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Tag Archives: danza contemporanea

Dancing City Summer Edition presenta tre coreografi internazionali

Il 26, 27 e 28 agosto Milano Dancing City Summer Edition porta in città tre coreografi internazionali per altrettanti spettacoli a ingresso gratuito nel Municipio 3. Enzo Cosimi con V.V.A. – Venere incontra Adone, Fernando Suels Mendoza del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch con Scintilla tra le ombre per ARB Dance Company, Andrea Costanzo Martini con Francesca Foscarini in Pas de Cheval. Si chiude il 13 settembre a BASE con il laboratorio performativo che permetterà di prendere parte all’ultimo spettacolo della Compagnia Lost Movement. Si inizia mercoledì 26 agosto alle 21.00 all’Auditorium Stefano Cerri / Casa di Quartiere Valvassori-Peroni con la performance site-specific interpretata da Alice Raffaelli e Leonardo Rosadini V.V.A. – Venere incontra Adone della Compagnia Enzo Cosimi in cui il coreografo prosegue la sua ricerca sul poema shakespeariano Venus and Adonis rileggendolo in chiave contemporanea, scomponendo l’azione scenica e isolando i dettagli fino a generare un nuovo paesaggio drammaturgico a metà tra installazione e azione performativa. Giovedì 27 agosto alle 21.00 alla Casa di Quartiere Feltre è la volta di Scintilla tra le ombre, creato da Fernando Suels Mendoza, storico danzatore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, per il danzatore Marco Munno di ARB Dance Company; ispirandosi liberamente a Il ...

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Cloud Gate Dance Theatre inaugura l’edizione 2026 di Torinodanza Festival

L’edizione 2026 di Torinodanza Festival, diretto da Anna Cremonini e realizzato dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, si terrà dal 9 settembre all’11 ottobre 2026. L’inaugurazione del Festival, in programma mercoledì 9 settembre 2026 (con replica il 10 settembre), alle Fonderie Limone di Moncalieri, sarà affidata a CHENG Tsung-lung e a Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan con il debutto in prima nazionale dello spettacolo Sounding Light, una coproduzione National Performing Arts Center – National Theater & Concert Hall, National Kaohsiung Center for the Arts (Weiwuying), National Taichung Theater. La pandemia ha spinto CHENG Tsung-lung, direttore artistico di Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan, a riconsiderare il mondo intorno a sé. Durante il periodo di isolamento forzato a Taiwan, nel momento in cui l’attività umana e l’inquinamento acustico erano ridotti al minimo, ha ascoltato i suoni della foresta – gli insetti, gli uccelli, il vento tra gli alberi – e ha riflettuto sull’equilibrio tra la vita umana e l’ambiente naturale e le loro fragilità. In Sounding Light, che si svolge idealmente nell’arco di una giornata, CHENG Tsung-lung ha integrato suono e danza. I danzatori stessi creano gran parte della colonna sonora, come elemento naturale della loro performance: i ...

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Davide Dato: un compleanno tra talento e passione

Oggi celebriamo il compleanno di Davide Dato, nato a Biella il 20 agosto 1990, uno dei più prestigiosi e riconosciuti interpreti italiani della danza classica sulla scena internazionale. Nel panorama mondiale della danza, il nome di Davide Dato si è affermato negli anni come simbolo di talento, determinazione, eleganza e straordinaria professionalità. Primo ballerino del Wiener Staatsballett, il Balletto dell’Opera di Vienna, Davide ha costruito una carriera di assoluto rilievo, distinguendosi nei grandi ruoli del repertorio classico e contemporaneo e portando sui più importanti palcoscenici internazionali il valore e la tradizione della scuola italiana. La sua è una storia che parte da Biella e arriva nel cuore della cultura europea. Fin dai primi anni, la passione per la danza si trasforma in una vera vocazione e in un percorso di formazione rigoroso, fatto di sacrifici, studio quotidiano e costante ricerca della perfezione. Una disciplina che, unita a un talento naturale fuori dal comune, gli permette di confrontarsi molto presto con alcune delle più prestigiose istituzioni della danza internazionale. Davide si forma alla Ballettakademie der Wiener Staatsoper, una delle più importanti scuole di danza del mondo, dove acquisisce una solida preparazione tecnica e artistica. Successivamente perfeziona la propria formazione negli Stati ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Graham

Il linguaggio della tecnica Graham si fonda sull’idea che il movimento possa esprimere con autenticità il mondo interiore della persona. Ogni gesto nasce da un impulso emotivo e trova nel corpo il proprio mezzo di comunicazione, trasformando la danza in una forma di narrazione capace di trasmettere tensioni, conflitti, desideri e stati d’animo senza ricorrere alla parola. In questa prospettiva il movimento non è mai puramente decorativo, ma possiede un significato preciso, costruito attraverso la relazione tra respirazione, peso, spazio e dinamica. Lo stile della tecnica Graham è immediatamente riconoscibile per la sua intensità espressiva e per la forte componente drammatica. I movimenti alternano contrazione e rilascio, creando un continuo dialogo tra energia e abbandono, forza e vulnerabilità. Il corpo lavora spesso vicino al suolo, sfruttando la gravità non come limite ma come elemento creativo, mentre improvvisi slanci verso l’alto evocano il desiderio di superare ostacoli fisici ed emotivi. Le linee del corpo sono decise, i gesti essenziali e privi di artificio, orientati a comunicare emozioni autentiche piuttosto che a ricercare un ideale estetico. Anche l’uso dello spazio contribuisce a definire il linguaggio della tecnica. Il danzatore percorre direzioni diverse con movimenti ampi, torsioni del busto, spirali e cambi repentini ...

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A Piacenza il corpo incontra l’immagine: workshop gratuito di dAS FESTIVAL

Nell’ambito di dAS FESTIVAL 2026 – Tema e Variazioni diretto da Riccardo Buscarini, dal 16 al 18 settembre a Piacenza si terrà “Camera With a View – videocamera con vista”, workshop gratuito dedicato alla Dance for the Screen, condotto dall’artista, cineasta e coreografo Fu LE, direttore della compagnia francese Cie Tetrapode. Il progetto nasce dall’interesse per la relazione tra corpo, movimento e immagine in movimento e invita artisti e artiste provenienti da diverse discipline — danza, cinema e video, musica, arti visive, teatro e altre pratiche performative — a confrontarsi con il linguaggio della screendance. Durante le tre giornate di laboratorio, i partecipanti saranno accompagnati nella creazione di opere site-specific, sviluppate a partire dal contesto urbano di Piacenza. Attraverso l’utilizzo dei propri dispositivi — smartphone, videocamere, macchine fotografiche, microfoni, tablet o computer — sarà possibile sperimentare le diverse fasi del processo creativo: dalla ricerca sul movimento alla ripresa, dalla registrazione del suono al montaggio. Il workshop sarà anche un’occasione per esplorare nuovi modi di guardare e raccontare il corpo attraverso la videocamera, mettendo in dialogo presenza fisica, spazio urbano e immagine audiovisiva. L’esito del laboratorio sarà presentato al pubblico il 18 settembre, durante la serata dedicata alla Dance-for-the-Screen di dAS ...

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Papa & Dada: la danza dell’amore e della famiglia [RECENSIONE]

Ci sono documentari che nascono con l’intento di sostenere una tesi e altri che scelgono, più semplicemente, di osservare la realtà fino a lasciare che siano le persone e le loro storie a mettere in discussione le nostre certezze. Papa & Dada, diretto da Daniela Ambrosoli, appartiene soprattutto a questa seconda categoria. Il film, realizzato nell’arco di diversi anni tra Stati Uniti, Olanda, Germania, Svizzera e Italia, segue quattro coppie di padri — John & John, Mimmo & Christian, Brian & Ferd, Tim & Josh — raccontandone la quotidianità, il desiderio di diventare genitori e i percorsi, spesso complessi, che conducono alla nascita o all’adozione di un figlio. La domanda da cui parte Ambrosoli è apparentemente semplice: che cosa cambia quando una famiglia non è composta da padre, madre e figlio, ma da padre, padre e figlio? La risposta del film è molto meno teorica di quanto si potrebbe immaginare: nella vita di tutti i giorni, moltissimo e pochissimo allo stesso tempo. Perché i bambini devono essere accompagnati a scuola, nutriti, consolati, educati. Ci sono i giochi, le vacanze, i denti da lavare, le favole della buonanotte. Ci sono la stanchezza e le responsabilità. C’è, soprattutto, quel lavoro quotidiano e ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Sydney Dance Company: un viaggio lungo 40 anni

Quarant’anni di incontri, ricerca, movimento e immaginazione prendono vita nella celebrazione di Sydney Dance Company at the Wharf, un progetto speciale che apre le porte della sede della compagnia al pubblico per raccontare l’anima di un luogo diventato simbolo della danza contemporanea australiana. Dal 22 agosto al 16 ottobre, il Walsh Bay Arts Precinct ospiterà un programma ricco di appuntamenti pensati per accompagnare gli spettatori dentro la storia del Wharf 4/5: uno spazio che dal momento in cui è diventato la casa della Sydney Dance Company ha accolto generazioni di danzatori, coreografi, artisti, studenti e appassionati, trasformandosi in un punto d’incontro tra creazione artistica, formazione e comunità. Affacciato sulle acque del territorio Gadigal, il Wharf non è semplicemente un edificio destinato alle prove e agli spettacoli. È un luogo vivo, dove le idee prendono forma, dove nuovi linguaggi della danza vengono sperimentati e dove il rapporto tra artisti e pubblico continua a rinnovarsi. Il cuore delle celebrazioni sarà Current, la nuova stagione in programma dal 3 al 20 settembre nel suggestivo Neilson Studio della compagnia. Uno spazio raccolto e intimo che ospiterà tre prime mondiali firmate da Raghav Handa, Jenni Large e Azzam Mohamed, insieme alla prima australiana di E2 ...

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Nel ricordo di Germinal Casado tra danza, arte e visione

Il mondo della danza ricorda una delle personalità più originali e complete del Novecento, Germinal Casado: un artista capace di attraversare i confini tra movimento, pittura, teatro e immagine, trasformando ogni esperienza creativa in una ricerca di bellezza e armonia. Nato a Casablanca il 6 agosto 1934 da una famiglia di origine spagnola, Germinal Casado ebbe un percorso artistico singolare e fuori dagli schemi. Prima ancora della danza, furono le arti figurative a catturare la sua attenzione: il disegno, la composizione, il rapporto tra forme e colori avrebbero rappresentato una componente fondamentale della sua sensibilità. Questa formazione visiva rimase sempre presente nel suo modo di concepire il palcoscenico, dove il corpo del danzatore non era mai separato dallo spazio, dalla luce e dall’immagine. La sua scelta di dedicarsi alla danza arrivò all’età di diciotto anni, quando iniziò un percorso di formazione con maestri di grande prestigio. In breve tempo dimostrò un talento e una presenza scenica tali da condurlo verso importanti compagnie europee. Dopo le prime esperienze professionali con Paul Goubé e con i Grands Ballets du Marquis de Cuevas, nel 1957 incontrò Maurice Béjart, l’artista che avrebbe segnato una svolta decisiva nella sua carriera. Entrato nel Ballet du XXe ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Steve Paxton

La ricerca di Steve Paxton non si è limitata a creare un nuovo linguaggio coreografico, ma ha ridefinito il concetto di movimento, restituendo al gesto quotidiano una dignità poetica e al corpo una sorprendente libertà espressiva. La sua arte è sempre stata lontana dalla spettacolarità fine a sé stessa: essenziale, rigorosa, silenziosa, e proprio per questo capace di aprire orizzonti inattesi. Nel lavoro di Paxton il corpo non cerca di imporsi sullo spazio, ma di ascoltarlo. Ogni movimento nasce dall’osservazione delle leggi fisiche che regolano peso, equilibrio, gravità e slancio. La danza smette così di essere una successione di forme prestabilite e diventa un processo in continua evoluzione, un dialogo tra il danzatore e ciò che accade nell’istante presente. L’improvvisazione non rappresenta un’eccezione alla coreografia, ma ne diventa il cuore pulsante: un esercizio di attenzione, disponibilità e fiducia. Questa visione ha trovato la sua espressione più celebre nella Contact Improvisation, pratica che ha rivoluzionato il rapporto tra i corpi in movimento. Attraverso il contatto fisico, i partner condividono il peso, seguono l’energia reciproca e costruiscono insieme una danza che non può essere completamente prevista. Non esiste un leader, né un interprete che domina l’altro; esiste piuttosto una continua negoziazione, fatta ...

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