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Tag Archives: danza contemporanea

Il coreografo e performer Riccardo Buscarini “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Sylvia di Frederick Ashton. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Manon di Kenneth McMillan. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Covent Garden. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Il deserto dei tartari di Dino Buzzati. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Melancholia di Lars Von Trier. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Arlecchino nella Traviata di Franco Zeffirelli. Quale colore associ alla danza? Il colore del cielo e delle sue infinite possibilità. Di che profumo sa la danza? Velluto rosso di tutti i teatri. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Tutte le sinfonie di Tchaikovsky. Quale film di danza consideri imprescindibile? The Company di Robert Altman. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn come icone di stile e classe immortale. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Grande allegro. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? La fata dei Lillà! Chi consideri il più grande genio della ...

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Equilibrio Dinamico in una coreografia di (LA)HORDE a Reggio Emilia

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 19, al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, la XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri accoglie People used to die, coreografia del collettivo francese (LA)HORDE — direttori artistici del CCN Ballet national de Marseille dal 2019, nel 2025 fra i cento artisti più influenti al mondo secondo ArtReview. In scena Equilibrio Dinamico Dance Company, compagnia barese fondata da Roberta Ferrara nel 2011, che con questo pezzo celebra i propri quindici anni: quindici interpreti, una transenna sullo sfondo, i codici della Mainstream Hardcore — hardjump, hakken, jumpstyle — nati nei rave gabber del Nord Europa a cavallo fra gli anni Novanta e i primi Duemila, qui estratti dai piazzali e riscritti come partitura per la scena. L’hardjump e il jumpstyle sono nati nella scena hardcore europea come stili di ballo per la musica gabber; l’hakken è la variante olandese, sviluppatasi nei rave dei primi anni Duemila. Sono linguaggi cresciuti fuori dal teatro, nei piazzali, nelle sale industriali, nei rave illegali. (LA)HORDE li riconduce a una scrittura coreografica: le figure tecniche — quello che nel gergo si chiama tricks — perdono progressivamente la loro funzione originaria e diventano materiale per interrogare il rapporto fra ...

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“Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento”

  Il 15 ottobre 2026 debutterà in prima assoluta alla Fonderia di Reggio Emilia Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento, la nuova creazione firmata dalla giovane autrice e coreografa Marianna Basso per Stazione Utopia di Firenze, a cura di Aldo Nolli, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, in collaborazione con CCN/Aterballetto. Nata da un’idea di Luca Scarlini, la performance, inserita nella rassegna “Dance Playground” del Centro Corografico Nazionale Aterballetto, si ispira a Mine-Haha di Frank Wedekind. Sul palco Luca Scarlini, autore del racconto, le danzatrici Vitapia Motta, Linda Pasquini e la stessa Marianna Basso, che firma anche scene e costumi. Lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Spartaco Cortesi e della mise en espace di Saverio Cona. Frank Wedekind, maestro del grottesco teatrale e precursore dell’Espressionismo, ha firmato nel 1900 un racconto perfetto: Mine-Haha, la storia di una misteriosa scuola in cui bambine e bambini vengono guidati verso una perfezione tecnica ineguagliabile, trasformando un luogo di apoteosi estetica in una spietata macchina di prigionia. Questa favola nera ha ispirato Dario Argento per il suo Suspiria, ambientato in una Tanzakademie a Friburgo teatro di orrori ...

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Il maestro internazionale Franco De Vita “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Giselle di Mats Ek. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Metropolitan Opera House di New York. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Il Piccolo Principe. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Evita. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Uccellino Azzurro. Quale colore associ alla danza? Viola. Di che profumo sa la danza? Dolce. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? La Bella Addormentata. Quale film di danza consideri imprescindibile? Due vite una svolta. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Batteria – Entrechat. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Franz in Coppélia. Chi consideri il più grande genio della coreografia di tutti i tempi? George Balanchine. Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti? Sarebbe orgogliosa della straordinaria bellezza dei ballerini di tutto il mondo. In tre parole, ...

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La Lalangue: una coreografia di Giacomo Luci tra pianoforte e corpo

Daniele Cipriani Entertainment LA LALANGUE: UNA COREOGRAFIA DI GIACOMO LUCI Kreisleriana, Op. 16 di Robert Schumann — tra pianoforte e corpo Dopo l’anteprima, in programma al Teatro Abeliano di Bari (8 ottobre, ore 21:00), la performance La Lalangue debutterà al Romaeuropa Festival nell’ambito del programma della sezione Dancing Days presso il Mattatoio (10 ottobre, ore 19). Sarà poi al Teatro Civico di Sassari (11 ottobre, ore 20:30) e, infine, al Visavì Gorizia Dance Festival presso il Teatro Comunale di Cormons (GO) (17 ottobre, ore 18). La Lalangue nasce dall’ascolto di Kreisleriana, il ciclo che Robert Schumann scrisse nel 1838, e dalla lettura che ne offre Roland Barthes nel saggio Rasch (1975), dove riconosce nella partitura musicale l’irruzione di un linguaggio che precede la parola — fatto di colpo, ritmo e pulsione. Nella trasposizione coreografica e registica di Giacomo Luci, quel quasi parlando, che la musica conosce come indicazione espressiva, prende corpo e diventa immagine enigmatica che conduce alla soglia del dire. Non si tratta di un commento coreografico alla musica, ma di un tentativo di rendere visibile la semantica musicale che Barthes individua nel ciclo schumanniano. Kreisleriana viene eseguita dal vivo e integralmente dalla pianista Beatrice Barison, e costituisce l’ossatura ...

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Il maestro internazionale Raymond Lukens “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Les Sylphides, nella versione originale di Michel Fokine, preservata da Dimitri Romanoff. Non la versione resa celebre dal film con Mikhail Baryshnikov: quella oggi in repertorio è stata riportata in scena da Kirk Peterson su richiesta di Kevin McKenzie. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Rodeo. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Metropolitan Opera House di New York. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Frida. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Quello di The Four Temperaments. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Perché contiene tutti i colori, come la danza contiene tutte le emozioni. È il colore della luce, dell’eleganza e di quella pagina ancora vuota sulla quale il corpo comincia a scrivere. Di che profumo sa la danza? Sa di palcoscenico: di legno, di resina, di sudore e di fiori. Ma soprattutto sa di passione. È un profumo che non si può comprare e che, una volta respirato, rimane per sempre. Qual è il brano musicale più ...

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Dance Umbrella Festival 2026: Mamela Nyamza inaugura con “The Herd/Less”

Il prestigioso Dance Umbrella Festival, uno dei festival di danza internazionale più importanti di Londra, si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un evento di altissimo profilo artistico. Dall’8 al 10 ottobre 2026, il palcoscenico del Sadler’s Wells East ospiterà la prima britannica di The Herd/Less, la nuova e potente creazione della celebre artista sudafricana Mamela Nyamza. La scelta di affidare l’apertura del festival a Nyamza conferma il ruolo di primo piano della coreografa nel panorama performativo contemporaneo. Già acclamata a Londra per il successo di Hatched Ensemble (spettacolo d’apertura del Dance Umbrella 2024) e fresca del prestigioso Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2026, l’artista torna nella capitale britannica con un’opera tagliente e profondamente evocativa. Il titolo dell’opera gioca sul duplice significato del termine inglese herd (branco/gregge): da un lato evoca l’immagine di una collettività che si muove in perfetta armonia; dall’altro richiama un gruppo diretto, modellato e sottomesso da rigide forze culturali e fisiche. Attraverso la ripetizione e il rituale, Nyamza esplora la sottomissione silenziosa dell’individuo al gruppo. L’uso di oggetti tradizionali dell’Africa meridionale, storicamente associati all’autorità maschile, si trasforma sul palco sia in un simbolo di status sia in un vero e proprio strumento di controllo. L’utilizzo ...

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Crystal Pite – NDT 1 & Kidd Pivot al Festival Aperto di Reggio Emilia

ALCHIMIA Un progetto site specific per Collezione Maramotti Commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara 1 – 4 ottobre 2026 Collezione Maramotti, Reggio Emilia La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max ...

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Opéra de Paris

Opéra de Paris, il Concours de Promotion: date, posti e variazioni

Il Ballet de l’Opéra national de Paris si prepara a uno degli appuntamenti più attesi della propria stagione interna: il Concours de Promotion 2026, in programma giovedì 29 e venerdì 30 ottobre al Palais Garnier. Un appuntamento che, più di un semplice esame, rappresenta ogni anno un momento importante nella vita della compagnia, perché determina il passaggio dei danzatori alle categorie superiori. Anche quest’anno viene confermata la formula introdotta nella precedente edizione: per ciascun grado i candidati potranno confrontarsi con tre variazioni imposte, differenti per stile e linguaggio. Una scelta che mette in primo piano non soltanto la preparazione accademica, ma anche la capacità dell’artista di adattarsi a repertori molto diversi. La particolarità dell’Opéra di Parigi resta proprio nella natura del concorso. Mentre nelle principali compagnie internazionali la progressione dei danzatori dipende generalmente dalle decisioni della direzione, all’Opéra la promozione è tradizionalmente legata a questa prova pubblica interna. Un sistema che affonda le proprie radici oltre un secolo fa e che, negli ultimi anni, ha attraversato diverse modifiche. Con l’arrivo di José Martinez alla direzione della Danza, il meccanismo era stato inizialmente ridimensionato, prevedendo il concorso soltanto per alcune categorie. Successivamente era rimasto riservato ai Quadrilles, per poi tornare, nella ...

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Gennaro Chianese del Ballett Theater Magdeburg “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle, per la sua narrativa ed estetica senza tempo. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? Ogni teatro in cui ho danzato ha un posto speciale nel mio cuore, ma la Royal Swedish Opera di Stoccolma, dove ho mosso i primi passi della mia carriera professionale e dove ho scoperto la mia passione per l’opera lirica, occupa un posto particolare. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, essendo uno dei miei romanzi preferiti. Quale film trasformeresti in un balletto? Il Gattopardo, di Luchino Visconti, si presterebbe a una grande reinterpretazione danzata. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Quello de Lo Specchio di Biancaneve, nella reinterpretazione coreografica di Jörg Mannes. Il costume di Louise Flanagan prevedeva anche delle applicazioni argentate sul viso e sui capelli. Mi ha particolarmente ispirato e fatto sentire nel personaggio. Di che colore è la danza? La danza è una moltitudine di colori, perché cambia continuamente sfumature con ciò che racconta e con il momento della vita in cui la si attraversa. Che profumo ha ...

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