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La prima ballerina e maestra Gilda Gelati “allo specchio”

Il balletto classico preferito?
Giselle.

Il balletto contemporaneo prediletto?
Petite Mort di Jiří Kylián.

Il Teatro del cuore?
Teatro alla Scala.

Un romanzo da trasformare in balletto?
Non esattamente un romanzo ma la biografia di Camille Claudel.

Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Lezioni di piano di Jane Campion.

Il costume di scena indossato che hai preferito?
Davvero difficile scegliere tra tutti… ma indossare per il mio debutto il costume di Giulietta, dopo averlo visto da ragazzina addosso alle più grandi ballerine, è stata una emozione che non dimenticherò mai!

Quale colore associ alla danza?
Bianco! Il colore dei tutù romantici e della mia ballerina di riferimento, Carla Fracci.

Che profumo ha la danza?
Ancora un ricordo da ragazzina legato a Carla Fracci… Un meraviglioso profumo alla Rosa di cui lasciava la scia ovunque passasse. Quindi, la ROSA.

La musica più bella scritta per balletto?
Il Lago dei cigni è il mio preferito tra le musiche composte per balletto. Ma incredibilmente belle quelle usate per i passi a due di Romeo e Giulietta (Prokofiev), Onegin (Tchaikovsky), Histoire de Manon (Massenet).

Il film di danza irrinunciabile?
Due vite, una svolta di Herbert Ross

Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Oltre ovviamente a Carla Fracci, Natalia Makarova e Michail Baryshnikov.

Il tuo “passo di danza” preferito?
L’Arabesque.

Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Tatiana, la protagonista di Onegin di John Cranko.

Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
George Balanchine.

Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Ringrazierei per avermi donato una grande passione e predisposizione per la sua meravigliosa Arte.

Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Passione, Rigore, Intelligenza.

Come ti vedi oggi allo specchio?
Sicuramente realizzata per quanto riguarda gli obiettivi raggiunti, ancora in cammino nel trasmettere la mia esperienza alle nuove generazioni.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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