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Sei appuntamenti per la stagione danza al Teatro Verdi di Firenze


Sei appuntamenti, alcuni dei titoli più amati del repertorio e compagnie provenienti da realtà diverse della scena italiana e internazionale: il Teatro Verdi di Firenze costruisce una nuova stagione di danza che guarda alla tradizione senza rinunciare alla varietà delle proposte.

Il cartellone si apre sabato 24 ottobre con Il lago dei cigni della Roma City Ballet Company, titolo-simbolo del grande balletto ottocentesco e ancora oggi uno dei banchi di prova più affascinanti per una compagnia.

A dicembre, lunedì 28, sarà ancora la Roma City Ballet Company a portare in scena Lo Schiaccianoci, appuntamento ormai inseparabile dall’atmosfera delle feste e dal rito del balletto natalizio.

Il nuovo anno si apre invece con Romeo e Giulietta, in programma domenica 24 gennaio con il Russian Classical Ballet: un altro grande classico, questa volta costruito intorno alla forza narrativa della tragedia shakespeariana e alla musica di Prokof’ev.

Il 5 marzo sarà la volta di Io, Don Chisciotte del Balletto di Roma, mentre il 16 aprile il Balletto di Milano porterà al Verdi Notre-Dame de Paris, rilettura danzata dell’universo di Victor Hugo.

A chiudere la stagione, martedì 4 maggio, sarà Ballet 3k – Rachmaninoff del Balletto di Siena, con un appuntamento che introduce nel cartellone un diverso rapporto fra repertorio musicale e linguaggio coreografico.

Sei spettacoli, dunque, ma anche sei modi differenti di intendere il rapporto fra musica, corpo e racconto. Dai grandi titoli del balletto classico alle riletture contemporanee, il filo conduttore sembra essere la volontà di mantenere vivo il repertorio attraverso interpreti e compagnie differenti.

Ed è forse proprio questo il senso di una stagione di danza: permettere allo spettatore di riconoscere ciò che appartiene alla memoria del balletto e, nello stesso tempo, di scoprire come quelle stesse storie possano essere raccontate ancora, attraverso corpi, sensibilità e linguaggi nuovi.

Dal Lago dei cigni a Rachmaninoff, passando per Lo Schiaccianoci, Romeo e Giulietta, Don Chisciotte e Notre-Dame de Paris, il Teatro Verdi affida così alla danza sei occasioni per tornare a interrogarsi su ciò che rende un’opera capace di attraversare il tempo: la musica, il movimento e quella particolare magia del teatro che esiste soltanto quando il sipario si apre.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

 

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