
Giovedì 8 ottobre, in prima serata alle ore 21.20, Rai 5 regala agli appassionati del grande balletto un appuntamento imperdibile con uno dei capolavori assoluti e più immortali della storia della danza romantica, Giselle, proposto in una magnifica ripresa televisiva che vede protagonisti il talento luminoso di Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko nei ruoli dei due sfortunati amanti.
L’opera, pietra miliare del balletto d’azione, affonda le sue radici storiche nella Parigi della monarchia di luglio, debuttando con trionfo assoluto all’Académie Royale de Musique il 28 giugno 1841 su un libretto di Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e sulle struggenti, evocative musiche di Adolphe Adam, pensate per dare un’anima sonora a ogni sfumatura psicologica e drammaturgica della vicenda.
La celeberrima coreografia originale firmata da Jean Coralli e Jules Perrot — con i passi a due e le variazioni solistiche integrate da Marius Petipa nei decenni successivi — trova in questa produzione scaligera una delle sue espressioni più alte, nobilitata dal prezioso lavoro di ripresa curato nel 1950 dalla leggendaria étoile Yvette Chauviré, la quale impresse al titolo un sigillo di stile e di eleganza stilistica che da allora appartiene indissolubilmente al patrimonio genetico del Teatro alla Scala.
La drammaturgia si sviluppa con una perfezione strutturale simmetrica e binaria, contrapponendo la radiosa solarità del primo atto, immerso nella vita contadina tra vendemmie, feste popolari e l’inganno d’amore del nobile Albrecht travestito da paesano, all’atmosfera spettrale, lunare e spietata del secondo atto, dominato dal regno delle Willi, gli spiriti vendicativi delle fanciulle morte prima delle nozze guidate dalla regina Myrtha, dove tuttavia l’amore sincero e la forza redentrice del perdono riescono a salvare l’amato dal logorio della morte.
Sul palcoscenico milanese, questo universo estetico ed emozionale prende vita attraverso la straordinaria coesione e il rigore stilistico del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, guidato con lungimiranza da Frédéric Olivieri, che restituisce al pubblico la complessità tecnica e interpretativa di una partitura coreografica tra le più impegnative del repertorio ottocentesco.
Alla grandezza di questa messinscena contribuisce in modo determinante l’allestimento storico firmato da Aleksandr Benois, celebre artista del movimento Mir iskusstva e collaboratore dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, le cui scenografie e costumi originari del 1924 sono stati gelosamente custoditi, restaurati e rinnovati nel tempo senza mai alterare quella raffinata identità visiva di stampo tardo-romantico che evoca le stampe e i paesaggi della Renania.
Titolo di punta e vero e proprio biglietto da visita della Compagnia scaligera, questa edizione di Giselle vanta una straordinaria vocazione internazionale, essendo stata accolta con trionfi oceanici nei teatri più prestigiosi del mondo durante innumerevoli tournée che hanno toccato l’Oman, il Brasile, la Cina, la Francia, gli Stati Uniti e l’Australia, suggellando il suo più recente e acclamato trionfo nel 2024 sul palcoscenico del Grand Theatre di Shanghai.
Ad accompagnare la narrazione scenica e a sostenere la tensione drammatica e lirica dell’intera rappresentazione concorre la bacchetta esperta e raffinata di Mikhail Agrest, direttore d’orchestra americano residente in Germania, la cui brillante carriera internazionale spazia con eclettismo dall’opera lirica al grande repertorio sinfonico fino alla complessa concertazione per il balletto, guidando con precisione millimetrica l’Orchestra del Teatro alla Scala nell’interpretazione di una partitura che continua, a quasi due secoli dalla sua nascita, a commuovere e a incantare le platee di tutto il mondo.
Michele Olivieri
Foto di Brescia-Amisano, Teatro alla Scala
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