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Festival Nutida 2026 ‒ Gianni Notarnicola: “NEUTRA”, il corpo prima dell’identità

Notarnicola

Cosa rimane di noi quando ci spogliamo delle definizioni imposte dalla società? Come possiamo abitare il corpo in uno stato di libertà radicale, prima che le aspettative di genere e i codici culturali ne cristallizzino la forma? Queste sono le domande fondamentali che animano NEUTRA, il nuovo ambizioso progetto performativo ideato da Gianni Notarnicola. Prodotto da Stazione Utopia/Nutida Festival, con il sostegno del PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze, lo spettacolo debutterà in prima nazionale al Festival Nutida 2026, segnando l’inizio di un percorso che punta a portare questa riflessione sul corpo, sulla memoria e sull’identità.

Ispirato allo spazio liminale tra infanzia e adolescenza, il lavoro indaga uno stato in cui l’immaginazione precede la definizione sociale. Attraverso un’intensa fisicità, il ritmo e la trasformazione, il performer incarna una creatura ancora fluida, capace di essere tutto e nulla allo stesso tempo. Il progetto attraversa memorie di giochi infantili, immaginazione selvaggia e momenti di soglia, come stare su un trampolino appena prima del salto. NEUTRA mette in discussione il modo in cui si costruisce l’identità e invita il corpo a tornare a uno spazio di possibilità radicale, indagando la fluidità e la molteplicità del sé, celebrando la possibilità di esistere oltre le classificazioni fisse che spesso disciplinano i nostri corpi.

Il lavoro nasce dal desiderio di tornare a quel territorio fragile e potente appena prima dell’adolescenza, quando immaginazione, istinto e gioco guidano ancora l’espressione più della conoscenza, del giudizio o dell’autoconsapevolezza. Al centro del progetto c’è la domanda su come il corpo cambi quando inizia a essere nominato, interpretato, disciplinato e definito socialmente. Attraverso movimento, ritmo e trasformazione, NEUTRA indaga ciò che resta del sé selvatico e fluido che esiste prima che l’identità si fissi.

Il progetto prende avvio da un’immagine drammaturgica: un bambino di dodici anni in piedi su un trampolino alto per la prima volta. Poco prima del salto, il tempo si dilata. Paura e desiderio coesistono. In quell’istante sospeso, il bambino rivisita gli ultimi mesi di quella che chiamiamo infanzia. Ricordi, fantasie e sensazioni fisiche irrompono attraverso il corpo. Giochi, sfide, collisioni, invenzioni e trasformazioni impossibili ritornano in frammenti. Il trampolino diventa una soglia: uno spazio tra innocenza e consapevolezza, tra libertà e condizionamento sociale, tra un corpo che può ancora diventare tutto e un corpo che sta per essere modellato da regole, aspettative e significati imposti.

L’infanzia non è affrontata come nostalgia, ma come uno stato radicale di apertura. È uno spazio in cui il corpo non obbedisce ancora pienamente alle categorie, in cui l’immaginazione può ancora deformare e reinventare la realtà, e dove l’identità rimane instabile, porosa e multipla. Il bambino può essere artista, atleta, mostro, alieno, maschio, femmina, eroe, preda, aggressore, sognatore, tutto allo stesso tempo, e talvolta nulla.

Questa molteplicità è centrale nel progetto ‒ afferma Notarnicola ‒ Mi interessa il corpo come luogo di contraddizione e trasformazione: uno spazio in cui tenerezza e violenza, umorismo e intensità, collasso e desiderio possono coesistere. In questo senso, NEUTRA prosegue la mia più ampia ricerca artistica sul corpo come contenitore mutevole, che resiste a significati fissi e si muove costantemente tra stati emotivi, ritmici e simbolici. Formalmente, il progetto sarà sviluppato come un linguaggio performativo fisicamente intenso, radicato in ritmo, eccesso, instabilità e metamorfosi. Voglio creare un corpo che appaia in continua transizione: giocoso e ferale, estatico e vulnerabile, preciso e spezzato.  La ricerca sul movimento attingerà alla fisicità dell’infanzia: correre, saltare, cadere, nascondersi, lottare, mantenere l’equilibrio, osare, ma non in modo letterale o illustrativo. Piuttosto, queste memorie incarnate saranno trasformate in un vocabolario coreografico che oscilla tra groove e rottura, innocenza e tensione, assurdità e carica emotiva. Anche l’umorismo sarà importante nel lavoro, come forza destabilizzante capace di aprire spazi emotivi e percettivi inattesi. Durante la residenza, intendo concentrarmi su tre principali aree di sviluppo.

In primo luogo, voglio approfondire la ricerca fisica del progetto generando materiale di movimento basato su stati di soglia: sospensione, esitazione, accelerazione, impatto e recupero. Mi interessa in particolare come il corpo custodisca la memoria non come narrazione ma come sensazione, impulso, ritmo e immaginazione muscolare. In secondo luogo, voglio sviluppare  la struttura drammaturgica del pezzo, lavorando su come una serie di trasformazioni, memorie e cambi energetici possano emergere dall’immagine centrale del trampolino. Questo include l’esplorazione della tensione tra tempo lineare e tempo interiore espanso, il modo in cui un singolo secondo prima di un salto può contenere un intero universo emotivo. In terzo luogo, voglio sperimentare con l’ambiente sonoro e spaziale del lavoro, specialmente in relazione a ritmo, atmosfera e proiezione immaginativa. Vedo il suono non semplicemente come accompagnamento, ma come una forza attiva capace di innescare stati, distorcere la percezione e modellare l’esperienza del pubblico rispetto alla transizione ‒ conclude l’artista.

ORARI & INFO

7 luglio giugno 2026, ore 19:00

FESTIVAL NUTIDA NUOVƏ DANZATRICI/ORI

Pomario del Castello dell’Acciaiolo

Via Pantin 63, Scandicci (Firenze)

www.stazioneutopia.com

Lorena Coppola

Photo Credits: Daniele Braida

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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