Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / News / Alla Fonderia “Dance Week. Omaggio alla creatività femminile”

Alla Fonderia “Dance Week. Omaggio alla creatività femminile”

Dal 1 all’8 marzo 2026 la Fonderia di Reggio Emilia si trasforma in uno spazio di visioni plurali, accogliendo Dance Week. Omaggio alla creatività femminile – Girls just wanna have…, una settimana interamente dedicata alle artiste e alle coreografe che, con linguaggi diversi e sensibilità eterogenee, interrogano il presente attraverso il corpo e il movimento.

Un percorso che intreccia spettacoli, prove aperte, incontri e laboratori, dando forma a un mosaico di esperienze in cui il corpo diventa luogo di piacere e resistenza, immaginazione e trasformazione. Dal dialogo con il mito alla relazione con la tecnologia, dall’ironia alla potenza condivisa del gesto fino alla dimensione poetica del respiro e alla magia della narrazione per i più piccoli, la Dance Week celebra la ricchezza e la complessità dell’universo creativo femminile nella scena contemporanea.

Sabato 7 marzo dalle 15.30 alle 16.30 un momento esclusivo e imperdibile: il caffè con le artiste. Un momento di incontro e dialogo dedicato al tema della creatività femminile nella danza contemporanea, che vede protagoniste Antonella Bertoni, Simona Bertozzi, Monica Casadei e Lara Guidetti. Condotto dalla studiosa e curatrice Ariadne Mikou, Caffè con le artiste è uno spazio di conversazione aperta, pensato per dare voce alle diverse pratiche, visioni e traiettorie artistiche delle coreografe, avvicinando chi guarda a chi crea. Un’occasione conviviale per condividere pensieri, esperienze e prospettive sul fare artistico al femminile, davanti a un caffè.

Programma degli appuntamenti

Domenica 1 marzo h 18.00 – prova aperta
Girls just wanna have… PLEASURE
Giorgia Lolli
Body Sweats

La prova aperta di Giorgia Lolli dà il via alla Dance Week che omaggia la creatività femminile. Il piacere può essere una forza motrice nella creazione? Il progetto è un omaggio alla Baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven (1874–1927). Considerata la “madre” del Dadaismo, è stata una performance artist femminista attiva nei circoli dell’avanguardia modernista newyorkese. Celebre per i suoi costumi elaborati realizzati con oggetti trovati, veri e propri “collage viventi”, cancellava i confini tra vita e arte.

Il mio interesse per i suoi scritti – audaci e a lungo trascurati – nasce dalla capacità di intrecciare sottotesti nella sua poesia, in particolare intorno all’erotismo femminile. Proto-punk nevrastenica, cleptomane e cacciatrice di uomini, la Baronessa ha lasciato un’eredità che apre la strada alle dive eccentriche del XXI secolo (da Courtney Love a Lady Gaga). Prendendo in prestito il titolo della sua unica raccolta di poesie, BODY SWEATS, immagino una coreografia che trasudi dalla materialità corporea. In questa prospettiva, il sudore diventa traccia e stimolo per indagare l’intreccio tra sforzo, piacere ed empowerment. Il progetto esplora il nostro rapporto con i sistemi di rigore, particolarmente densi di sottotesti quando si attinge al background di danzatrici – dal balletto all’acquagym, fino alla cultura del fitness. In studio, il lavoro propone di ripercorrere questi linguaggi di movimento familiari dalla prospettiva dell’io femminista, per riflettere su come riscriverne il significato attraverso la pratica stessa.” Giorgia Lolli

Di Giorgia Lolli
Con Vittoria Caneva, Elena Grappi, Maria Chiara Vitti, Giorgia Lolli
Costumi Eva-Liis Lidenburg, Sara Lando (tigre)
Suono Sebastian Kurtén
Drammaturgia Piero Ramella

Produzione: Nexus Factory
con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna

con il sostegno di supportER – Rete Anticorpi Emilia-Romagna, Nouveau Grand Tour 2024 (IIC di Parigi e Le Gymnase CNDC, Roubaix), Ira Institute, Operaestate/CSC Centro di Residenza del Veneto – Vene.Re, Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Residenze Coreografiche Lavanderie a Vapore, I Teatri di Reggio Emilia, HOME 2025 / Dance Gallery Perugia, City of Espoo Culture Committee, Graner (Barcellona) all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival, in collaborazione e con il sostegno di Istituto Italiano di Cultura di Oslo. Residenza artistica presentata nell’ambito del network R.O.M. (Residencies On the Move) per Reykjavik Dance Festival, su invito di Santarcangelo Festival, in partnership con La Balsamine (Belgio), le joli collectif – Théâtre l’Aire Libre (Francia), Théâtre Prospero e Théâtre Periscope (Canada) il network R.O.M. è sostenuto dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec.

Giorgia Lolli (Reggio Emilia, 1996), ha conseguito un Master in Coreografia presso l’Helsinki Uniarts (2025) e negli ultimi tre anni ha lavorato tra l’Italia e la Finlandia. Dal 2022 insegna Dance Well – Ricerca di movimento per il Parkinson nell’ambito del progetto europeo coordinato da Operaestate. Il suo lavoro coreografico ha attraversato diverse piattaforme straniere e nazionali (Anghiari Dance Hub 2020, Vetrina della Giovane Danza d’Autore 2021, SIAE Per Chi Crea 2023, Nuovo Forno del Pane 2023, MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna). Con EAT ME, vincitore di DNAppunti Coreografici, ha debuttato a Romaeuropa Festival 2024.

Martedì 3 marzo h 20.30
Girls just wanna have… FREEDOM
Sara Angius e Johanna Ehlert
Sabotage

La premiere italiana di Sabotage di Sara Angius e Johanna Ehlert è a Reggio Emilia, all’interno della Dance Week che omaggia la creatività femminile. Attraverso un ironico e profondo gioco di movimento danzatori e marionette si manipolano a vicenda, in una rete vivente di controllo, libertà e poetica ribellione. È sempre stato così e sempre lo sarà. Intrappola chi lo rifiuta, perché fa parte della nostra natura: il desiderio di libertà e di potere. C’è chi vive con l’illusione della propria autonomia, senza cercare di sottrarsi alla danza. E c’è chi continua a lottare, ingenuamente, egoisticamente, fiduciosamente, ostinatamente, ciecamente e senza vedere attraverso tutti i veli del nostro mondo creato dall’uomo. A tentoni nell’oscurità della nostra esistenza gerarchica, costi quel che costi. E se fosse questo il significato di essere vivi? SABOTAGE parla letteralmente di manipolazione, di tirare i fili. Qual è la realtà? Che ne è del nostro libero arbitrio in un’epoca in cui abbiamo tutti i mezzi per essere la generazione più avanzata della storia dell’umanità? Ci rifugiamo in mondi digitali illusori, lasciamo che siano gli algoritmi a guidare le nostre azioni, lasciamo che le fake news plasmino la nostra percezione del mondo, ci presentiamo attraverso dei filtri per adattarci meglio a questo mondo irreale. SABOTAGE getta uno sguardo umoristico e drammatico sulla natura umana. Quanto del nostro libero arbitrio è reale e quanto è solo un’altra illusione, un’altra parte accuratamente costruita del sistema?
Senza parole, solo con movimenti virtuosi, viene costruita una metafora dell’interdipendenza, del potere e della lotta umana con la realtà e l’illusione: chi manipola chi? Una forma originale di teatro di figura in cui realtà e apparenza si fondono in un’unica danza: poetica, sensibile, cruda, profonda, assurda, scioccante, stridente. Umana. Un’opera che non appartiene a nessuna scatola.

Concetto, coreografia, produzione: Sara Angius
Concetto, messa in scena, scenografia, figure: Johanna Ehlert
Interpreti: Sara Angius, Vittoria Franchina, Joshua Haines, Stefano Roveda
Disegno luce: Tommaso Contu

Coproduzione e supporto: Kulturhaus Steinfurth (DE), Eisfabrik Hannover, Hannover (DE); Blick Théâtre, Toulouse (FR); Puppentheater Halle, Halle (DE); MWK Niedersächsisches Ministerium für Wissenschaft und Kultur (DE); Stiftung Niedersachsen (DE); SBK Stiftung Braunschweigischer Kulturbesitz, Braunschweig (DE); Kulturbüro der Landeshauptstadt Hannover (DE); Kulturbüro der Stadt Braunschweig (DE); Die Braunschweigische Stiftung (DE); Lessingtheater, Wolfenbüttel (DE); Jahrmarkttheater, Bostelwiebek (DE)

Con l’aiuto di TANZKOOP Braunschweig (DE); Landesverband Freie Darstellende Künste in Niedersachsen e.V. (DE); Theater Fadenschein, Braunschweig (DE); Festival Danse Èlargie (FR)

Sara Angius è una danzatrice e coreografa contemporanea italiana con base a Braunschweig, in Germania. La sua ricerca artistica esplora profondamente le dimensioni esistenziali e interiori dell’essere umano, indagando gli stati emotivi che si nascondono oltre la superficie e i confini tra realtà, immaginazione e percezione. Il suo lavoro si sviluppa attraverso un linguaggio interdisciplinare che fonde danza contemporanea, teatro di figura, animazione di oggetti, teatro fisico e illusionismo, con l’intento di stimolare l’immaginazione dello spettatore e superare le regole tradizionali della percezione scenica. Formata professionalmente presso l’Accademia DanceHaus di Milano, dove ha anche completato gli studi in Communication Sciences for the Performing Arts all’Università Statale di Milano, Angius ha iniziato la sua carriera come interprete in compagnie e progetti internazionali, incluso lo Staatstheater Braunschweig e collaborazioni con artisti come James Thierrée per Frôlons all’Opéra Garnier di Parigi. Come coreografa ha ottenuto riconoscimenti in festival internazionali: è stata premiata al Stuttgart International Solo-Tanz-Theater Festival e il suo duo The Fish Bowl ha vinto il primo premio al Certamen Internacional de Coreografía Burgos–New York. Negli ultimi anni ha ampliato il suo lavoro includendo la produzione di INCOGNITUM, il suo primo dance film presentato e premiato in festival internazionali, e ha collaborato come insegnante e guest choreographer in istituzioni europee e festival di danza. Dal 2024 collabora con l’Institute of Dance Arts (Anton Bruckner Private University) e dal 2022 partecipa attivamente alla cooperativa artistica TANZKOOP per sostenere la scena indipendente.

Mercoledì 4 marzo h 20.30
Girls just wanna have… HUMANITY
Roberta Pisu / Arcis_Collective
K.I.nd of Human

Con K.I.nd of Human di Roberta Pisu / Arcis_collective la Dance Week che omaggia la creatività femminile ha il suono del sax! L’IA può creare arte? Quattro danzatori e quattro sassofoni rivendicano l’arte come atto profondamente umano, partendo da una riflessione sull’immenso potenziale dell’intelligenza artificiale. K.I.nd of Human è una performance di 60 minuti con quattro danzatori e quattro musicisti, che esplora il rapporto in continua evoluzione tra l’umanità e l’intelligenza artificiale.

Presentata in anteprima nel 2022 a Monaco di Baviera, l’opera indaga l’immenso potenziale dell’IA, affrontandone al contempo i limiti intrinseci—il più evidente dei quali è l’incapacità di sperimentare la mortalità. Con una partitura originale di Leonard Kuhn, composta in collaborazione con l’intelligenza artificiale, la musica si trasforma progressivamente da elettronica ad acustica, riflettendo un viaggio dall’artificiale all’umano. Lo spettacolo si apre con i musicisti che suonano i sassofoni immersi sott’acqua, i loro suoni intrecciati con composizioni elettroniche — a evocare metaforicamente la nascita degli umanoidi. Man mano che il pezzo si sviluppa, sia la musica che il movimento eliminano gradualmente gli strati di artificialità, culminando in un finale completamente acustico che celebra la bellezza effimera dell’esistenza umana. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è sempre più integrata nelle nostre vite, K.I.nd of Human solleva domande profonde: cosa ci definisce veramente come esseri umani? L’opera si concentra su tre qualità fondamentali: fisicità, transitorietà e unicità. La coscienza umana è inseparabile dal corpo; ogni esperienza è singolare e finita, modellata dall’inevitabilità della vita e della morte, che danno profondità e significato alla nostra esistenza. L’IA, pur essendo dotata di intelligenza, manca di questa temporalità fisica ed emotiva. Questa produzione non si limita a criticare la tecnologia, ma dialoga con essa, sfidando le paure diffuse riguardo all’ascesa dell’IA e invitando il pubblico a esplorarne le possibilità sconosciute. L’IA può creare arte? L’arte richiede consapevolezza di sé, intenzione e una prospettiva unica— tratti che l’intelligenza artificiale, nonostante i suoi progressi, potrebbe non possedere mai del tutto. Durante le prove, l’IA ha agito come un partner creativo, suggerendo idee coreografiche e musicali. Tuttavia, sono stati gli artisti umani a modellare e interpretare questi spunti, rivelando che l’essenza dell’arte potrebbe rimanere un mistero intrinsecamente umano—uno che l’IA, per quanto avanzata, non è ancora in grado di replicare. Eppure, mentre la tecnologia continua a evolversi, i confini tra artificiale e organico restano incerti, spingendoci a chiederci quanto di noi stessi siamo disposti a cedere alla macchina.

Direzione artistica e coreografia: Roberta Pisu
Composizione: Leonhard Kuhn
Musica: Arcis Saxophon Quartett
Danzatori: Edoardo Cino, Fabio Calvisi, Vittoria Franchina, Sofia Casprini
Curazione costumi: Bregje van Balen
Sartoria: Lucia Zettl
Assistente coreografia: Francesca Poglie
Riprese: Florian Leuschner, Georg Stirnweiß
Montaggio video: Alfonso Fernández Sánchez
Foto: Martin Misere, Georg Stirnweiß, Robert Fischer, Luca Di Bartolo
Produzione: arcis_collective

Roberta Pisu (Cagliari, 1984) è danzatrice e coreografa italiana. Dopo la formazione in Francia all’Académie de Danse Classique Princesse Grace e il Bachelor in Danza Contemporanea all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, sviluppa una carriera internazionale collaborando con coreografi di rilievo come William Forsythe, Wayne McGregor, Jacopo Godani, Marco Goecke, Emanuel Gat e Ismael Ivo. Dal 2012 al 2023 è solista allo Staatstheater am Gärtnerplatz di Monaco di Baviera, dove avvia anche un intenso percorso coreografico firmando numerose creazioni per il teatro. Nel 2020 co-fonda a Monaco arcis_collective insieme all’Arcis Saxophon Quartett, di cui è Direttrice Artistica. Il collettivo nasce con l’obiettivo di fondere musica da camera e danza contemporanea in un’esperienza performativa unitaria, in cui musicisti e danzatori condividono pienamente la scena. Ispirato all’intimità e alla profondità emotiva della musica da camera, arcis_collective affronta temi sociali e culturali attraverso un linguaggio contemporaneo, promuovendo una forte interazione tra suono, corpo e presenza scenica. Con arcis_collective Roberta Pisu firma numerose opere presentate in teatri, festival e spazi non convenzionali in Germania e in Italia, tra cui HEIMAT, 2xGETANZT, K.I.nd of Human, Quirky Night Club Chronicles, Live.Love.Arcis, LUX e WHITE. Accanto all’attività creativa, dal 2024 insegna composizione coreografica alla Iwanson International School of Contemporary Dance di Monaco, proseguendo la sua ricerca sul dialogo tra musica e movimento e sulla ridefinizione dei confini delle arti performative.

Venerdì 6 e sabato 7 marzo h 19.00
Girls just wanna have… A MEDAL
Simona Bertozzi/Compagnia Nexus
Le Palestriti

Le Palestriti di Simona Bertozzi: per la Dance Week che omaggia la creatività femminile uno spettacolo che riflette sulla potenza delle donne. Quattro performer donne trasformano l’allenamento ginnico in festa collettiva, creando un linguaggio di gesti, suoni e corpi che celebra forza, grazia e potenza condivisa. Le Palestriti prende forma all’interno del progetto ATHLETES, aprendo nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità – elementi fondanti dell’intero progetto. Il lavoro si ispira al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale, a Piazza Armerina, una rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità. Qui, le atlete, con attrezzi ginnici, non solo esaltano la bellezza e la potenza del gesto individuale, ma fanno festa celebrando la vincitrice e trasformando l’atletismo in un atto di affermazione collettiva. Nel quadro coreografico Le Palestriti, il radunarsi e il convergere verso un’esperienza comune e vertiginosa dei corpi emerge come necessità irrinunciabile, per allenare le anatomie e per farle deflagrare. Le performer disseminano una grammatica di gesti, suoni e vocalità in cui l’affiorare delle singole presenze diventa occasione per espandere la percezione individuale e trasfigurarla in un atto di reciprocità e espansione del corpo collettivo. Le Palestriti sviluppa una fisicità cruda e fluida, con ondate ferine che trasformano lo spazio: da palestra a territorio poroso, ibrido, un crocevia di relazioni, ritualità e alfabeti gestuali sospesi tra forza e grazia. In questa dinamica, la scena si configura come un playground di traiettorie, dove i corpi si muovono in un ostinato esercizio di ascolto, elevando l’allenamento e la cura del gesto a pratiche di resistenza e trasformazione

Progetto e coreografia Simona Bertozzi
Preparazione vocale Meike Clarelli
Creato con e danzato da Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi
Musica Originale Meike Clarelli, Davide Fasulo
Disegno luci e assistenza tecnica Rocio Espana Rodriguez
Organizzazione Miriana Erario
Ufficio stampa Michele Pascarella
Foto e video Luca Del Pia
Produzione Nexus 2024-2025
Con il sostegno di MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Con il supporto di Festival Danza Estate
In collaborazione con ALMASTUDIOS Bologna

Simona Bertozzi, coreografa, danzatrice e performer, è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea. Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra. Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione. Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente. Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi | Associazione Culturale Nexus. Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale. Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival. Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni. Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi e Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

Sabato 7 marzo h 15.00 e 17.00 – prova aperta
Girls just wanna have… ANOTHER POINT OF VIEW
Lara Guidetti / SPACCA / Sanpapié
Enough

Per la Dance Week che omaggia la creatività femminile Lara Guidetti presenta in prova aperta il suo nuovo duetto Enough. Lara Guidetti si ispira al romanzo Narciso e Boccadoro di Herman Hesse per il suo nuovo duetto maschile, un work in progress sull’affinità e l’attrazione che generano tensione continua. Enough è un duetto in costruzione concepito come opera coreografica installativa, un dispositivo di osservazione che indaga la natura del doppio non come opposizione binaria, ma come coabitazione impossibile di due forze interne. Il lavoro prende ispirazione dal romanzo Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse, inteso come campo simbolico e non narrativo: una relazione fondata sull’affinità, sull’attrazione e sull’impossibilità della fusione. l’altro non è complemento né soluzione, ma ciò che manca, ciò che ferisce, ciò che innesca il movimento. la danza si colloca in questa soglia instabile, dove il desiderio di unità genera una tensione che non si risolve mai e dove la separazione non è negazione, ma condizione necessaria dell’esistenza stessa del legame.

Una co-produzione SPACCA / Sanpapié e Drama Teatro
Con il sostegno di NEXT-laboratorio delle idee

Coreografia e regia: Lara Guidetti
Consulenza drammaturgica: Saverio Bari
Assistente alla coreografia e consulenza creativa: Fabrizio Calanna
Scene e costumi: Maria Barbara De Marco
Musiche originali ed elaborazioni sonore: Marcello Gori
Light designer: Alessandro Barbieri
Interpreti: Michele Ho, Gabriel Interlando

Uno speciale ringraziamento ad Helga ed Angelo

Lara Guidetti nel 2006 si diploma come danzatrice e coreografa presso l’Atelier di teatro-danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, studiando con grandi maestri nazionali e internazionali. Prosegue nella formazione legata al mondo della danza e della performing-art studiando diversi metodi di pedagogia e training attraverso laboratori e produzioni. Nel 2008 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa, regista e interprete, presentando opere in tutta Italia, Europa, Cina e Arabia Saudita. Nel 2017 il suo spettacolo LEI ha vinto il Premio Bonacina. Collabora con la compagnia JGM di Lisbona, con la Scala di Milano in qualità di danzatrice e acrobata e firma le coreografie di opere liriche. È stata docente presso le scuole Paolo Grassi e Dancehaus di Milano e la scuola del Teatro Stabile di Torino. Dal 2022 è artista associata del festival MilanOltre e collaboratrice del CCN/Aterballetto come coreografa e curatrice di progetti site-specific e di welfare culturale.

Sabato 7 marzo h 15.00 e 17.00 – prova aperta
Girls just wanna have… AN IDOL
Monica Casadei / Compagnia Artemis Danza
Pina!

Pina! di Monica Casadei è in prova aperta per la Dance Week che omaggia la creatività femminile. Monica Casadei dà vita ad un omaggio personale a Pina Bausch, un dialogo dove il suo segno coreografico incontra la poetica della madre del Tanztheater. Ispirato al documentario Un secolo di danza di Sonia Schoonejans, lo spettacolo intreccia immagini video e coreografie originali in un dialogo tra memoria storica e linguaggio contemporaneo. Attraversano il linguaggio fisico e dinamico che contraddistingue da sempre lo stile della compagnia Artemis Danza, la performance si snoda in un continuo gioco di rimandi, evocazioni e contrappunti, inoltrandosi nella poetica coreografica di Pina, restituendone al pubblico la forza visionaria e la capacità di parlare ancora oggi a tutti noi.

Coreografia Monica Casadei
Contenuti video tratti da Un Secolo di Danza scritto e realizzato da Sonia Schoonejans
Assistente di produzione Mattia Molini
Danzatori Alfonso Donnarumma, Sofia Gentiluomo, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Christian Pellino, Carlotta Quercetani
Con la partecipazione di Sonia Schoonejans

Produzione Compagnia Artemis Danza
Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Parma

Monica Casadei, di origine ferrarese e laureata con lode con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi a Londra, infine a Parigi, dove incontra i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz e il maestro André Cognard Hanshi So shihan, con il quale tutt’ora pratica l’arte marziale dell’Aikido. Fonda in Francia la compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 dando vita a un’intensa attività di produzione che conta, ad oggi, oltre quaranta creazioni originali. Dal 1998 al 2007 la Compagnia è in residenza alla Fondazione Teatro Due di Parma, mentre dal 2014 è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Artemis Danza è stata invitata nei più importanti teatri e Festival italiani, in numerose tournée e festival internazionali. Fondamentali nella ricerca artistica di Monica Casadei sono la contaminazione con differenti territori artistici, culturali e geografici, oltre all’esplorazione di luoghi e spazi urbani che divengono teatro di azioni performative. Accanto all’attività di produzione, Artemis sostiene, produce e promuove giovani autori e realizza molteplici attività per la formazione del pubblico.

Sabato 7 marzo h 20.30
Girls just wanna have… THEIR OWN BODY
Antonella Bertoni e Michele Abbondanza
EPIPHANĪA – Mi rendo manifesta

EPIPHANĪA – Mi rendo manifesta di Antonella Bertoni e Michele Abbondanza è il cuore della Dance Week che omaggia la creatività e l’universo femminili. Tre danzatrici della Compagnia Abbondanza/Bertoni si perdono in un labirinto di stanze visive per una minuziosa esplorazione del corpo femminile, tra stereotipi di genere ed emancipazione individuale. Un vero manifesto muliebre.

Come ombre della vita, in un campo di battaglia, le tre danzatrici, anime sospese e in bilico, in lucido sonnambulismo, si mostrano per strati visibili e nascosti in una sinfonia di azioni che si offre come una foresta di segni e di significati. Sono ritratti tra esibizione identitaria e esuberanza visiva. Un femminile carnale ma distaccato dal protagonismo assoluto della materia umana e che lascia spazio all’immateriale. Il soggetto diviene oggetto e solo allora gli si riconosce lo status sovrano. Sul filo del dettaglio e del particolare, pennelliamo tracce, grumi e trasparenze, disarticolando il senso che i dettagli incarnano all’interno della vita. Il gesto indica e suggerisce senza dire, espressione di un pensiero quasi pittorico, perturbante e portatore di intensità anche emotiva. La drammaturgia si concentra e sofferma su micro-momenti, in un apparente caos, si dipana in capitoli di un libro esploso. Apparizioni e scomparse come dentro una trappola spaziale in un nero che è il colore in cui si genera tutto, quello da cui veniamo al mondo e quello a cui torneremo. Un non-luogo che è una stanza, un labirinto di stanze che si perdono l’una nell’altra, una casa intera, il mondo; iperquadri che funzionano per immagini e si nutrono di pause.” Antonella Bertoni

Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”. Una stanza tutta per sé, l’angolo delle donne. Scaleno: ca va sans dire. Un testing box di completa negazione al radicamento sicuro nello spazio del corpo femminile che si manifesta così in una resa incondizionata e impudica alla distopia prospettica. Donne a pezzi e pezzi di donna, in una scatola d’arti che, come un unico organismo, respira si riproduce e collassa: la creatività inerme dei corpi restituiti alla fine ne è il segno. Dal trino all’uno e dall’uno alle mille muliebri forme, niente affatto piane ma ricche di pieghe, plissé, che, come in un puntaspilli trafiggono la scena. Corpi-lame, sbriluccichii e moine compongono una trama dell’apparire in cui l’ordito diventa azione di visione e fissaggio di un primo punto, un punto croce naturalmente, di inizio e di inciampo, tenuto su solo da un filo di gloria. Ora che le donne scoprono che l’uomo non è più Dio, alluciniamo qui una ideale ricomposizione dei loro pezzi sparsi. “Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”: Grazie alla generosità e all’incondizionata fiducia di Valentina, Ludovica e Sara.” Michele Abbondanza

di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
ideazione, scena e costumi Antonella Bertoni
con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio
musiche originali Sergio Beercock
disegno luci Alessio Guerra
direzione tecnica Claudio Modugno
assistente alla creazione Eleonora Chiocchini
sartoria Manuela Gober
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli
comunicazione Erika Parise
ufficio stampa Marilù Ursi

produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini
ringraziamo inoltre Andrea Palamidese

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Dall’esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l’attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo. La Compagnia Abbondanza/Bertoni è in residenza al Teatro alla Cartiera di Rovereto (TN) – Italia ed è sostenuta da: MIC, Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, Comune di Rovereto, Assessorato alla Cultura Provincia autonoma di Trento, servizio attività culturali, Regione autonoma Trentino Alto Adige.

Domenica 8 marzo ore 15.00 e 17.00 – Spettacolo per famiglie (dai 4 anni)
Girls just wanna have… MAGIC
Emanuela Dall’Aglio / Campsirago residenza
INnaturale. Alla ricerca di strane creature

INnaturale. Alla ricerca di strane creature di Emanuela Dall’Aglio è lo spettacolo per le famiglie scelto per la Dance Week che omaggia la creatività femminile. Una cacciatrice di pensieri guiderà i bambini e le bambine nelle sale della Fonderia, che magicamente diventerà un bosco incantato abitato da animali misteriosi. Chi avrà il coraggio di entrare nella tana del Nero Lupo? Uno scienziato inconsueto conduce il pubblico alla ricerca di strane creature per scoprire e registrare i loro pensieri. Ha così inizio un viaggio misterioso che svela la presenza di animali immaginari: la covatrice con le sue numerose uova, la vecchia topa che tesse baffi di pesce gatto, decine di “lumacoscidi” e, per i più coraggiosi, la tana del “nero-lupo”. INnaturale è uno spettacolo itinerante e site specific, un’avventura alla scoperta di creature fantastiche, intorno alle quali Emanuela Dall’Aglio ha ideato nuove biografie. Una passeggiata poetica per tutte le età.

Un progetto di Emanuela Dall’Aglio
regia Emanuela Dall’Aglio
allestimento scenografico Emanuela Dall’Aglio
con (in alternanza) Benedetta Brambilla, Stefano Pirovano, Sebastiano Sicurezza, Emanuela Dall’Aglio, Noemi Bresciani, Riccardo Paltenghi, Arianna Losi
voci di Emanuela Dall’Aglio, Laura Cleri, Isabella Brogi e Sofia Bolognini
suoni Fabiano Fiorenzani
sound design Andrea Salvadori e Stefano Pirovano
con la collaborazione artistica di Michele Losi
foto Alvise Alessandro Crovato
produzione Lorenza Brambilla
ufficio stampa Giulia Castelnovo
distribuzione Francesca Lateana

una produzione di Campsirago Residenza
con il contributo di Fondazione Cariplo

Emanuela Dall’Aglio, costumista e scenografa, lavora per spettacoli, manifestazioni teatrali, festival, installazioni ed eventi. Premio Ubu 2021 per i costumi di Naturae è anche autrice e regista di teatro di animazione con spettacoli itineranti, installazioni interattive e una serie di spettacoli sulla fiaba classica. Dall’idea alla realizzazione Emanuela Dall’aglio crea costumi e scenografie, ma anche maschere, pupazzi e sculture.

Domenica 8 marzo ore 20.30
Girls just wanna have… A DEEP BREATH
Salvo Lombardo feat. Luna Cenere
Breathing Room

Breathing Room di Salvo Lombardo feat. Luna Cenere chiude la Dance Week che omaggia la creatività femminile. Una performance che trasforma il respiro in atto poetico: uno spazio dilatato per perdere il controllo, ascoltare la voce e abitare un ambiente in continua costruzione, tra corpo, suono e meditazione. Con Breathing room Salvo Lombardo si appoggia al respiro, avvicinandolo come atto poetico. Il lavoro consiste principalmente nell’invenzione di uno spazio ideale e dilatato in cui “riprendere fiato” e in cui praticare la perdita di controllo dell’artista sull’atto artistico stesso. La drammaturgia, che trae da Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candian inspirazione, è informata da una serie di sollecitazioni e suggestioni che Salvo Lombardo ha ricevuto nel tempo come dono da parte di diverse persone, colleghe e amiche, che hanno contribuito ad allenare il respiro come sostanza significante e come campo aperto di significati. Pensato come un ambiente in perenne edificazione Breathing room è una performance che si appoggia alla voce, ma anche al corpo: una stanza, un perimetro ideale di relazione, informato da una voce che proietta un dire e che evoca un fare a cavallo tra meditazione orale / pratica guidata / installazione sonora ambientale / podcast performativo. Ogni apertura di questo “respiratorio” costituisce un unicum non riproducibile, che si basa su un invito ad un* artista proveniente dall’ambito della danza e della performance ad abitare questo perimetro relazionale, assieme al pubblico presente, tramite l’attivazione di una performance determinata in tempo reale, senza prove, né anteprime, né repliche future grazie alla combinazione tra i suggerimenti della voce ambientale e dei suggerimenti che il performer riceve in cuffia e che decide come e se agire. L’invito si sostanzia in questo modo come atto di complicità nonché come espressione radicale di un essere-adesso e come occasione per mettere in discussione, respirando, i principi di autorità e di potere individuale che sottendono il sistema produttivo dell’arte: un invito da cui farsi portare, un’attitudine all’ascolto, un esercizio alla vulnerabilità e relazionalità che possa suggerire un atto di cura reciproco. Breathing room si inserisce nel solco della riflessione sulla “cura” portata avanti con la Lavanderia a Vapore di Collegno, di cui Lombardo Lombardo è artista associato. Cosa muove il respiro tra le cose: quel tra-spirare, quello spiraglio tra il prendere e il dare, tra il rubare pezzi di mondo e rilasciare fiato al mondo in pezzi?

Ideazione, testi, voce e ambiente Salvo Lombardo
Drammaturgia ispirata a Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani
Parole in forma di dono di Fabio Acca, Michele Di Stefano, Carlo Lei, Cristina Kristal Rizzo, Alessandro Sciarroni, Alessandro Tollari
Featuring (in o.a.) Philippe Barbut, Marta Ciappina, Marco D’Agostin, Nicola Galli, Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi, Francesca Pennini, Cristina Kristal Rizzo, Irene Russolillo
Sound design Fabrizio Alviti
Citazioni musicali da Ira di Iosonouncane

Produzione Chiasma
Con il sostegno di Lavanderia a vapore di Collegno
Con il contributo di MIC – Ministero della cultura

Salvo Lombardo è un performer, coreografo, artista multimodale e curatore di progetti performativi. Negli anni ha approfondito una ricerca che spazia tra la danza, il teatro e le arti visive con particolare attenzione ai linguaggi del video e dell’arte relazionale. Dal 2016 è direttore artistico della Compagnia Chiasma. Attualmente è artista associato di MilanOltre Festival e della Lavanderia a Vapore. I suoi lavori e i suoi progetti di ricerca si sono avvalsi della collaborazione con numerosi festival, teatri, musei e spazi indipendenti in Italia e all’estero tra cui il Théâtre National de Chaillot de Paris (FR), Attakkalari Dance Company di Bangalore (India), Triennale Milano, Aura Dance Theatre di Kaunas (LIT), Romaeuropa Festival, Teatro di Roma / Teatro nazionale, Museo Ara Pacis Roma, GAM / Galleria d’Arte Moderna Roma, MAXXI L’Aquila, Pirelli Hangar Bicocca, Museo del Novecento Milano, Museo della Scienza Milano, BE Festival (UK), Fondazione H401 Amsterdam (NL), La Briqueterie CDCN Paris (FR), Dans Brabant Tilburg (NL), Tanec Praha Festival (CZ), Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris (FR), Teatro nazionale della Toscana, Aterballetto / Centro coreografico nazionale, Scenario pubblico / Centro di rilevante interesse nazionale per la danza, Orbita / Centro nazionale di produzione della danza, MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Festival Short Theatre, Polo del 900 di Torino, Anghiari Dance Hub, Festival Attraversamenti Multipli, Kilowatt Festival e Teatri di Vetro. Nel 2012-2015 è stato co-direttore e regista di Clinica Mammut. Ha collaborato assiduamente con Fabbrica Europa fino al 2020. Nel 2017-2018 è stato artista associato al Festival Oriente Occidente. Dal 2019 al 2021 è stato co-curatore di Resurface Festival (Roma): incentrato sulle pratiche decoloniali e focalizzato sulle relazioni tra gli immaginari coloniali e le rappresentazioni contemporanee. Nel 2020 è tra i soci fondatori di Ostudio a Roma, uno spazio indipendente di coabitazione artistica e di ricerca multimediale. Dal 2021 è direttore artistico di Interazioni – Festival (Roma). Nel 21\22 è stato uno degli artisti selezionati per il progetto europeo MMDD_Micro and Macro Dramaturgies in Dance. Nel 2021 è stato selezionato come artista dal network europeo BeSpectActive! per il quale ha ideato Punctum, un’opera comunitaria e interattiva che indaga le dinamiche di spectatorship su larga scala e che coinvolge 12 paesi europei. Nel 2022 è stato tra gli artisti del progetto May Town in Zetkin Park dello Schaubühne Lindenfels Leipzig (DE), impegnato sulla ri-mediazione postcoloniale dell’Esposizione Industriale di Lipsia del 1897. Nel 2023 è stato invitato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino a sviluppare un progetto di ricerca intorno alle sue creazioni Excelsior – Amor – Sport.

Il caffè con le artiste
Sabato 7 marzo
Dalle 15.30 alle 16.30
Un momento di incontro e dialogo dedicato al tema della creatività femminile nella danza contemporanea, che vede protagoniste Antonella Bertoni, Simona Bertozzi, Monica Casadei e Lara Guidetti. Condotto dalla studiosa e curatrice Ariadne Mikou, Caffè con le artiste è uno spazio di conversazione aperta, pensato per dare voce alle diverse pratiche, visioni e traiettorie artistiche delle coreografe, avvicinando chi guarda a chi crea. Un’occasione conviviale per condividere pensieri, esperienze e prospettive sul fare artistico al femminile, davanti a un caffè.

Workshop di danza contemporanea con Estelle Bovay, danzatrice di Aterballetto
Giovedì 5 marzo
Dalle 18.00 alle 19.15
(max 20 partecipanti – dai 16 anni in su – livello intermedio-avanzato)
La partecipazione al workshop è riservata a chi acquista un biglietto per uno spettacolo a scelta.
Per prenotazioni scrivere a biglietteria@aterballetto.it

Aperitivo
Sabato 7 marzo
Dalle ore 18.00 alle ore 20.30
Selezione di prodotti e vini del territorio grazie alla collaborazione con il Mercato Campagna Amica del Tricolore

BIGLIETTI
I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it
Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
I biglietti non sono numerati. Cell e whatsapp 3341023554

Michele Olivieri

Foto di Abbondanza Bertoni _ph Andrea Macchia

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

Check Also

Uwe Scholz: analisi dello stile, spazio scenico e movimento

Uwe Scholz (1958-2004) ha segnato in modo indelebile la danza europea contemporanea, con una cifra ...

Nureyev Couture: quando la moda incontra il mito di Rudy

C’è un momento, sulla scena, in cui il corpo sembra sospeso tra gravità e desiderio. ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi