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Il Teatro Regio di Parma presenta la Cenerentola di Leo Mujić

Nell’ambito di un ampio progetto di collaborazione e coproduzione con il Teatro Nazionale Croato, il Teatro Regio di Parma ospita a Parma Danza il Balletto del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume che giovedì 2 aprile 2026, ore 20.30, presenta Cenerentola con la coreografia Leo Mujić su musica di Sergej Prokof’ev, con la drammaturgia di Bálint Rauscher, le scene di Stefano Katunar, i costumi di Manuela Paladin Šabanović e le luci di Aleksandar Čavlek.

Protagonisti Yurika Kimura (Ella/Cenerentola), Leonard Cela (John/principe), Marta Kanazir (Cindy/madre e fata madrina), Marta Voinea Čavrak (Zorica/sorellastra), Tea Rušin (Ljubica/ sorellastra), Ksenija Krutova (Milosija/matrigna), Ali Viktor Tabbouch (Dr. Vanja/padre), Isabelle Zabot (Maestro di cerimonie), Giovanni Liverani (Ragazzo con le arance), insieme all’Ensemble del Balletto del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume Sonja Milovanov, Laura Anamaria Orlić, Alessia Tacchini, Jody Bet, Benjamin Cockwell, Giorgio Otranto, Federico Rubisse, Samuele Taccone.

Il compositore russo iniziò a scrivere la partitura nel 1941, ma la completò solo nel 1944, debuttando nel 1945 al Teatro Bol’šoj, con la coreografia di Rostislav Zakharov. A proposito di Cenerentola, Prokof’ev scrisse “Vedo Cenerentola non solo come un personaggio fiabesco, ma come una persona reale, che sente, vive e si muove tra di noi. Ciò che volevo esprimere sopra ogni altra cosa era l’amore poetico tra Cenerentola e il Principe, la nascita e lo sbocciare di quell’amore, gli ostacoli sul suo cammino e il sogno infine realizzato”.

Questa versione, grazie al coreografo serbo Leo Mujić, di studi accademici a Belgrado arricchiti di influssi moderni all’École Rudra di Béjart, una carriera di danzatore e l’exploit di autore in importanti compagnie dell’Est ed europee, si propone di dare una veste nuova al “vecchio” balletto, scrive Valentina Bonelli. “Astrattizzandolo”, entro una messinscena minimalista, in forma di balletto contemporaneo: nell’andamento stringente del libretto e soprattutto nell’incedere essenziale della coreografia che su una base neoclassica (con scarpette da punta) strutturata su passi a due in Adagio, variazioni anche virtuosistiche dei protagonisti, ensembles dinamici del corpo di ballo, mantiene l’espressività del grottesco e attinge alla gestualità contemporanea. Lui stesso ha spiegato l’idea di questa nuova Cenerentola: ovvero il riscatto di una fanciulla, orfana di madre, oppressa dalla brutalità della matrigna e delle due sorellastre; l’incontro al ballo con il Principe e con l’amore avviene solo in sogno, resta cruda la realtà della vita familiare. Una lettura che si vuole più vicina alla nostra sensibilità, dacché il percorso di scoperta di sé guarda a principi ormai ineludibili nella nostra società quali l’identità e il valore di ognuno”.

LA DANZA DIETRO LE QUINTE
Per La danza dietro le quinte, la rassegna di classi aperte, masterclass, presentazioni danzate, incontri con gli artisti a cura di Valentina Bonelli, dedicata al pubblico e agli allievi delle scuole di danza, giovedì 2 aprile, ore 18:30, presentazione danzata di Cenerentola: storia e struttura di un balletto cardine del Novecento, con gli interventi del maître de ballet Daniele Romeo che accompagnano la dimostrazione di alcuni brani della versione della compagnia danzati da una coppia ballerini. Per informazioni e prenotazioni: danza@teatroregioparma.it

L’arrivo in Italia del Balletto di Rijeka (Fiume) del Teatro Nazionale Croato offre la duplice occasione, scrive Valentina Bonelli, di conoscere una compagnia di lunga tradizione ma da noi poco nota e di scoprire o riscoprire un classico del balletto del Novecento pure storico ma raramente rappresentato: Cenerentola. La compagnia, divenuta indipendente nel 1990, versatile pur nelle ridotte dimensioni, ha accolto nel suo repertorio sia titoli classici che moderni, con aperture al contemporaneo anche nell’avvicendarsi dei direttori. Per il titolo presentato sarà bene questa volta partire dalla partitura, composta da Sergej Prokof’ev tra sospensioni e commissioni patriottiche nel mezzo degli orrori della seconda guerra mondiale. Finalmente il balletto debuttò, nel 1945 al Teatro Bol’šoj di Mosca, la coreografia di Rostislav Zakharov, esponente di punta del balletto “realista sovietico” e perciò poco considerato dalla storiografia occidentale, ma esempio del genio russo nel saper narrare, pure sulle scene del balletto e in quegli anni di censure. Anche grazie a interpreti quali Ol’ga Lepešinskaja (“la ballerina di Stalin”) in alternanza con l’ineffabile Galina Ulanova nel ruolo di Cenerentola. Konstantin Sergeev riprese il balletto sulla medesima partitura e sullo stesso libretto di Nikolaj Volkov per il Teatro Kirov di Leningrado nel 1946, riservandosi il ruolo del Principe e affidando alla moglie Natal’ja Dudinskaja la parte di Cenerentola. Le pose ieratiche dei protagonisti e i tableaux vivantes dei gruppi nulla toglievano, in entrambe le versioni, alla dinamica nuova della coreografia, ora espressiva ora intimista, cui il balletto occidentale guarderà per tutto il Novecento. A partire da Frederick Ashton che creò nel 1948 la sua versione, tuttora nel repertorio del Royal Ballet, amatissima per il romanticismo suadente, gli ensemble di travolgente eleganza, l’estro grottesco delle due sorellastre en travesti. Altre produzioni, come l’indimenticata di Alfred Rodrigues alla Scala con Carla Fracci, l’hollywoodiana di Rudolf Nureyev per l’Opéra di Parigi, o la brillante di Alexei Ratmansky donata al Teatro Mariinskij sono scomparse dal repertorio, oppure raramente tornano in scena. La “mignonne” di Frédéric Olivieri per gli allievi dell’Accademia del Teatro alla Scala resta tra le eccezioni. Ma lasciamo la storia e torniamo al presente, con questa versione che, grazie al coreografo serbo Leo Mujić, di studi accademici a Belgrado arricchiti di influssi moderni all’École Rudra di Béjart, una carriera di danzatore e l’exploit di autore in importanti compagnie dell’Est ed europee, si propone di dare una veste nuova al “vecchio” balletto. “Astrattizzandolo”, entro una messa inscena minimalista, in forma di balletto contemporaneo: nell’andamento stringente del libretto e soprattutto nell’incedere essenziale della coreografia che su una base neoclassica (con scarpette da punta) strutturata su passi a due in Adagio, variazioni anche virtuosistiche dei protagonisti, ensembles dinamici del corpo di ballo, mantiene l’espressività del grottesco e attinge alla gestualità contemporanea. Una formula già sperimentata da Mujić poche stagioni fa con l’altro balletto di Prokof’ev: Romeo e Giulietta. Lui stesso ha spiegato l’idea di questa nuova Cenerentola: ovvero il riscatto di una fanciulla, orfana di madre, oppressa dalla brutalità della matrigna e delle due sorellastre; l’incontro al ballo con il Principe e con l’amore avviene solo in sogno, resta cruda la realtà della vita familiare. Una lettura che si vuole più vicina alla nostra sensibilità, dacché il percorso di scoperta di sé guarda a principi ormai ineludibili nella nostra società quali l’identità e il valore di ognuno.

LEO MUJIĆ
Leo Mujić, coreografo, pedagogo e ballerino croato, si è formato presso l’Ecole-Atelier Rudra Bejart di Losanna dopo essersi diplomato alla scuola di balletto di Belgrado. Conosciuto per il suo stile contemporaneo che fonde balletto moderno e classico, ha collaborato con istituzioni come la Zurich Dance Academy, il Berlin State Ballet e l’Accademia Ungherese di Danza. Tra le sue opere più note figurano Scheherazade and Her Tales per il Balletto Nazionale Lettone, assoli per Aurelie Dupont dell’Opera di Parigi e David Hallberg dell’American Ballet Theatre. Mujić ha anche coreografato per festival internazionali come Jacob’s Pillow nel Massachusetts e creato Crown in a Dream, ispirato a Rainer Maria Rilke. A Tokyo, ha collaborato con gli studenti del Nuovo Teatro Nazionale e messo in scena Morte e la Fanciulla per il City Ballet. I suoi contributi al balletto croato includono opere per il Teatro Nazionale Croato di Fiume, come la premiata Scheherazade (2015) e Sogno di una notte di mezza estate (2016). Collaborando con Valentin Turcu, ha coreografato Le relazioni pericolose per il Festival Estivo di Dubrovnik e Romeo e Giulietta per il Balletto Nazionale Lettone e il Teatro dell’Opera di Metz. Mujić ha ricevuto il Premio Teatrale Croato per la Miglior Coreografia per Anna Karenina (2014) e Le Signore Glembay (2017).

BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO IVAN ZAJC DI FIUME
L’Ensemble di Balletto del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume, fondato nel 1946, nacque concentrandosi su spettacoli classici sotto la guida di Olga Orlova. Durante la sua direzione, debuttarono opere come La fontana di Bachčisaraj nel 1952 e altre come Coppélia e Les Sylphides. Successivi direttori, tra cui Maks Kirbos e Đuro Herceg, ampliarono il repertorio con opere internazionali e croate come Scheherazade, Romeo e Giulietta e Il cuore di Licitar. Solisti di rilievo come Vera Vasiljević e collaborazioni con coreografi come Norman Dixon elevarono la reputazione dell’ensemble a meta del XX secolo. Divenuto indipendente nel 1990, il Balletto ha abbracciato stili sia classici sia contemporanei. Produzioni come Giselle, Lo Schiaccianoci e La sagra della primavera hanno messo in mostra la sua versatilità, mentre direttori come Ronald Savković hanno introdotto coreografie innovative. Nonostante le dimensioni ridotte, l’ensemble ha guadagnato fama internazionale, esibendosi in festival e teatri prestigiosi. Opere recenti come Odissea e Romeo e Giulietta riflettono il suo impegno a fondere l’eredita con la creatività moderna. Nel gennaio 2025, Paolo Mangiola e stato nominato direttore artistico. Conosciuto per il suo approccio innovativo, Mangiola mira ad ampliare il repertorio con opere contemporanee all’avanguardia, pur mantenendo le radici classiche dell’ensemble.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Tel. +39 0521 203999 – biglietteria@teatroregioparma.it

Michele Olivieri

Foto di Dražen Šokčević

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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