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“La geisha che danza per amore”: suggestioni d’Oriente al Piccolo Bellini

“La geisha che danza per amore”: suggestioni d’Oriente al Piccolo Bellini

  Negli ultimi anni lo sguardo all’Estremo Oriente è assai permeato nella performatività occidentale, soprattutto a proposito delle produzioni coreutiche che alimentano il filone contemporaneo. Il connubio che viene a crearsi è a dir poco sbalorditivo, dato l’accostamento tra le dinamiche di ricerca dei coreografi più emergenti e i pilastri della tradizione scenica dell’area asiatica interessata. In tale binomio rientra La geisha che danza per amore, spettacolo coreografato da Chiara Alborino (altresì interprete unica) e prodotto da Danza Flux, in scena al Piccolo Bellini di Napoli sabato 9 aprile alle ore 21:15. Come suggerisce il titolo dell’opera, a essere interpellata è la figura della geisha, l’artista e intrattenitrice per eccellenza nella cultura giapponese. Evadendo però dalla tradizione, sul palcoscenico napoletano si presenta più che altro una suggestione di essa, vivificata attraverso passi di danza contemporanea che, a loro volta, sono plasmati dal teatro nō, dal teatro kabuki e dalle opere letterarie di celebri poeti e scrittori nipponici quali Kuki Shūzō, Haruki Murakami e Yasunari Kawabata. L’interesse della coreografa si rivolge, inoltre, alle tradizioni e musiche del Giappone, messi in luce dall’attenzione ai tipici fiori sakura o al suono dello shakuhaci, il caratteristico flauto dritto. Questo progetto è frutto di un ...

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San Valentino “across the border” al Piccolo Bellini

  Il weekend di San Valentino si vive a passi di danza al Piccolo Bellini di Napoli, in particolare grazie alla messinscena di Across The Border / storie di confine, spettacolo prodotto da Interno5 danza / collettivo NaDa, diretto e coreografato da Antonello Tudisco. Per l’occasione sono previste tre date di rappresentazione, due serali (12 e 13 febbraio ore 21:15) e una pomeridiana (14 febbraio ore 18:30). Il focus d’indagine è la barriera di confine, intesa maggiormente come punto di partenza che d’arrivo: “attraversare i confini che lo spazio disegna, vivere i limiti che il contatto con l’altro ci pone, venirne fuori cercando di restare fedeli alla bellezza”, queste le parole con cui il collettivo descrive il lavoro di ricerca quotidiano per affrontare al meglio il tema dello sconfinamento. Molte figure ci hanno accompagnato in questo percorso, forme diverse dell’arte che hanno fatto loro stesse dell’idea del limite un loro fondamento: la fotografia di Mapplethorpe, il quale continuamente nel suo percorso cerca di catturare la bellezza in corpi statuari, immobili in spazi disegnati alla perfezione e I prigioni di Michelangelo, dove scorgiamo in tutta la grandezza dello scultore corpi imprigionati nel marmo che non riescono a fuoriuscire da quello che ...

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Amore e libertà: l’ARB danza al Piccolo Bellini

  Nei prossimi due giorni al Piccolo Bellini di Napoli vanno in scena contemporaneamente due produzioni della ARB Dance Company datate 2015, vale a dire Mezzo Nero, Rosso Mezzo e A piedi nudi, rappresentate precisamente il 30 gennaio alle ore 21:15 e il 31 gennaio alle ore 18:30. Due lavori differenti, narranti le storie di emozioni profondamente divergenti, ma ciononostante legati dal filo rosso della libertà conquistata e celebrata persino in una condizione di (apparente) prigionia. Nel primo caso la coreografia di Fernando Suels Mendoza parla di una storia d’amore, senza alcuna specifica connotazione spazio-temporale, senza la minima caratterizzazione dei personaggi. È piuttosto il sentimento alla base che padroneggia l’azione scenica, la sua capacità di unire indissolubilmente le anime di due persone sconosciute e di dare conseguentemente vita a una nuova essenza parimenti straordinaria. Mezzo Nero, Rosso Mezzo è una celebrazione… Celebrazione dell’incontro tra due anime gemelle; due metà che fanno un intero, due archi che fanno un cerchio. Il cerchio, non avendo inizio né fine, simboleggia l’eterno e l’assoluto. Il cerchio si chiude su se stesso, con il suo ritmo ed il suo eterno movimento. La più naturale delle forme, un simbolo di accoppiamento e di protezione. (arbdancecompany.it). Il ...

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La stagione di danza del Piccolo Bellini

Si inaugura a novembre la stagione di danza del Piccolo Bellini di Napoli, con la direzione artistica di Antonello Tudisco, in collaborazione con NEO_dance network. Da novembre ad aprile una fitta serie di appuntamenti all’insegna della danza contemporanea. Si parte il 27 novembre 2015 con due spettacoli: Riot, con Bruno Duarte, Joana Puntel e Luís Malaquias, coreografia di Bruno Duarte, una visione poetica e allo stesso tempo violenta. Una riflessione sulla necessità della distruzione  di un universo per permettere ad altro di nascere: l’uccello può nascere solo distruggendo le uova,  il bambino distruggendo la placenta; Lupi, con Luca Cacciapuoti, Antonio Nicastro, regia e coreografia Emma Cianchi, produzione IF0021, ArtGarage. A distinguere l’uomo dall’animale c’è quello stato d’intensa tensione tra un istinto primordiale e la ragione. La spontaneità degli animali si presenta forse come obiettivo irraggiungibile per l’uomo, costantemente condizionato da morale e tradizione. Eppure, in un angolo remoto di ogni animo umano rimbombano, vivi, istinti forti ed essenziali: la difesa del proprio territorio è uno di quelli. Quindi, ecco la mutazione. Il 28 novembre 2015 sarà la volta di The Duett/EMOTICON, con Irene Bauer, Martin Dvorak, coreografia di Martin Dvorak, produzione ProArt Company. Uno scontro tra nuovo e vecchio, tra attuale e passato. ...

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“Samuel titre de travail”: la ricerca dell’appartenenza

Andrà in scena al Piccolo Bellini il 9 e il 10 maggio Samuel-titre de travail, la nuova creazione del Trio CDT Wuppertal in collaborazione con il coreografo e regista Pascal Merighi ispirata alle atmosfere, alle immagini e alla musicalità del testo di Samuel Beckett Le Dépeupleur (Lo Spopolatore). Un lavoro sulla ricerca dell’appartenenza, sull’analisi del sentimento d’isolamento totale all’interno della società, un sentimento di solitudine essenziale. Gli elementi distinti, le strutture e gli ambienti minimalisti del testo di Beckett contaminano la fisicità dei danzatori. Pascal Merighi li ha guidati chiedendo loro di trasportare in scena la propria storia, il proprio stato d’animo, di attraversare i ricordi, così Le Dépeupleur diventa per i danzatori un punto di partenza, un’ispirazione per ritmi, umori ed immagini da cui sviluppano un’interpretazione intensa e personalissima. Il progetto è realizzato con il supporto di: Institut Français Napoli e Institut Français Italia(IFI), Göethe-Institut Napoli, Café ADA/Mare e.V. (Germania) e Ekeby Art and Research (Olanda). Il Trio CDT Wuppertal nasce nel 2009 come progetto di Clementine Deluy, Damiano Ottavio Bigi e Thusnelda Mercy. I tre ballerini, lavorando già insieme nella compagnia del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, hanno voluto approfondire il loro cammino espressivo e sperimentare insieme nuovi percorsi creativi. A partire ...

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“Mangiare e bere. Letame e morte”: una riflessione sui bisogni essenziali

Dall’8 al 13 aprile al Piccolo Bellini va in scena, per la prima volta a Napoli, Mangiare e bere. Letame e morte, scritto e diretto da Davide Iodice e interpretato da Alessandra Fabbri, dopo gli esordi del 2013 a “Primavera dei teatri” e “Benevento Città Spettacolo”. Lo spettacolo è prodotto da Interno 5. È un lavoro di teatro e danza per danzatrice sola. Sola per la verità non è mai, tranne che per il suo corpo stesso: con questo, infatti, e con il racconto e il ricordo, espressi nel movimento ma anche a parole, Alessandra Fabbri costruisce un intero mondo sul palcoscenico. Perlopiù un mondo animato, nella prospettiva etimologica di anima-ae: giacché è un mondo animale, inteso nel suo significato più stretto, di bestia, e nel suo senso totale, di essere vivente. È nel cambio continuo di prospettiva tra donna e animale, dal loro scambio, e nella terzietà del rapporto con il pubblico che si realizza Mangiare e Bere. Letame e Morte: uno spettacolo che, interrogandosi sul senso dell’attorialità, conferma la poetica di Davide Iodice. Vi si ritrovano tutti gli elementi che sono propri al regista e di cui sono costellati i suoi lavori corali, qui precipitati in una persona, ...

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