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Il Don Chisciotte torna alla Scala: debutto dedicato a Davis Aloschi

Dal 2 al 16 luglio torna alla Scala Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, cavallo di battaglia della Compagnia fin dal 1980, quando entrò in repertorio proprio con Nureyev protagonista accanto a Carla Fracci. Da allora, questo balletto è diventato a tutti gli effetti patrimonio della Scala e dei suoi danzatori. E in un abbraccio comune con la Scuola, dalla quale tanti giovani hanno potuto condividere il palcoscenico con i loro colleghi professionisti in moltissimi balletti, compreso Don Chisciotte, il Direttore Frédéric Olivieri e tutto il Corpo di Ballo hanno voluto dedicare la recita di apertura del 2 luglio a Davis Aloschi, giovane allievo della Scuola di Ballo, la cui prematura e tragica scomparsa ha toccato e commosso profondamente anche il Teatro e la sua Compagnia.

Don Chisciotte dunque patrimonio della Scala, e per questo protagonista anche sulle platee internazionali in cui è stato presentato negli anni. La più recente messa in scena, nel gennaio 2026, è stata in Cina, presso l’NCPA di Pechino dove non era mai stato presentato prima; risale al luglio 2018 l’ultima serie di rappresentazioni sul palcoscenico del Piermarini. A distanza di otto anni, il Corpo di Ballo scaligero saluta il suo pubblico prima della pausa estiva riportando a casa questo titolo che, con la sua frizzante energia e con i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, trasporterà con freschezza, allegria e ricchezza coreografica tra divertenti ruoli comprimari e virtuosistici ruoli principali. Una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matador, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi: sulla musica immediata di Minkus le avventure di Don Chisciotte e del fido scudiero Sancho Panza si incrociano, o meglio fanno da pretesto per una storia d’amore e per una serata piena di danza e di temperamento. Fra fughe, inganni e travestimenti, Don Chisciotte danzerà con la sua Dulcinea, la giovane Kitri e il barbiere Basilio coroneranno il loro sogno.

Nel corso delle otto recite brilleranno i protagonisti delle più recenti rappresentazioni scaligere e in trasferta, ma non mancheranno i debutti, nei ruoli, e in nuove partnership. In apertura, il 2 luglio, Nicoletta Manni torna a impersonare lo spumeggiante ruolo di Kitri e Timofej Andrijashenko quello di Basilio; saranno in scena anche il 7 luglio, serata trasmessa in diretta streaming su LaScala.TV dalle ore 19.45. Il 4 e il 10 luglio Alice Mariani e Mattia Semperboni, dopo le trasferte, porteranno il loro Don Chisciotte per la prima volta anche sul palcoscenico del Piermarini. Nuova partnership, l’8 e il 15 luglio, per Martina Arduino e Claudio Coviello che per la prima volta danzeranno assieme questo balletto, così come il 13 luglio Virna ToppiNicola Del Freo. La recita conclusiva del 16 luglio vedrà un debutto nei ruoli protagonisti: in scena sarà la Kitri di Maria Celeste Losa e il Basilio di Navrin Turnbull

Accanto agli interpreti di Kitri e Basilio, numerosi sono gli artisti che ricopriranno i tanti ruoli di questo balletto, alcuni nuovamente e altri per la prima volta, da Don Chisciotte (Edoardo Caporaletti, Gabriele Corrado) al fido scudiero Sancho Panza (Matteo Gavazzi, Fabio Saglibene), dal ricco nobile Gamache (Massimo Garon, Marco Messina poi Christian Fagetti) a Lorenzo (Daniele Lucchetti). Il ruolo della Ballerina di Strada sarà interpretato da Martina Arduino, Virna Toppi, Maria Celeste Losa, Caterina Bianchi mentre il Torero Espada sarà danzato da Marco Agostino, Navrin Turnbull, Christian Fagetti e Darius Gramada. La Regina delle Driadi sarà Maria Celeste Losa poi Gaia Andreanò, Martina Valentini e Letizia Masini e nel ruolo di Amore Agnese Di Clemente, Camilla Cerulli, Linda Giubelli. Lo Zingaro sarà interpretato da Domenico Di Cristo e Federico Fresi ma anche da Francesco Mascia e Saïd Ramos Ponce; la Damigella d’Onore da Gaia Andreanò, Caterina Bianchi, Martina Valentini e Asia Matteazzi; le due Amiche di Kitri saranno Alessandra Vassallo (poi Agnese Di Clemente, Camilla Cerulli, Linda Giubelli) con Caterina Bianchi (poi Linda Giubelli, Vittoria Valerio, Agnese Di Clemente).

 Novità anche sul podio, dove sarà Gavriel Heine, per la prima volta con il Balletto scaligero, a dirigere l’Orchestra del Teatro alla Scala

La produzione
Nel 1959, all’età di 21 anni, Rudolf Nureyev, con Ninel Kourgapkina come partner, offrì una brillante interpretazione del ruolo di Basilio con il Balletto Kirov a Leningrado. Dopo aver deciso di rimanere in Occidente nel 1961, questo divenne uno dei suoi ruoli più iconici, mettendo in luce un’altra sfaccettatura del ballerino-attore: il suo spirito malizioso e il suo talento per la commedia. Rudolf Nureyev danzò il pas de deux finale con Sonia Arova già nel 1962 a New York. Successivamente rimise in scena l’intera opera, ideando una nuova coreografia ispirata a Marius Petipa e Alexandre Gorski per l’Opera di Vienna nel 1966, e chiedendo a John Lanchbery di lavorare su diversi arrangiamenti della musica di Minkus per conferirle un carattere più vivace. Lo riportò in scena nel 1970 con l’Australian Ballet con scene e costumi di Barry Kay e con la Compagnia australiana verrà immortalato nella famosissima versione cinematografica nel 1972 con Nureyev per la prima volta dall’altra parte della cinepresa. Nureyev riprende poi la sua versione in vari paesi: nel 1979, per l’Opera di Zurigo la rimonterà con le scene e i costumi, poi più volte utilizzati, di Nicholas Georgiadis. L’anno successivo, dopo averla proposta con questo allestimento anche al pubblico londinese, al Coliseum, la presenterà al Teatro alla Scala. E siamo al 1980: il celebre balletto, con Nureyev protagonista accanto a Carla Fracci, entra nel repertorio scaligero per non uscirne mai più, diventando sempre più scaligero, con nuove scene di Raffaele Del Savio e nuovi costumi di Anna Anni realizzati nel 1987 appositamente per il Teatro alla Scala.

Come sottolinea Alexander Bland, in un passaggio citato sul sito della Nureyev Foundation, «Questa versione mette in luce ancora più chiaramente il modo in cui Nureyev gestiva i grandi movimenti di scena: i numeri spagnoli volteggiano attorno all’enorme piazza del villaggio e formano un’ingegnosa varietà di configurazioni volte a mettere in risalto i passi caratteristici della Spagna. Sebbene la sequenza puramente classica della «visione» di Dulcinea e delle Driadi fosse eseguita nella sua interezza – esattamente come tramandata dalla tradizione del Kirov – Nureyev la precedeva con una scena ambientata in un accampamento di zingari come pretesto per sviluppare un incontro amoroso tra Kitri e Basilio: un pas de deux al chiaro di luna sotto le pale di un gigantesco mulino a vento. Rudolf Nureyev ha inoltre ridotto il balletto a tre atti con prologo: gli zingari, i mulini a vento e il teatro delle marionette sono stati fusi in un’unica scena, seguita dall’apparizione delle Driadi. Nureyev ampliò notevolmente l’aspetto comico. Nella sua versione, introdusse lo spirito della «Commedia dell’Arte» (…)

E infatti Nureyev commentava “Ho cercato di riportare i sei personaggi principali del balletto alle maschere della Commedia dell’arte. Chisciotte e Pantalone, Kitri e Colombina, Basilio e Pierrot. Non volevo che la storia girasse intorno a Don Chisciotte, ma che fosse incentrata sulle reazioni della gente nei suoi confronti. All’inizio odiavo la figura di Don Chisciotte. Non l’ho capita per molto tempo. Stavo dalla parte della gente. Poi ho letto il libro! C’è così tanto che in un balletto si può sfiorare solamente la superficie. Ho cercato di metterci un mucchio di cose che avevo provato leggendo il libro… Poi, volevo una parte comica, e poiché nessun coreografo me ne aveva mai offerta una, me la sono fatta da me”.

Dalla Scala al mondo e ritorno
Innumerevoli sono le trasferte che hanno visto protagonista questo balletto, dal Giappone al Messico, dal Kazakhstan alla Cina e fino all’Australia, per la prima tournée in assoluto della Scala nel Continente – per citare solo quelle del nuovo millennio – con la più recente nel gennaio 2026 al prestigioso National Centre for the Performing Arts (NCPA) di Pechino. Ma dall’ultima presenza in Scala del 2018, non sono mancate altre occasioni per celebrare questa produzione, in forma integrale soltanto (nell’ottobre 2021) al TAM Teatro Arcimboldi, ma in forma di estratti nei gala e nelle serate composite, alla Scala e dintorni, non potendo mancare la sua energia e il virtuosismo esplosivo a chiudere in maniera travolgente i vari programmi: nel 2021, il Grand pas de deux del terzo atto è parte di “Grandi Momenti di danza” trasmessa il 25 febbraio su Rai 5 e Rai Play; a marzo dello stesso anno, in “Omaggio a Nureyev” sul sito e i canali Facebook e YouTube del Teatro alla Scala entrano estratti dall’atto secondo, dallo zingaro al quadro del giardino delle Driadi, e a luglio nelle varie sedi de “La Scala in Città” sempre dall’atto terzo si danza il Fandango, l’Adagio e la coda dal Grand pas e il Finale, per poi tornare sempre con il Grand pas dall’atto terzo nella edizione 2025 del Gala Fracci.

INFO: www.teatroallascala.org

Michele Olivieri

Foto di Brescia e Amisano © Teatro alla Scala

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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