

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La danza fa bene a ogni età: corpo, mente e relazioni in armonia

  Dai primi passi dei bambini fino ai corsi serali frequentati dagli adulti, la danza continua a essere una delle attività più complete e coinvolgenti per il benessere della persona. Non si tratta soltanto di imparare movimenti o coreografie: ballare significa educare il corpo, rafforzare la mente e sviluppare relazioni sociali positive. Secondo esperti dell’educazione e del movimento, la pratica costante della danza offre benefici importanti sia ai più piccoli sia agli adulti, migliorando equilibrio, coordinazione, memoria e autostima. Bambini: crescere con ritmo e disciplina Per i bambini, frequentare un corso di danza rappresenta molto più di un passatempo. Attraverso la musica e il movimento, i più piccoli imparano a conoscere il proprio corpo e a sviluppare capacità motorie fondamentali. La danza aiuta infatti a migliorare: coordinazione e postura; concentrazione e memoria; disciplina e rispetto delle regole; capacità di lavorare in gruppo. Inoltre, esibirsi davanti a un pubblico contribuisce a rafforzare la sicurezza personale e a superare la timidezza. Gli insegnanti sottolineano anche il valore educativo della danza, che insegna costanza, impegno e gestione delle emozioni. Molti genitori scelgono questa attività proprio perché permette ai bambini di esprimersi liberamente in un ambiente creativo e stimolante. Adulti: benessere fisico e mentale ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Jack Vettriano

Nel dipinto The Singing Butler, spesso indicato anche come I ballerini, Jack Vettriano mette in scena una coppia che danza su una spiaggia battuta dal vento, costruendo un’immagine in cui eleganza e teatralità convivono con un’atmosfera malinconica e cinematografica. La scena è apparentemente semplice: un uomo in abito scuro e una donna in un lungo vestito nero si muovono insieme sulla sabbia, accompagnati da due domestici che cercano di proteggere la coppia con un ombrello e di gestire gli effetti del vento. Tuttavia, proprio in questa apparente semplicità si nasconde una riflessione più profonda sul significato della danza. Il movimento dei due protagonisti non è spettacolare né tecnicamente definito, ma suggerisce un ballo lento, probabilmente un tango o un lento elegante, in cui la connessione tra i corpi conta più della complessità dei passi. La danza diventa così un momento di intimità sospeso nel tempo, quasi un’isola emotiva all’interno di un ambiente ostile. Il vento che agita gli abiti e increspa la superficie del mare introduce un elemento di tensione, ma allo stesso tempo amplifica la percezione del movimento, rendendo visibile l’aria stessa che circonda i danzatori. Vettriano costruisce la scena come se fosse un fotogramma di un film: la ...

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Il movimento eterno: la danza tra classicismo e modernità

Nel lungo percorso della storia dell’arte, poche sfide sono state tanto affascinanti quanto quella di tradurre la danza – fatta di tempo, ritmo e movimento – in una forma solida e immobile come la scultura. Eppure, proprio in questa apparente contraddizione, alcuni tra i più grandi artisti hanno trovato terreno fertile per creare opere capaci di suggerire vita, leggerezza e tensione dinamica anche nella pietra o nel bronzo. Tra i primi a interpretare con straordinaria sensibilità il tema della danza vi fu Antonio Canova, maestro del Neoclassicismo. Nelle sue figure danzanti, la grazia non è mai eccessiva né teatrale: è controllata, ideale, quasi sospesa fuori dal tempo. Le sue ballerine non sembrano impegnate in un movimento reale, ma piuttosto incarnano l’idea stessa della danza, come se appartenessero a un mondo perfetto e immutabile. Il corpo segue linee armoniose, le pose sono studiate per suggerire un equilibrio impeccabile, e ogni dettaglio contribuisce a creare una sensazione di calma eleganza. Con l’Ottocento e la diffusione del balletto romantico, cambia anche il modo di guardare alla danza. Non è più soltanto armonia, ma anche illusione, leggerezza estrema, quasi evanescenza. In questo contesto emerge la figura di Edgar Degas, che rivoluziona completamente l’approccio artistico ...

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Al via Gold Cup Notte delle Stelle organizzato da MSP Roma

MSP Roma organizzerà la 38.a edizione della Gold Cup-Notte delle Stelle il prossimo31 maggio al Teatro Giuseppetti (Vicolo dell’Inversata 5, Tivoli), evento che interesserà le discipline del ballo, hip pop, danza, aerobica, fitness, step, tango, swing e twirling. La manifestazione Gold Cup Notte delle Stelle inizierà alle ore 17 e sarà data possibilità a tutte le ASD/SSD affiliate di potersi esibire gratuitamente, portando massimo tre coreografie per una durata max di 2’30” minuti ciascuna Ricordiamo che partecipare all’attività sportiva organizzata dall’Ente è un aspetto fondamentale per l’iscrizione al Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche, come illustrato nel Regolamento di Funzionamento del Registro per Associazioni e Società Sportiva Dilettantistiche .  Tutte le società interessate a partecipare alla Gold Cup-Notte delle Stelle dovranno inviare la propria adesione ai recapiti di seguito in modo da stilare il programma e calendario della manifestazione: Andrea Marchetti – Responsabile MSP Roma Danze e Ginnastiche.  Ad ogni società sarà consegnata una targa omaggio per la partecipazione all’evento Gold Cup Notte delle Stelle. Redazione www.giornaledelladanza.com ©️Riproduzione riservata 

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Nel giorno della sua nascita, danza ancora la luce di Lindsay Kemp

Oggi il tempo si piega dolcemente nel ricordo della nascita di Lindsay Kemp (Irby, 3 maggio 1938 – Livorno, 24 agosto 2018), apparizione rara e luminosa, artista capace di trasformare il gesto in visione e la scena in sogno. Nato tra le nebbie del nord dell’Inghilterra e approdato a una dimensione senza geografia, Kemp ha abitato il teatro come si abita un mondo interiore: con grazia, inquietudine e una dedizione assoluta alla bellezza. In lui convivevano disciplina e incanto, tecnica e vertigine poetica, come se ogni movimento fosse il punto d’incontro tra la carne e l’immaginazione. La sua arte nasceva da una sorgente molteplice, nutrita di letteratura e immagini: Oscar Wilde, William Shakespeare, Lewis Carroll, ma anche visioni cinematografiche sospese tra luce e silenzio, e figure mitiche della danza come Vaslav Nijinsky, Isadora Duncan e Anna Pavlova. Tutto si sedimentava in lui come materia viva, pronta a rifiorire in forme nuove, mai imitative, sempre trasfigurate. Il suo teatro non raccontava: evocava. Non mostrava: suggeriva, lasciando che lo spettatore si smarrisse in un territorio dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolveva. La danza, per Kemp, non era mai semplice esecuzione, ma una lingua segreta fatta di respiri, attese e ...

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Noverre e la nascita della danza moderna espressiva

La figura di Jean-Georges Noverre occupa una posizione fondativa nella storia della danza occidentale, non soltanto per il suo contributo pratico come coreografo, ma soprattutto per la portata teorica del suo pensiero, che segna una svolta decisiva nel passaggio dal balletto di corte al balletto moderno. Nato a Parigi nel 1727 e attivo nelle principali capitali europee, Noverre si inserisce in un contesto artistico dominato da codici formali rigidi, nei quali la danza era spesso subordinata a logiche decorative e spettacolari. Il suo intervento si configura invece come una vera e propria riforma, orientata a restituire alla danza una funzione espressiva autonoma, capace di articolare significati complessi senza il supporto della parola. Il nucleo di questa riforma è racchiuso nelle Lettres sur la danse et sur les ballets, pubblicate nel 1760, un testo che ancora oggi costituisce uno dei riferimenti teorici più rilevanti per gli studi coreutici. In esse, Noverre sviluppa l’idea di ballet d’action, una forma di spettacolo in cui la narrazione si costruisce attraverso la coerenza tra gesto, musica e azione scenica. La danza, in questa prospettiva, non deve limitarsi a esibire virtuosismo tecnico, ma deve farsi linguaggio, veicolo di emozioni e di conflitti. Particolarmente significativa è la ...

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Quello che la danza insegna lungo il percorso della crescita

C’è una disciplina silenziosa che si impara molto prima di comprenderla davvero. È quella che abita le sale prova, negli esercizi ripetuti fino allo sfinimento, nei gesti che cercano una precisione quasi impossibile. La danza, praticata fin da piccoli, non è soltanto un linguaggio del corpo: è una forma di educazione profonda alla realtà. Un bambino che danza scopre presto che il talento, da solo, non basta. Ogni passo richiede tempo, ogni miglioramento nasce da una fatica invisibile agli occhi degli altri. In un’epoca abituata alla velocità e alla gratificazione immediata, la danza introduce un principio controcorrente: quello della pazienza. Non si può forzare il corpo a capire prima di essere pronto, né saltare le tappe senza pagarne il prezzo. Si impara così che il percorso ha un valore quanto, se non più, del risultato. C’è poi il rapporto con l’errore, che nella danza diventa un compagno inevitabile. Cadere, perdere l’equilibrio, non raggiungere la linea perfetta: tutto questo non è un fallimento, ma parte integrante del processo. Chi danza fin da giovane sviluppa una familiarità rara con il limite, e soprattutto con la possibilità di superarlo. Non attraverso scorciatoie, ma attraverso l’ascolto, la ripetizione, la consapevolezza. È una lezione che ...

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