
Un finale spettacolare che schiera i più bei nomi della danza contemporanea in tutte le sue declinazioni, riuniti a Venezia per la Biennale dal programma ideato da Wayne McGregor. Eiko Otake e Wen Hui, grandi artiste da Cina e Giappone attive sulla scena internazionale debutteranno in prima italiana al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00) con il profetico What is War, mentre al Teatro Malibran(ore 21.00) ci sarà la prima mondiale di Scirocco (Death in Venice; Bridge of Sighs), un omaggio alla città lagunare firmato da John Neumeier, Imre e Marne van Opstal, Rainer Behr, Omar Román de Jesús, Javier de Frutos, interprete la WINNDance, neonata compagnia di Stoccarda al suo debutto internazionale. E ancora: una delle figure più influenti del post modern, Molissa Fenleycon un’altra stella della danza, Cassandra Trenary, rispettivamente interpreti di Bardo e State of Darknessalle Tese dei Soppalchi (ore 20.00); e infine Adam Linder con i danzatori di Dansk Danseteters al Teatro alle Tese (ore 21.00) con Drip Tekhne.
What is War
È uno spettacolo unico e personale What is War, nato dall’incontro tra Eiko Otake, formata in Giappone dai maestri del butoh Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, attiva a New York dal 1976 e presente in tutto il mondo con le sue opere multimediali, e Wen Hui, carismatica pioniera della danza moderna in Cina, dove fonda a Pechino nel 1994 la prima compagnia indipendente, fuori dal sistema statale, oggi di stanza a Francoforte. Due artiste che della pratica coreografica fanno un gesto contemporaneo, poetico, politico. Così What is War indaga come storia e traumi si possano inscrivere nella memoria del corpo, interrogando i segni lasciati dalla violenza della guerra sul corpo e nella memoria collettiva delle generazioni a venire.
In What is War si incontrano non solo due artiste ma le loro storie, legate, ciascuna a modo proprio, alla stessa guerra, per un duetto profondamente personale: la coreografa Wen Hui, cresciuta durante la rivoluzione culturale cinese, e la danzatrice e artista Eiko Otake, figlia del dopoguerra giapponese. Partendo da un’approfondita ricerca sulle cosiddette “donne di conforto” – vittime di tratta e sistematicamente abusate dall’esercito giapponese durante la Seconda guerra mondiale – Wen Hui ed Eiko Otake intrecciano danza, video e testo in una commovente riflessione sulla memoria, sul trauma e sugli effetti persistenti del senso di colpa storico. Tra nuove guerre e crisi globali, Wen Hui ed Eiko Otake ci ricordano quanto sia fragile – e quanto sia preziosa – ogni singola vita.

Scirocco
Una parata di stelle con la WINNDance, acronimo di When if Not Now, nuova formazione di Stoccarda che raccoglie grandi nomi della danza sopra i quarant’anni e autori di punta le cui carriere hanno plasmato la danza contemporanea a livello internazionale per decenni. Come John Neumeier, che ha riscritto la storia del balletto contemporaneo insieme a Kylián e Forsythe, con cui è cresciuto alla scuola di Cranko; Imre e Marne van Opstal, coreografi associati al Nederlands Dans Theater, dopo una lunga attività con le migliori compagnie del mondo; Rainer Behr, già attivo con le maestre del Tanztheater Susanne Linke e Pina Bausch; Javier de Frutos, fra i più influenti coreografi latino-americani attivi in Europa; Omar Román de Jesús, esponente della coreografia portoricana, noto in tutto il mondo. Presenteranno in prima mondiale il progetto Scirocco, ovvero due capitoli in dialogo: Death in Venice/Morte a Venezia e il Bridge of Sighs/Il ponte dei sospiri; gli interpreti sono fuoriclasse come Diana Vishneva, Silvia Azzoni, Kayoko Everhart, Mara Galeazzi, Silas Henriksen, Igone de Jongh, Marijn Rademaker, Oleksandr Ryabko, Gil Roman, tutti principal dancers o étoile delle maggiori compagnie e dei massimi corpi di ballo nel mondo.
In Morte a Venezia, lo scrittore anziano Gustav von Aschenbach affronta una crisi esistenziale, esplorata attraverso un immaginario dialogo interiore con il suo creatore. I materiali filmati di Javier De Frutos forniscono una cornice narrativa, mentre i coreografi Imre e Marne van Opstal, Omar Román De Jesús e Rainer Behr traducono il conflitto interiore in movimento. Il Ponte dei Sospiri, che dà il titolo al secondo episodio del dittico, per il coreografo John Neumeier evoca innumerevoli immagini: l’ultimo sguardo a una città amata, l’addio di un amante, il desiderio struggente di un passato irrecuperabile e l’assenza percepita come intensa presenza. I danzatori riecheggiano queste immagini attraverso una coreografia che crea un paesaggio emotivo al crocevia tra passato e presente.
A John Neumeier, maestro 87enne, la Biennale Danza dedica un incontro nella mattinata di venerdì 31 luglio, alle 11.00 nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, condotto dalla critica e saggista di danza Sarah Crompton.
IL PROGRAMMA DI VENERDÌ 31 LUGLIO
ore 11.00 Sala delle Colonne (Ca’ Giustinian) incontro con John Neumeier
ore 18.00 Teatro Piccolo Arsenale What is War (70’) Wen Hui / Eiko Otake
ore 19.00 Teatro alle Tese (Arsenale) Drip Tekhne (60’) Adam Linder / Dansk Danseteater
ore 20.00 Tese dei Soppalchi (Arsenale) State of Darkness(34’) e Bardo (24’) Molissa Fenley
ore 21.00 Teatro Malibran Scirocco: Death in Venice (ca. 65’) e Bridge of Sighs (ca. 35’), WINNDance Company; a seguire conversazione con gli artisti
11.00 > 20.00 Sala d’Armi E (Arsenale) Life Linesinstallazione filmica
Sara Zuccari
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