
Qual è il tuo balletto classico preferito?
Non riesco a scegliere un solo balletto classico preferito. Forse Alice nel Paese delle Meraviglie è uno di questi. Ma è più facile scegliere un balletto classico che proprio non mi piace.
Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito?
Lo stesso vale per il balletto contemporaneo: non riesco a sceglierne uno solo. Ci sono così tanti capolavori meravigliosi.
Il teatro a cui sei più legata?
L’Opéra di Parigi. È stato davvero speciale assistere a uno spettacolo lì.
Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti?
Mi piacerebbe vedere un balletto in tre atti intitolato Via col vento.
Quale film trasformeresti in un balletto?
Lo stesso vale per il libro: Via col vento.
Qual è il costume di scena che hai amato di più?
I costumi di Manon o Mayerling ti fanno entrare immediatamente nel personaggio.
Di che colore è la danza?
Per me, il viola è il colore della danza.
Che profumo ha la danza?
La danza profuma di legno e polvere.
Qual è la musica di balletto più bella mai scritta?
Per me, la partitura più bella mai scritta per un balletto è Il canto della foresta di Mykhailo Skorulskyi. È qualcosa di magico. Ho apprezzato molto anche The Winter’s Tale di Joby Talbot.
Un film sulla danza indispensabile?
Center Stage è il miglior film sulla danza.
Una leggenda della danza: un uomo e una donna?
Mi dispiace, non posso scegliere una persona a discapito delle altre. Non sarebbe giusto. Non esiste il danzatore migliore in assoluto. C’è sempre qualcosa da ammirare in ogni grande danzatore.
Qual è il tuo passo o movimento preferito?
Il renversé.
Tra i personaggi del balletto classico, chi vorresti essere nella vita reale?
Mi piacerebbe fare due chiacchiere con Kitri.
Chi è stato il più grande genio della coreografia?
Maurice Béjart.
Se potessi incontrare Tersicore, cosa le diresti?
Se immaginiamo che Tersicore esista davvero, le chiederei: «Esiste una danza senza alcuno scopo?»
In tre parole, come descriveresti la disciplina della danza?
La danza è passione, gioia e dedizione a sé stessi.
Quando oggi ti guardi allo specchio, cosa vedi?
Quando mi guardo allo specchio, spesso scherzo dicendo: «L’orrore persiste, ma anch’io». Mi fa ridere il fatto di essere sempre insoddisfatta di ciò che vedo e, allo stesso tempo, un po’ frustrata dal fatto che questo percorso verso la perfezione — una perfezione che non esiste — sia infinito.
Michele Olivieri
Foto di Maria Duka
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