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Il danzatore Vincenzo Petronzi “allo specchio”

Balletto classico preferito?
La Bayadère.

Balletto contemporaneo preferito?
Woolf Works di Wayne McGregor.

Teatro del tuo cuore?
Il Teatro alla Scala.

Un romanzo da trasformare in balletto?
Cime tempestose di Emily Brontë, per l’intensità emotiva e la ricchezza dei personaggi, perfettamente traducibili nel linguaggio del balletto.

Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il Gattopardo di Luchino Visconti.

Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il costume del primo atto del pas de deux de Lo Schiaccianoci all’Accademia del Teatro alla Scala, perché non mi faceva sentire distante da ciò che sono, anche fuori dal palcoscenico.

A quale colore associ la danza?
Bianco.

Che odore ha la danza?
Ambra, perché è un profumo che si costruisce lentamente e resta nel tempo, proprio come la danza.

La musica più bella mai scritta per il balletto?
Ludwig Minkus, La Bayadère.

Un film di danza indimenticabile?
Dancer (2016), il documentario su Sergei Polunin, perché racconta il talento assoluto insieme alla fragilità del percorso.

Due miti della danza del passato: uomo e donna?
Carla Fracci e Vladimir Vasiliev.

Il tuo passo di danza preferito?
L’arabesque, perché è il passo in cui la danza rinuncia a tutto ciò che è superfluo e resta soltanto la purezza della linea.

Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Lensky in Onegin, perché è un personaggio che danza ciò che non riesce a dire.

Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Marius Petipa.

Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Le direi grazie per aver camminato con me ogni giorno, in silenzio.

Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Cura, dedizione, rigore.

Come ti vedi allo specchio oggi?
Mi vedo in continua evoluzione, con fiducia e una grande passione per ciò che faccio, nonostante le mie insicurezze.

Michele Olivieri

Foto di Ashley Taylor

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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