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Orsolina28 Art Foundation – “Fareras” ed “Extreme States of Being”: tra mito ed emozione

L’Open Air Stage di Orsolina28 Art Foundation a Moncalvo si prepara a ospitare una serata all’insegna della danza contemporanea e della ricerca coreografica emergente. Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 19:30, nell’ambito dell’attesissima edizione di Call for Creation, riflettori puntati sulle ultime creazioni di due straordinarie coreografe della scena internazionale: la spagnola Helena Olmedo Duynslaeger e l’australiana Nicola Wills.  In un suggestivo intreccio di narrazioni astratte, fisicità e introspezione, le due autrici esplorano la condizione umana e i suoi limiti emotivi e sociali, trasformando lo spazio scenico in un laboratorio di immagini universali.

Nata a Barcellona e formatasi tra l’Institut del Teatre e la Codarts di Rotterdam, Helena Olmedo Duynslaeger vanta un bagaglio eclettico che unisce la danza tradizionale spagnola a collaborazioni con maestri assoluti come Sidi Larbi Cherkaoui e Benjamin Millepied. Il suo progetto, Fareras, ruota attorno alla potente figura simbolica del faro, inteso come emblema di umanesimo, solitudine, dialogo e memoria marina. In scena, i danzatori Allauné Blegbo, Benoit Couchot, Mathilde Lin e Amélie Olivier rivisitano i miti e le tradizioni ereditati dalle società patriarcali, scardinandoli attraverso una lente corporea profondamente soggettiva. Ispirandosi alla narrazione visiva e all’estetica dello stop-motion, Olmedo plasma una fisicità in cui il corpo si compone e si scompone, fondendosi con ombre e tessuti in veri e propri “disegni viventi” che sfuggono al realismo per toccare corde ancestrali.

Extreme States of Being, della coreografa australiana Nicola Wills, ex demi-soliste dell’Opera Ballet Vlaanderen e oggi coreografa freelance e studentessa di psicologia – è un lavoro nato da un’intensa ricerca emotivo-somatica che incarna perfettamente la sua doppia anima, artistica e scientifica. L’ispirazione per l’opera arriva direttamente da una visita al Museo Edvard Munch e dal celebre capolavoro L’urlo. Wills è rimasta colpita dal fatto che le diverse versioni dell’opera (stampa, dipinto, disegno) siano state realizzate su supporti fragili come la carta o il cartoncino.

Da qui nasce una splendida metafora sul corpo umano: una struttura abbastanza robusta da sostenere il peso delle nostre esistenze, ma così intrinsecamente fragile che la pressione emotiva si spacca, manifestandosi attraverso azioni fisiche dirompenti come il pianto, il riso o un urlo. Attraverso la performance di tre danzatori ‒ David Correa, Kiley Dolaway e Zoe Hollinshead — la narrazione astratta di Wills utilizza immagini grottesche, dualità e intimità per togliere la maschera della facciata sociale e rivelare ciò che si nasconde nel profondo.

ORARI &INFO

Venerdì 12 giugno 2026, ore 19:30

Open Air Stage, Orsolina28

Strada Caminata 28, Moncalvo (AT)

www.orsolina28.it

Lorena Coppola

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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