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Tag Archives: Danza classica

Martina Valentini, nuova solista del Teatro alla Scala

Dal 24 agosto sono riprese le attività del Corpo di Ballo, impegnato nelle produzioni che caratterizzeranno i prossimi mesi autunnali, da Giselle (in scena dal 1 al 23 ottobre) al dittico Balanchine Bausch / Stravinskij (dal 7 al 21 novembre, con il ritorno di Apollo e con la prima volta della Scala per la attesissimo Sacre di Pina Bausch), oltre che nelle danze della Traviata di Liliana Cavani in scena dal 19 settembre al 15 ottobre con la direzione di Michele Gamba. E la ripresa porta anche nuovi passaggi nella Compagnia: avendo superato il Concorso internazionale recentemente tenutosi al Teatro alla Scala, a partire dal 24 agosto Martina Valentini assume la posizione di ballerina solista. Per quanto riguarda il Corpo di ballo, il Concorso internazionale per posti di ballerine di fila e ballerino di fila ha portato ai seguenti risultati: Daisy Libero, Ludovica Di Pasquale, Sienna Bingham, Stefania Boanta, Laura Farina entrano in organico dal 24 agosto; nei prossimi mesi a loro si aggiungeranno anche Gisele Ghidoli e Francesco Della Valle. Martina Valentini inizia i suoi studi a Roma. Dal 2013 al 2017 è presso la Scuola di Danza Balletto di Roma; nel 2018 entra alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Pierre Lacotte

Nel vasto panorama della danza del Novecento e del nuovo millennio, Pierre Lacotte occupa un posto singolare e prezioso: quello di un artista che ha saputo trasformare la memoria in creazione, il passato in presenza viva. La sua arte non si è limitata alla coreografia intesa come invenzione di nuovi movimenti, ma si è sviluppata come un raffinato esercizio di ascolto della storia, una ricerca appassionata delle tracce lasciate dai grandi maestri del balletto romantico e classico. Lacotte possedeva una sensibilità rara, capace di cogliere il valore poetico di ciò che sembrava perduto. Nelle sue mani, antichi libretti, incisioni, annotazioni, disegni di costumi e testimonianze frammentarie diventavano materia viva, strumenti attraverso cui restituire al pubblico opere che il tempo aveva cancellato dalle scene. Tuttavia, il suo lavoro non era mai una semplice operazione archeologica. Egli comprendeva che la danza non può essere conservata come un oggetto in un museo: deve respirare, emozionare, parlare agli spettatori del presente. Per questo le sue ricostruzioni erano sempre animate da una profonda intelligenza teatrale, capaci di unire rigore storico e forza espressiva. L’eleganza rappresentava forse il tratto più distintivo della sua poetica. Un’eleganza che non coincideva con il puro virtuosismo tecnico, ma con una ...

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Alessandro Casà da Palermo all’Arena di Verona

Un riconoscimento che premia il talento artistico e testimonia la straordinaria crescita del Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo. Alessandro Casà, ballerino della compagnia palermitana, è stato invitato in qualità di primo ballerino ospite per interpretare il ruolo di John in Zorba il Greco, la coreografia di Lorca Massine sulle celebri musiche di Mikis Theodorakis, in programma all’Arena di Verona il 25 e il 26 agosto. L’invito a calcare uno dei palcoscenici più grandi e prestigiosi al mondo, al fianco di stelle internazionali provenienti da istituzioni come il Teatro alla Scala, l’Opera di Atene e il Teatro Nazionale Sloveno, rappresenta un traguardo di altissimo profilo. Questo importante ingaggio sottolinea il grande exploit compiuto negli ultimi anni dal Corpo di Ballo del Teatro Massimo, guidato dal direttore Jean-Sébastien Colau. Un percorso di valorizzazione e crescita professionale che oggi porta i suoi talenti ad affermarsi nei cartelloni dei massimi teatri italiani ed esteri, confermando la centralità della scuola e della compagnia palermitana nel panorama tersicoreo nazionale. «L’invito ad Alessandro Casà all’Arena di Verona è motivo di grande gioia e di orgoglio per il Teatro Massimo di Palermo e per il suo Corpo di Ballo – commenta Marco Betta, Sovrintendente della Fondazione ...

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“Codice Carla”, oltre il mito [RECENSIONE]

Con Codice Carla, Daniele Luchetti affronta Carla Fracci senza cercare scorciatoie celebrative. È una scelta importante, perché raccontare oggi una figura come la sua significa misurarsi con un’immagine pubblica già potentissima, sedimentata negli anni attraverso il teatro, la televisione, il cinema e una quantità sterminata di fotografie. Fracci è stata a lungo qualcosa di più di una grande ballerina: è diventata un volto riconoscibile della cultura italiana. Il merito principale del documentario è quindi non dare per scontato il mito, ma provare a guardarlo da una distanza diversa. Luchetti non costruisce una biografia tradizionale. Non procede semplicemente dall’infanzia alla formazione, dai primi successi alla consacrazione internazionale, ma utilizza la memoria, le immagini d’archivio e le testimonianze per restituire una personalità artistica complessa. La Fracci che emerge non è soltanto l’interprete impeccabile associata alla leggerezza e all’eleganza, ma una professionista consapevole della durezza del proprio mestiere, del sacrificio necessario per raggiungere quella naturalezza che sul palcoscenico sembrava quasi priva di sforzo. A raccontarla sono Roberto Bolle, Alessandra Ferri, Eleonora Abbagnato, Carolyn Carlson, Marina Abramović, Chiara Bersani, Jeremy Irons ed Enrico Rava, insieme al marito Beppe Menegatti, al figlio Francesco Menegatti e alle testimonianze di Luisa Graziadei, Vittoria Regina, Gaia Straccamore e ...

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Le fiabe che hanno segnato la tradizione della danza

Le favole hanno attraversato i secoli cambiando voce e linguaggio, ma conservando intatto il loro potere di incantare. Quando sono approdate sulle tavole dei grandi teatri, hanno trovato nel balletto classico una forma espressiva capace di trasformare parole e immagini in movimento, musica e poesia. Senza ricorrere al dialogo, i coreografi hanno affidato ai gesti, alle variazioni e ai passi a due il compito di raccontare emozioni universali, dando vita a spettacoli che ancora oggi rappresentano il cuore del repertorio internazionale. Tra le storie più amate figura La bella addormentata, ispirata alla celebre fiaba di Charles Perrault. La versione coreografica realizzata da Marius Petipa sulle immortali musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij debuttò nel 1890 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, imponendosi immediatamente come uno dei massimi esempi del classicismo accademico. La vicenda della principessa Aurora, vittima della maledizione della fata Carabosse e risvegliata dal bacio del principe Désiré, diventa un viaggio nella perfezione tecnica e nell’eleganza formale. Celebre è il grandioso finale, nel quale compaiono anche numerosi personaggi delle favole di Perrault, trasformando il matrimonio dei protagonisti in una festa dedicata all’intero universo fiabesco. Non meno celebre è Cenerentola, storia di riscatto e speranza che ha ispirato diverse versioni coreografiche. ...

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The Washington Ballet celebra i cinquant’anni nella stagione 26-27

Il 2026/27 rappresenta una tappa fondamentale nella storia del The Washington Ballet. La compagnia della capitale statunitense inaugura infatti la propria 50ª stagione, costruendo un cartellone che guarda contemporaneamente al passato e al futuro, nel segno del motto Fifty Years of Movement. Celebrating Everything Ahead. La stagione si apre dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 con Go-Go 50, il progetto più emblematico dell’anniversario. Non si tratta semplicemente di una nuova produzione, ma di un omaggio alla cultura di Washington, che intreccia il linguaggio del balletto con la storica musica go-go, genere nato proprio nella capitale americana e oggi riconosciuto come parte integrante della sua identità culturale. L’idea riflette la volontà della direzione artistica di rafforzare il legame tra la compagnia e la città, trasformando il balletto in uno specchio della comunità contemporanea. Come da tradizione, il periodo natalizio sarà affidato a The Nutcracker, in scena dal 28 novembre al 27 dicembre 2026, appuntamento imprescindibile del repertorio e pilastro della programmazione di ogni grande compagnia americana. Il balletto continua a rappresentare uno dei momenti più attesi della stagione, capace di coniugare valore artistico e forte richiamo per il pubblico. L’evento forse più atteso dell’intera stagione arriverà però nel febbraio 2027 ...

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Giselle: il capolavoro romantico torna alla Scala

Il Balletto del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri inaugura il ritorno in palcoscenico dopo la pausa estiva con uno dei massimi capolavori della storia della danza: Giselle, titolo imprescindibile del repertorio romantico che dall’1 al 23 ottobre torna a vivere sul palcoscenico scaligero in una delle produzioni più rappresentative della tradizione classica internazionale. L’allestimento, che sarà inoltre oggetto di una registrazione realizzata da Rai Cultura, consentirà di documentare e diffondere una delle pagine più significative del patrimonio coreutico custodito dal Teatro alla Scala, contribuendo alla valorizzazione di un’opera che da oltre un secolo e mezzo continua a rappresentare il paradigma del balletto romantico. Assente dalla programmazione milanese dal 2022, ma accolta con grande entusiasmo dal pubblico internazionale durante la tournée del Corpo di Ballo a Shanghai nel 2024, Giselle ritorna nella storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot, proposta nella celebre ripresa di Yvette Chauviré, interprete leggendaria e custode della più autentica tradizione dell’École française. La sua versione rappresenta uno dei più autorevoli punti di riferimento nella trasmissione dello stile romantico, capace di preservarne la purezza formale, l’equilibrio drammatico e quella particolare qualità poetica che continua a renderla un modello interpretativo per generazioni di ballerini. Presentato all’Opéra ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Auguste Bournonville

Auguste Bournonville rappresenta una delle figure più alte e originali della storia della danza europea dell’Ottocento. La sua eredità non appartiene soltanto al teatro di danza danese, ma si inserisce in quella più ampia vicenda culturale che, nel corso del XIX secolo, trasformò il balletto da spettacolo di corte a forma d’arte capace di esprimere caratteri, sentimenti, conflitti sociali e aspirazioni individuali. Coreografo, maestro di ballo, danzatore e direttore artistico, Bournonville seppe costruire un linguaggio personale, immediatamente riconoscibile, nel quale la raffinatezza della tecnica accademica conviveva con una sorprendente naturalezza espressiva. La sua opera divenne il fondamento della grande tradizione del balletto danese e, ancora oggi, costituisce uno dei patrimoni più preziosi della cultura coreutica europea. Nato a Copenaghen il 21 agosto 1805, August Bournonville proveniva da un ambiente profondamente legato al teatro e alla danza. Suo padre, Antoine Bournonville, era un celebre danzatore e pedagogo di origine francese, stabilitosi in Danimarca dopo una carriera che lo aveva portato a lavorare nei principali ambienti teatrali europei. Il giovane Auguste crebbe dunque in un mondo nel quale la danza non era un semplice mestiere, ma una disciplina rigorosa, una forma di educazione del corpo e, soprattutto, un linguaggio artistico. Fin dagli ...

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Davide Dato: un compleanno tra talento e passione

Oggi celebriamo il compleanno di Davide Dato, nato a Biella il 20 agosto 1990, uno dei più prestigiosi e riconosciuti interpreti italiani della danza classica sulla scena internazionale. Nel panorama mondiale della danza, il nome di Davide Dato si è affermato negli anni come simbolo di talento, determinazione, eleganza e straordinaria professionalità. Primo ballerino del Wiener Staatsballett, il Balletto dell’Opera di Vienna, Davide ha costruito una carriera di assoluto rilievo, distinguendosi nei grandi ruoli del repertorio classico e contemporaneo e portando sui più importanti palcoscenici internazionali il valore e la tradizione della scuola italiana. La sua è una storia che parte da Biella e arriva nel cuore della cultura europea. Fin dai primi anni, la passione per la danza si trasforma in una vera vocazione e in un percorso di formazione rigoroso, fatto di sacrifici, studio quotidiano e costante ricerca della perfezione. Una disciplina che, unita a un talento naturale fuori dal comune, gli permette di confrontarsi molto presto con alcune delle più prestigiose istituzioni della danza internazionale. Davide si forma alla Ballettakademie der Wiener Staatsoper, una delle più importanti scuole di danza del mondo, dove acquisisce una solida preparazione tecnica e artistica. Successivamente perfeziona la propria formazione negli Stati ...

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Su Rai5 il documentario dedicato a Carla Fracci

Ci sono artisti che appartengono al proprio tempo e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per appartenere a un’idea stessa di arte. Carla Fracci è una di queste figure. Il suo nome non evoca soltanto la grande danza italiana, il palcoscenico della Scala, i teatri internazionali o le pagine più prestigiose della storia del balletto. Evoca un modo di stare sulla scena, una forma di rigore, una capacità quasi misteriosa di trasformare il movimento in racconto. È proprio da questa dimensione che prende avvio Codice Carla, il documentario in onda giovedì 20 agosto alle ore 16:56 su Rai5, all’interno dello spazio DOCUMENTI/DANZA. Un ritratto che, attraverso immagini d’archivio, interviste e testimonianze, prova a entrare non soltanto nella biografia dell’étoile, ma nella grammatica segreta della sua arte: quel particolare “codice” fatto di disciplina, sensibilità, tecnica, sacrificio e presenza scenica che ha contribuito a trasformare Carla Fracci in un’icona. Raccontare Carla Fracci significa infatti affrontare una domanda più difficile di quella, apparentemente semplice, di come si costruisca una grande ballerina. Significa chiedersi che cosa accade quando il corpo smette di essere soltanto uno strumento tecnico e diventa un linguaggio. Quando un gesto, una postura, un equilibrio o una pausa riescono a comunicare ...

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