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Addio a Jay Augen, il maestro della Batsheva Dance Company

Dalla School of American Ballet a Tel Aviv, passando per il New York City Ballet, l’American Ballet Theatre e Parigi: la storia di un artista americano che ha dedicato la propria vita alla tecnica classica e alla formazione dei danzatori della celebre compagnia israeliana.

La danza perde una figura importante della sua storia pedagogica. Jay Augen, ballerino e maestro di balletto legato per decenni alla Batsheva Dance Company, è stato ricordato in queste ore da molti professionisti che hanno avuto la fortuna di studiare e perfezionarsi con lui.

Jay Allen Augen nacque a New York nel 1954. Secondo la biografia conservata nell’archivio storico della Batsheva, iniziò a studiare danza classica all’età di nove anni e fu ammesso alla prestigiosa School of American Ballet, una delle istituzioni fondamentali per la formazione dei danzatori destinati al repertorio classico americano.

Durante i sei anni trascorsi alla scuola ricevette anche una borsa di studio per frequentare l’American Ballet Theatre School, dove studiò con Patricia Wilde, figura di primo piano della tradizione ballettistica statunitense.

Il suo percorso proseguì al New York City Ballet, dove entrò come apprendista. Fu un passaggio importante per la sua formazione artistica: in quell’ambiente poté conoscere e interpretare una parte significativa del repertorio di George Balanchine, maestro che aveva profondamente trasformato il linguaggio del balletto classico, privilegiando musicalità, velocità, chiarezza del disegno e una relazione particolarmente intensa tra corpo e partitura.

Augen continuò poi gli studi con l’Harkness Ballet, entrando successivamente nella compagnia. Queste esperienze gli permisero di approfondire una tecnica fondata sulla precisione, sulla coordinazione e sulla consapevolezza musicale, elementi che avrebbero caratterizzato il suo successivo lavoro pedagogico.

Nel 1973 Augen arrivò in Israele per danzare durante il festival estivo con l’Israel Classical Ballet. In seguito entrò nella Bat-Dor Dance Company, una delle realtà che contribuirono allo sviluppo della danza professionale nel Paese. Nel 1975 approdò alla Batsheva Dance Company, realtà fondata nel 1964 e divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale per la danza contemporanea.

La Batsheva aveva una storia particolare: nata anche grazie al rapporto con Martha Graham, aveva sviluppato un’identità aperta all’incontro tra differenti tradizioni coreografiche, artisti internazionali e nuove ricerche sul movimento. La sua evoluzione avrebbe trovato una delle espressioni più note, negli anni successivi, nel lavoro di Ohad Naharin.

In un contesto simile, la presenza di un maestro con una solida formazione classica rappresentava una risorsa preziosa. La tecnica accademica non era un fine in sé, ma uno strumento da mettere in relazione con le esigenze di un repertorio in continua trasformazione.

Augen iniziò a insegnare le lezioni di compagnia e seguì anche i danzatori di Batsheva II, il gruppo dedicato ai giovani interpreti. Si occupò inoltre della preparazione degli allievi avanzati della scuola di Lea Shubert a Haifa.

Dopo una pausa di due anni trascorsa a Parigi, nel 1984 fu invitato a tornare alla Batsheva per assumere l’incarico a tempo pieno di Ballet Master. Da quel momento scelse di stabilirsi in Israele. Il suo lavoro non si limitava alla conduzione delle lezioni quotidiane. Un ballet master accompagna la crescita tecnica degli interpreti, lavora sulle esigenze dei singoli corpi, prepara i danzatori ad affrontare le difficoltà del repertorio e contribuisce a mantenere un livello di precisione e consapevolezza condiviso all’interno della compagnia.

Nel caso di una realtà come la Batsheva, dove la formazione classica convive con una ricerca contemporanea molto personale, questo ruolo richiede una particolare capacità di adattamento. Il danzatore deve possedere strumenti tecnici solidi, ma anche saperli trasformare, abbandonare quando necessario e reinventare in funzione delle richieste coreografiche.

L’esperienza maturata da Augen nel balletto americano, insieme al repertorio di Balanchine e al lavoro con compagnie differenti, gli offriva un patrimonio tecnico e musicale particolarmente articolato. Le testimonianze di chi ha studiato con lui suggeriscono che il suo insegnamento avesse proprio questa funzione: fornire una base classica capace di sostenere, senza irrigidirla, la personalità artistica del danzatore.

Il coreografo e danzatore israeliano Ido Tadmor, ricordando la propria formazione, ha indicato Augen come uno degli insegnanti che più lo hanno influenzato durante il periodo alla Batsheva. Tadmor ha ricordato anche il riferimento allo stile balanchiniano, che si accordava con la sua precedente preparazione classica.

È un dettaglio significativo, perché aiuta a comprendere quale fosse il valore della presenza di Augen: portare dentro una compagnia contemporanea la precisione e la musicalità del balletto classico, rendendole strumenti utili anche a interpreti impegnati in linguaggi diversi.

Fondata dalla baronessa Batsheva de Rothschild nel 1964, la Batsheva Dance Company ha costruito la propria identità attraverso l’incontro tra la tradizione di Martha Graham, le opere di coreografi internazionali e la ricerca di artisti israeliani. In questo percorso, la formazione dei danzatori ha sempre avuto un ruolo essenziale. La qualità di una compagnia non dipende soltanto dalle coreografie che presenta o dai nomi che ne firmano le creazioni, ma anche dal lavoro quotidiano svolto in sala: dalla preparazione fisica, dall’attenzione al dettaglio, dalla capacità di ascoltare e comprendere il movimento.

Il contributo di Augen appartiene a questa dimensione meno visibile dello spettacolo. Il pubblico vede il danzatore sulla scena, ma raramente conosce le ore di lavoro che ne sostengono la presenza: le lezioni, le correzioni, le ripetizioni, le indicazioni sulla musicalità e sul controllo del corpo. Eppure è proprio lì che si costruisce una parte fondamentale dell’arte della danza.

Il riconoscimento ricevuto nel 1983 con il Premio Yair Shapira, assegnato nell’ambito della danza israeliana, costituisce un ulteriore elemento documentato del suo percorso. Il premio compare nell’elenco storico dei riconoscimenti pubblicato dalla stessa Batsheva. La storia di Jay Augen è quella di un artista che attraversò mondi diversi senza rinunciare alla propria formazione: la scuola americana, il repertorio del New York City Ballet, l’esperienza dell’Harkness Ballet, le compagnie israeliane e infine il lungo lavoro pedagogico alla Batsheva.

Non è soltanto una successione di tappe professionali. È anche la storia di un trasferimento di conoscenze tra generazioni e culture della danza. La sua vicenda ricorda quanto sia complesso il rapporto tra balletto classico e danza contemporanea. La tecnica non deve necessariamente limitare la libertà del movimento: può offrirgli una struttura, una maggiore consapevolezza e la possibilità di affrontare nuove sfide.

Ma perché questo accada, occorre un insegnante capace di andare oltre la correzione formale e di comprendere le necessità artistiche di chi ha davanti. Perché la vita di un danzatore si misura anche negli spettacoli che ha interpretato, mentre quella di un grande insegnante continua nelle persone che ha contribuito a formare.

E quando quelle persone salgono sul palcoscenico, una parte del lavoro del maestro è ancora presente: nella precisione di un gesto, nella qualità di un appoggio, nella musicalità di una sequenza, nella libertà con cui il corpo riesce finalmente a parlare.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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