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Gala 2026 del Wiener Staatsballett dedicato a Frederick Ashton

La stagione di balletto 2025/2026 del Wiener Staatsballett diretto da Alessandra Ferri culmina in una serata di straordinaria eleganza e valore storico-artistico: il Ballett-Gala 2026, dedicato a Sir Frederick Ashton. In programma a Vienna lunedì 29 giugno 2026 alle ore 19 nella Großer Saal, con due intervalli, questo evento rappresenta molto più di una semplice serata di danza: è un viaggio attraverso una delle linee coreografiche più influenti del Novecento e del presente.

Un omaggio a Frederick Ashton, figura centrale del balletto britannico, che è stato uno dei grandi architetti del linguaggio coreografico moderno. Fondatore dello stile del Royal Ballet, Ashton ha saputo coniugare musicalità, raffinatezza tecnica e una profonda sensibilità narrativa.

La serata di gala si inserisce nel contesto di Ashton Worldwide 2024–2028, il festival internazionale promosso dalla Frederick Ashton Foundation, volto a celebrare e diffondere il suo immenso patrimonio artistico.

Uno dei punti di forza della serata è rappresentato da due importanti debutti in programma. Il primo è Rhapsody, capolavoro di Ashton creato nel 1980 su musica di Sergej Rachmaninov. Quest’opera è celebre per la sua brillantezza virtuosistica e per il dialogo serrato tra danza e partitura musicale, offrendo ai danzatori occasioni di altissimo livello tecnico e interpretativo.

Accanto a questo, debutta Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon, uno dei più importanti coreografi viventi. Wheeldon rappresenta l’erede naturale della tradizione ashtoniana, ma al tempo stesso introduce una sensibilità contemporanea fatta di fluidità, geometrie luminose e una profonda attenzione al rapporto tra spazio, musica e movimento.

Il dialogo artistico però non si ferma ad Ashton. Il gala costruisce un ideale ponte verso George Balanchine, padre del balletto neoclassico americano. Ashton e Balanchine si stimavano profondamente e, pur sviluppando stili distinti, hanno influenzato reciprocamente le rispettive visioni coreografiche.

Questo legame viene celebrato attraverso uno dei momenti più spettacolari della serata: Diamonds, tratto dal celebre balletto Jewels. In questa coreografia, Balanchine rende omaggio alla tradizione imperiale russa con uno stile sontuoso, musicale e architettonico, caratterizzato da linee pure e grande eleganza.

Un viaggio tra “gioielli” della danza, come sottolineato da Alessandra Ferri: il gala è concepito mediante un percorso tra veri e propri “gioielli” del repertorio. Il pubblico sarà guidato lungo una traiettoria artistica che parte dalla poetica lirica e musicale di Ashton, attraversa la modernità luminosa di Wheeldon e culmina nella grandiosità astratta di Balanchine.

Non si tratta semplicemente di una successione di pezzi, ma di una narrazione coerente che mette in luce affinità, influenze e continuità tra tre generazioni di coreografi. Il Ballett-Gala 2026 si configura dunque come un evento di grande rilievo internazionale, una celebrazione della tradizione, ma anche uno sguardo verso il futuro del balletto.

L’equilibrio tra repertorio storico e creazione contemporanea offre al pubblico un’esperienza completa, capace di emozionare tanto gli appassionati quanto i neofiti. In un’unica serata, il palcoscenico viennese si trasforma in un luogo di incontro tra epoche, stili e visioni artistiche, rendendo omaggio ad una linea coreografica che continua ad influenzare profondamente il mondo della danza. Un appuntamento imperdibile, che promette di lasciare un segno duraturo nella memoria degli spettatori.

Michele Olivieri

Foto di Wiener Staatsballett

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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