
All’inizio del percorso nella danza, il ballerino osserva il maestro spiegare i passi e spesso si trova a pensare: ‘Non ci riuscirò mai’.
Ma la bellezza e l’importanza della danza risiedono in ciò che accade dopo, nel momento in cui si decide di provare comunque.
Danzare infatti è un atto di audacia quotidiano. È una delle scuole più potenti che esistano per forgiare il carattere. Insegna a credere in se stessi, a coltivare il coraggio e a ridefinire costantemente i confini di ciò che si ritiene impossibile.
Quando si affronta un movimento complesso, equilibri, salti, combinazioni di passi che sembrano un rompicapo, la danza costringe a fare i conti con il limite.
In quel preciso istante si apprende la lezione più importante: sostituire il ‘Non ci riuscirò mai’ con il ‘Non ci riesco, per ora’.
In sala danza infatti il fallimento e l’errore perdono la loro accezione negativa. Sbagliare un passo, confondere una direzione non sono verdetti di incapacità, ma dati di fatto, tappe necessarie del percorso di crescita.
Quando, dopo decine di tentativi andati a vuoto, quel movimento riesce, si capisce che la distanza tra l’impossibile e il possibile è solo una questione di tempo, pazienza e dedizione.
Saltare significa accettare il rischio di cadere. Eseguire una pirouette richiede il superamento della paura di perdere il controllo e imparare a fidarsi del proprio corpo.
Esso possiede una saggezza che la razionalità spesso ignora. La mente è prudente, talvolta pigra, ci protegge replicando ciò che già conosce. La danza rompe questo schema.
Attraverso lo studio, il corpo impara a fare cose che il cervello non sa spiegare. Impariamo che siamo più complessi, plastici e capaci di quanto la nostra narrazione interna ci conceda di credere.
Questa consapevolezza diventa un’attitudine che si sedimenta nella postura, nel modo di camminare, nello sguardo e nel modo di affrontare i problemi. Davanti a una difficoltà personale o a un cambiamento improvviso, l’eco della vittoria corporea riaffiora e fa capire che ogni ostacolo è superabile.
A prescindere dal livello, dall’età o dallo stille, dunque le lezioni di danza, costituiscono un laboratorio protetto che costringe a esplorare percorsi motori inediti, arricchendo l’alfabeto corporeo ed emotivo.
Il vero traguardo non è eseguire il passo perfetto, ma imparare che la parola ‘impossibile’ ha smesso di essere un limite ed è diventata un punto di partenza.
Stefania Napoli
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