
A soli 24 anni, Mackenzie Brown sceglie di chiudere una carriera che sembrava destinata a segnare il balletto internazionale ancora per molti anni.
La prima ballerina americana, rivelazione del Balletto di Stoccarda negli ultimi anni, saluterà il pubblico in questi giorni, mettendo fine alla sua attività sulle scene dopo una rapida e brillante ascesa.
Nata in Virginia e formatasi all’Académie Princesse Grace di Montecarlo, Brown aveva conquistato l’attenzione del mondo della danza con la vittoria del Prix de Lausanne 2019 e, successivamente, con l’Erik Bruhn Prize nel 2023.
Entrata nello Stuttgarter Ballett nel 2020, in appena tre stagioni era arrivata al rango di prima ballerina dopo il folgorante debutto come Giulietta nel Romeo e Giulietta di John Cranko, imponendosi come una delle interpreti più promettenti della sua generazione.
La scelta di lasciare il palcoscenico arriva però da una convinzione maturata lontano dai riflettori. In un’intervista alla stampa tedesca, Brown ha spiegato di voler iniziare una nuova vita in Ohio per dedicarsi agli studi e diventare insegnante.
«Sono molto più di una ballerina», ha dichiarato, sottolineando come la danza resterà parte della sua identità, ma non più della sua professione.
Un addio sorprendente, che priva il panorama internazionale di un talento nel pieno della maturità artistica e che conferma come, talvolta, le scelte più coraggiose siano quelle che portano lontano dal palcoscenico.
Michele Olivieri
Foto di Gregory Bartadon
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