
Dal 2010, anno della loro nascita, i GD Awards di giornaledelladanza.com rappresentano una bussola autorevole per orientarsi nel complesso e affascinante panorama della danza internazionale. In quindici edizioni, il premio ha saputo costruire una vera e propria mappa culturale dell’arte coreutica, capace di tenere insieme la grande tradizione accademica e le più innovative espressioni contemporanee.
Anche nel 2025, come da consuetudine a fine anno, i lettori del giornale, l’intera redazione, il direttore Sara Zuccari, il vicedirettore Lorena Coppola e il caporedattore e coordinatore del Premio Michele Olivieri, hanno decretato le eccellenze della danza, riconoscendo artisti, istituzioni e personalità che hanno inciso in modo determinante sul presente e sul futuro di quest’arte.
Nel segno delle grandi scuole storiche si collocano i premi assegnati alle Stelle Internazionali, categoria che vede protagonisti Maia Makhateli, prima ballerina del Dutch National Ballet, Julian Mackay, primo ballerino del Bavarian State Ballet, Guillaume Diop, danseur étoile del Ballet de l’Opéra de Paris – teatro fondato nel 1661 da Luigi XIV e matrice stessa del balletto accademico –, Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre, Giorgi Potskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet, e Matthew Ball, primo ballerino del Royal Ballet, emblema della tradizione britannica sviluppatasi nel Novecento attorno alla figura di Ninette de Valois.
Accanto ai protagonisti affermati, il premio guarda al futuro attraverso la categoria Giovane Stella Internazionale, che celebra Vsevolod Maievskyi del Dutch National Ballet, Victor Cagnin del Wiener Staatsballett, Thomas Dilley del Cincinnati Ballet, Jorge Garcia Alonso del Philadelphia Ballet e Joakim Visnes del Norwegian National Ballet, interpreti che incarnano la nuova generazione di una danza sempre più globale.
La scena italiana trova piena rappresentazione nella categoria Stella Italiana, che vede premiati Martina Arduino, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, Annachiara Amirante, étoile del Teatro di San Carlo di Napoli – il più antico teatro d’Opera ancora attivo al mondo –, Domenico Di Cristo, solista del Teatro alla Scala, Simone Agrò, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma, Linda Giubelli, solista del Teatro alla Scala, e Alessandra Amato, étoile del Teatro dell’Opera di Roma.
Il talento italiano oltreconfine è invece celebrato con la categoria Stella Italiana all’Estero, che riconosce Rosario Guerra al Theater Basel, Vittoria Girelli al Balletto di Stoccarda, Lorenzo Lelli al Ballet de l’Opéra de Paris, Alice Bellini all’English National Ballet, Silvia Selvini, prima ballerina del Royal Danish Ballet custode della tradizione bournonvilliana, e Duccio Tariello al Wiener Staatsballett.
La creazione coreografica trova spazio nella categoria Coreografo dell’Anno, che premia Goyo Montero, Marcos Morau, Annabelle Lopez Ochoa, Twyla Tharp, pioniera della modern dance americana, Marco Goecke e Francesco Annarumma, a testimonianza di una pluralità di linguaggi che caratterizza la danza contemporanea.
Il ruolo strategico della direzione artistica è riconosciuto con i premi ad Alessandra Ferri per il Wiener Staatsballett, Laurent Hilaire per il Bayerisches Staatsballett e Christian Spuck per lo Staatsballett Berlin, mentre in Italia vengono premiati Eleonora Abbagnato, alla guida del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, e Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano.
Particolare attenzione è riservata ai Progetti Speciali, tra cui Les Étoiles au Château di Hugo Marchand e Alexandra Cardinale, i progetti Resid’AND, DnAND e Core(L)AND dell’Accademia Nazionale di Danza diretta da Annamaria Galeotti, e OnDance di Roberto Bolle, iniziativa che ha contribuito in modo decisivo alla diffusione della danza presso il grande pubblico.
La formazione coreutica viene celebrata attraverso il riconoscimento all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, fondata nel 1948 da Jia Ruskaja, e al Nuovo Balletto Classico di Reggio Emilia, diretto da Elena Casolari, Rezart Stafa e Nicoletta Stefanescu.
Nel solco della grande tradizione pedagogica italiana si collocano i premi alle scuole di danza dirette da Clotilde Vayer al Teatro di San Carlo di Napoli, Eleonora Abbagnato al Teatro dell’Opera di Roma e Frédéric Olivieri all’Accademia Teatro alla Scala, mentre per le scuole estere vengono premiati Patrick Armand alla Ballettakademie der Wiener Staatsoper, Amanda Bennett alla Ballettschule Theater Basel e Luca Masala all’Académie Princesse Grace di Montecarlo.
Il Premio Speciale alla Didattica rende omaggio a Liliana Cosi, Annarella Sanchez, Annamaria Galeotti e Bella Ratchinskaja, figure che hanno dedicato la propria vita alla trasmissione dell’arte della danza.
Gli spettacoli istituzionali delle scuole premiati includono Schiaccianoci della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, il Gala Premio Roma Danza 2025 dell’Accademia Nazionale di Danza e lo Spettacolo di Fine Anno 2025 della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.
Le Compagnie di Danza Estere premiate sono il Ballet Nacional de Cuba, diretto da Viengsay Valdés, il Northern Ballet, diretto da Federico Bonelli, e la Martha Graham Dance Company, oggi guidata da LaRue Allen, custode dell’eredità della modern dance americana.
Per l’Italia vengono premiate la Compagnia Abbondanza/Bertoni di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, la Cornelia Dance Company di Nyko Piscopo e il Nuovo Balletto di Toscana diretto da Philippe Kratz.
Nel repertorio classico vengono riconosciuti La Bella Addormentata nel Bosco del Teatro alla Scala nella coreografia di Rudolf Nureyev, Marco Spada all’Opera di Roma nella ricostruzione di Pierre Lacotte, Giselle al Teatro Massimo di Palermo nella versione di Jean-Sébastien Colau e Giselle al Teatro di San Carlo di Napoli nella versione di Patricia Ruanne.
Per il contemporaneo vengono premiati Il Cimento dell’Armonia di Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga, Tenir le Temps di Rachid Ouramdane, Waltz di Saburo Teshigawara e Rihoko Sato e Sahara di Claudia Castellucci, mentre l’installazione coreografica On the Other Earth di Wayne McGregor per la Biennale Danza di Venezia 2025 rappresenta il riconoscimento alla ricerca interdisciplinare.
La diffusione della danza è celebrata attraverso il Nervi International Ballet Festival, diretto da Jacopo Bellussi, il Prix de Lausanne, sotto la direzione di Kathryn Bradney, e il gala La Gioia di Danzare diretto da Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko.
L’Evento Speciale è dedicato alla mostra Lo Sguardo Nascosto – La danza dietro il sipario, con le fotografie di Gérard Uféras, ospitata al Museo Teatrale alla Scala diretto da Donatella Brunazzi.
Lo sguardo al futuro passa attraverso la categoria Giovani Talenti, che premia Younjae Park, vincitore del Prix de Lausanne 2025, Anna Sparapano unica italiana in concorso a Losanna (al tempo allieva di DAW Dancer At Work, oggi danzatrice al Ballet de l’Opéra National de Bordeaux), Jakob Wheway Hughes dell’English National Ballet e Chloe Helimets della Bayer Ballet Academy negli Stati Uniti.
Vengono inoltre riconosciuti come migliori repetiteur, coach e supervisori coreografici Piotr Nardelli, Maina Gielgud, Cynthia Harvey e Myrna Kamara, mentre per scene e costumi sono premiati Anne Salmon e Gil Isoart per Marco Spada e Franca Squarciapino per La Bella Addormentata.
I riconoscimenti ai maître de ballet e professeur vanno ad Antonino Sutera, Juichi Kobayashi, Marcelo Gomes e François Petit, con una menzione per Elisabet Ros come assistente alla direzione al Béjart Ballet Lausanne.
I Premi alla Carriera celebrano Marcia Haydée, Susanna Egri, Vladimir Malakhov, Dominique Khalfouni e Heinz Spoerli, mentre il Gran Premio Speciale alla Memoria rende omaggio a Beppe Menegatti, Dada Masilo, Marinel Stefanescu, Yury Grigorovich e Hans van Manen.
Chiude il palmarès il Premio GD “Una Vita per l’Arte”, assegnato a Tatiana Leskova, Ethéry Pagava e Claude Bessy, figure che hanno attraversato la storia della danza del Novecento lasciando un’impronta indelebile.
I GD Awards 2025 si confermano così non solo come un riconoscimento all’eccellenza, ma come un racconto corale della danza: un’arte che vive nel presente grazie alla forza della sua memoria e che guarda al futuro attraverso la formazione, la ricerca e il talento delle nuove generazioni. Un premio che, anno dopo anno, continua a custodire e rinnovare l’identità della danza come patrimonio culturale universale.
Michele Olivieri
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