
È una rilettura in chiave classica e metateatrale del celebre racconto di Prosper Mérimée sulle musiche dell’omonima opéra-comique di Georges Bizet (1875) il secondo titolo della Stagione Danza 2026 del Teatro Comunale di Bologna: Carmen, balletto in due atti proposto nella versione storica ma ancora incredibilmente attuale firmata dal coreografo Amedeo Amodio. Tra i maggiori esponenti italiani dell’arte coreutica del nostro tempo, – e per questo premiato nel 2025 con la Medaglia della Camera dei Deputati – Amodio è protagonista di una lunga collaborazione, fin dagli anni Settanta, con la Fondazione lirico-sinfonica felsinea.
Ideato nel 1995 per Aterballetto – compagine emiliana plasmata alla nascita dallo stesso coreografo –, lo spettacolo è proposto sabato 23 maggio alle ore 20.30 e domenica 24 maggio alle ore 16 al Comunale Nouveau di Bologna nella versione recuperata nel 2017 da Daniele Cipriani Entertainment, che riporta in vita anche i costumi e le scene di Luisa Spinatelli, complice del coreografo nella costruzione di uno spazio scenico essenziale e simbolico, mentre il disegno luci è di Alessandro Caso. Protagonisti il Corpo di ballo del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Paolo Paroni, impegnata nell’esecuzione dal vivo delle musiche di Bizet, adattate e arricchite dagli interventi originali di Giuseppe Calì.
Nel ruolo iconico di Carmen sale sul palcoscenico una delle stelle della danza albanese, Anbeta Toromani, già prima ballerina della compagnia, al suo debutto bolognese, affiancata, nel ruolo di Don José, da Alessandro Macario, danzatore partenopeo formatosi alla Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, impostosi negli ultimi anni come interprete di primo piano all’interno della storica istituzione napoletana. Escamillo è invece Luca Curreli, cresciuto presso il Norwegian National Ballet all’Opera di Oslo, oggi impegnato in ruoli da primo ballerino e solista su palcoscenici internazionali accanto a stelle come Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato, mentre Micaela e il Capitano sono rispettivamente Odeta Dishnica e Gerd Vaso, solisti del Corpo di ballo del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana.
Lo spettacolo si apre infatti con i due protagonisti – Carmen e Don José, qui interpretati dai ballerini Sabina Maklekaj e Gerd Vaso – che danzano sulle note finali dell’opera originale di Bizet. La celebre storia della sigaraia di Siviglia prosegue in questa versione di Carmen mostrando il “dietro le quinte”, in un ribaltamento prospettico che rende il palcoscenico luogo di confine tra finzione e realtà.
Amedeo Amodio descrive così l’impianto metateatrale del balletto: «Sulle ultime note dell’opera si chiude il sipario. In palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene. A poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e man mano, un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte. A questo punto è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei due destini ormai indissolubilmente legati. Così si potranno creare accostamenti scenici imprevedibili e surreali, ma sempre volti verso un’unica fine», in cui ad essere espressa sarà la «“solitudine tragica e selvaggia” di una donna che cerca di affermare il proprio diritto all’incostanza».
Una visione, questa, che si ispira a un ricordo personale del coreografo: una storica rappresentazione di Anna Bolena al Teatro alla Scala nel 1957, con Maria Callas e Gianandrea Gavazzeni. In quell’occasione, il giovane Amodio (allora ballerino) rimase colpito dal silenzio che seguì la chiusura del sipario, un momento di sospensione assoluta che coinvolse interpreti, musicisti, danzatori e personale tecnico.
I biglietti del balletto sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.
Info: https://www.tcbo.it/eventi/danza-2026-carmen/
La Stagione Danza proseguirà al Comunale Nouveau il 24 e 25 giugno con Cluster del Balletto di Maribor, uno spettacolo che fonde danza classica, neoclassica e contemporanea attraverso quattro coreografie firmate dal direttore artistico della compagnia slovena Edward Clug. In autunno sono invece due i grandi appuntamenti in programma al Teatro Europauditorium: l’8 e il 10 ottobre Roberto Bolle sarà protagonista di Caravaggio, con coreografia di Mauro Bigonzetti e musiche di Claudio Monteverdi riorchestrate e ripensate da Bruno Moretti, anche sul podio dell’Orchestra della Fondazione lirico-sinfonica felsinea. Il 28 e 29 novembre sarà la volta di Notte Morricone del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, omaggio coreografico e musicale al cinema e al genio di Ennio Morricone, sempre con protagonista l’Orchestra del TCBO.
Michele Olivieri
Foto di Erald Deda
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