Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / News / Opéra de Paris, il Concours de Promotion: date, posti e variazioni

Opéra de Paris, il Concours de Promotion: date, posti e variazioni

Opéra de Paris

Il Ballet de l’Opéra national de Paris si prepara a uno degli appuntamenti più attesi della propria stagione interna: il Concours de Promotion 2026, in programma giovedì 29 e venerdì 30 ottobre al Palais Garnier. Un appuntamento che, più di un semplice esame, rappresenta ogni anno un momento importante nella vita della compagnia, perché determina il passaggio dei danzatori alle categorie superiori.

Anche quest’anno viene confermata la formula introdotta nella precedente edizione: per ciascun grado i candidati potranno confrontarsi con tre variazioni imposte, differenti per stile e linguaggio. Una scelta che mette in primo piano non soltanto la preparazione accademica, ma anche la capacità dell’artista di adattarsi a repertori molto diversi.

La particolarità dell’Opéra di Parigi resta proprio nella natura del concorso. Mentre nelle principali compagnie internazionali la progressione dei danzatori dipende generalmente dalle decisioni della direzione, all’Opéra la promozione è tradizionalmente legata a questa prova pubblica interna.

Un sistema che affonda le proprie radici oltre un secolo fa e che, negli ultimi anni, ha attraversato diverse modifiche. Con l’arrivo di José Martinez alla direzione della Danza, il meccanismo era stato inizialmente ridimensionato, prevedendo il concorso soltanto per alcune categorie. Successivamente era rimasto riservato ai Quadrilles, per poi tornare, nella passata stagione, a coinvolgere nuovamente tutte le classi.

La novità più significativa era stata proprio l’introduzione delle tre possibilità stilistiche fra cui scegliere. La formula viene dunque riproposta nel 2026 e consente ai candidati di orientarsi verso una variazione classica, una di matrice neoclassica oppure una appartenente al repertorio contemporaneo.

Una scelta che permette alla commissione di osservare non soltanto la solidità tecnica, ma anche la versatilità interpretativa e la personalità scenica.

Per l’edizione 2026 sono previste complessivamente 13 promozioni:

2 posti per le Sujet donne

3 posti per i Sujet uomini

4 posti per le Coryphées donne

4 posti per i Coryphées uomini

Non è invece previsto, secondo le informazioni diffuse, un concorso per la categoria dei Sujets, uomini e donne, a causa della disponibilità limitata di posti nelle categorie superiori di Première danseuse e Premier danseur.

Per molti giovani appartenenti al corpo di ballo, soprattutto tra i Quadrilles, si tratta quindi di un passaggio particolarmente significativo.

Per le Quadrilles donne la scelta comprende Paquita di Pierre Lacotte, ricostruzione da Joseph Mazilier e Marius Petipa, con la variazione dal Pas de deux del matrimonio del secondo atto; il Tchaïkovski Pas de deux di George Balanchine, nella variazione della danzatrice; oppure Driftwood di Imre e Marne Van Opstal, affidato originariamente a Ida Viikinkoski.

Per i Quadrilles uomini, invece, le possibilità sono la Mazurka da Études di Harald Lander, la variazione del Jeune Homme da Les Mirages di Serge Lifar oppure il solo di Manuel Legristratto da O złożony / O composite di Trisha Brown.

Il confronto è dunque fra linguaggi molto differenti: dalla precisione della tradizione accademica alla scrittura neoclassica, fino alla fisicità del contemporaneo.

Anche per le Coryphées donne il programma propone tre direzioni diverse. La prima è la celebre variazione di Kitri, nella scena della Visione del secondo atto del Don Quichotte di Rudolf Nureyev, da Marius Petipa. La seconda appartiene a Diane et Actéon di Patrice Bart, da Agrippina Vaganova, con la variazione di Diane. La terza è il solo tratto da Arena di Morgann Runacre-Temple e Jessica Wright, associato a Loup Marcault-Derouard e Caroline Osmont.

Per i Coryphées uomini sono invece previste la variazione di Solor dal secondo atto de La Bayadère di Rudolf Nureyev, da Marius Petipa; la variazione maschile di Célébration di Pierre Lacotte; oppure il solo A Man of the cloth da Speaking in Tongues di Paul Taylor.

Il repertorio contemporaneo scelto quest’anno appare particolarmente netto nella sua differenza rispetto al linguaggio accademico. Non si tratta semplicemente di introdurre una variazione “moderna” accanto a una classica, ma di chiedere ai candidati di confrontarsi con tecniche, dinamiche e modalità espressive realmente differenti.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026: la possibilità per ciascun danzatore di utilizzare la scelta della variazione per mettere in evidenza la propria identità artistica.

Le prove si svolgeranno per categoria. I danzatori saranno chiamati in ordine alfabetico, secondo una lettera iniziale stabilita annualmente tramite sorteggio. Ogni candidato presenterà una delle tre variazioni imposte previste per la propria categoria e, successivamente, una variazione libera, scelta all’interno del repertorio del Ballet de l’Opéra de Paris.

Quest’ultima potrà appartenere tanto al repertorio classico quanto a quello contemporaneo. È proprio nel rapporto fra variazione imposta e variazione libera che il concorso assume una particolare fisionomia: da una parte la capacità di rispondere a precise richieste tecniche e stilistiche; dall’altra la possibilità di mostrare quale repertorio valorizzi maggiormente le caratteristiche personali dell’interprete.

I risultati potranno essere comunicati nel corso delle giornate di concorso oppure al termine delle due prove. La giuria è normalmente presieduta da Alexander Neef, direttore dell’Opéra national de Paris, e comprende José Martinez, direttore della Danza, insieme ai maestri e alle maestre di balletto della compagnia.

A completare la commissione possono essere chiamati artisti e professionisti esterni — coreografi, direttori di compagnia e danzatori provenienti da altre realtà internazionali — oltre a rappresentanti del Ballet de l’Opéra de Paris individuati attraverso sorteggio.

Una composizione che riflette la complessità del giudizio: il concorso non riguarda infatti soltanto l’esecuzione impeccabile di una variazione, ma la capacità di un artista di sostenere il passaggio a una nuova responsabilità all’interno di una delle compagnie più osservate della scena internazionale.

Il 29 e 30 ottobre 2026, dunque, il Palais Garnier tornerà a essere il luogo nel quale si misureranno le nuove generazioni del Ballet de l’Opéra de Paris.

Secondo le informazioni attualmente disponibili, la prima giornata sarà dedicata agli uomini e la seconda alle donne. Il concorso non è un evento aperto alla normale vendita dei biglietti: l’accesso alla sala è riservato agli invitati.

Al di là dei nomi che alla fine compariranno nell’elenco delle promozioni, il Concours de Promotion conserva così il suo significato più profondo: essere uno dei momenti nei quali la grande tradizione dell’Opéra viene osservata nel suo continuo passaggio da una generazione all’altra.

Non soltanto una verifica tecnica, dunque, ma un momento nel quale ogni danzatore è chiamato a dimostrare quanto della scuola ricevuta sia ormai diventato linguaggio personale, presenza scenica e identità d’artista.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

Check Also

Il Teatro Grande di Brescia accoglie La Veronal con “Sonoma”

Venerdì 2 ottobre alle ore 20.00 la Sala Grande del Teatro Grande di Brescia ospiterà ...

Coreografia e brano musicale: perché scegliere la musica giusta cambia tutto

Una sequenza di passi smette di essere esercizio di tecnica e si trasforma in arte ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi