
Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale.
Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca.
L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala.
Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a sé stante per il suo eccezionale valore virtuosistico, è oggi considerata un caposaldo del vocabolario classico-accademico.
Ambientato nella Spagna napoleonica, il balletto scioglie le intricate vicende che conducono la giovane gitana Paquita, ignara delle sue nobili origini, all’unione con l’ufficiale Lucien d’Hervilly.
La Suite presentata dalla Scuola scaligera si apre con la Polonaise-Mazurka eseguita dagli allievi fra il 2° e il 5° corso, seguita dall’Entrée del corpo di ballo femminile. Snodo centrale della suite è il Pas de deux sull’Adagio della coppia principale, Lucien e Paquita, interpretati da due allievi dell’ultimo anno. Un passo a due che esige una notevole maturità tecnica, in cui la rigorosa grammatica accademica si fonde armoniosamente con le geometrie tracciate dalle quattordici ballerine che compongono il corpo di ballo.
Nel finale, le virtuosistiche variazioni di Lucien e Paquita convergono nella spumeggiante Coda, impegnando gli allievi in brillanti piqués taquetés e nei classici fouettés en tournant, restituendo la bellezza della grande tradizione del balletto classico.
Cambio di registro con il linguaggio contemporaneo di Rossini cards di Mauro Bigonzetti, ripreso da Paola Vismara e Walter Madau, nel repertorio della Scuola dallo scorso anno.
La forza espressiva dei giovani danzatori dialoga con la dinamicità che anima questo pezzo concepito nel 2004, restituendo nei movimenti un mosaico coreografico in perfetta sintonia con la musica di Rossini: sinuose suggestioni di forme, richiami alla purezza formale, intrecci di prese audaci e momenti di fusione sinergica tra corpi, fino all’esplosione di una trascinante energia.
La sequenza si apre con una tavolata sorprendente, in cui i danzatori rimanendo seduti orchestrano rapidi e precisi movimenti di testa e braccia, sulle note del sestetto Questo è un nodo avviluppato da La Cenerentola.
Segue un duetto a terra dalle plastiche pose scultoree su Ouf! Les petits pois tratto dai Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, raccolta di brevi composizioni per pianoforte solo, per voce e pianoforte, per ensemble vocali e cameristici). È quindi l’Andante della Sonata n.2 in La minore per archi, a scandire i movimenti nervosi e concitati di un tormentato assolo femminile a cui fa seguito, sull’Allegro della stessa Sonata, un terzetto giocato su intrecci coreografici e ardite elevazioni. Ancora sulle note di uno dei brani dei Péchés de vieillesse, il Prélude fugassé, irrompe un altro assolo femminile incalzante nella vivacità ritmica e nella precisione del tratto sulle punte. Un ironico tributo al talento culinario del compositore precede l’ultimo passo a due femminile, in bianco e nero, sul Prélude inoffensif, pervaso da un’intesa magnetica e complice. Gran finale sull’Ouverture de La gazza ladra, in cui il crescendo rossiniano si esprime in tutta la sua forza in una coreografia travolgente, interpretata dai giovani talenti abbigliati in giacca, pantaloni e basco nero.
Conclude il viaggio attraverso gli stili l’ultima acquisizione nel repertorio della Scuola: Bolero X di Shahar Binyamini, nella ripresa di Walter Madau.
Binyamini, tra i coreografi più acclamati della nuova generazione israeliana, firma un lavoro capace di sprigionare una forza ancestrale e rituale puntando sulla connessione potente fra i danzatori.
Sull’andamento insistente e ipnotico della celebre partitura di Maurice Ravel, Binyamini – ex danzatore della Batsheva Dance Company e cofondatore di un gruppo di ricerca pionieristico con sede al Weizmann Institute for Science che esplora i legami fra danza e scienza – schiera cinquanta allieve ed allievi, di cui valorizza l’interazione tra i corpi attraverso un movimento teso, ricco di torsioni e spirali che genera disegni dinamici nello spazio.
Gli appuntamenti al Piccolo Teatro di Milano si inseriscono in una stagione fitta di impegni per la Scuola di Ballo, sia sul territorio nazionale sia all’estero, destinata a protrarsi in piena estate.
Dopo il conferimento dei diplomi il 6 giugno, che decreta il coronamento del percorso di studi degli allievi dell’8° corso, l’attività artistica proseguirà in altre prestigiose sedi come il Festival di Montecatini (1° luglio) e il Teatro di Tharros (7 luglio), per culminare sul palcoscenico del New National Theatre di Tokyo in occasione del Ballet Asteras 2026 l’1 e 2 agosto.
Per acquistare i biglietti online: https://www.piccoloteatro.org/it/2025-2026/scuola-di-ballo-dell-accademia-teatro-alla-scala
Le date:
Giovedì 7 maggio 2026, ore 19.30
Venerdì 8 maggio 2026, ore 20.30
Sabato 9 maggio 2026, ore 15 e 19.30
Domenica 10 maggio 2026, ore 16
SPETTACOLO DELLA SCUOLA DI BALLO
DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
diretta da Frédéric Olivieri
PRESENTAZIONE
Ideata da FRÉDÉRIC OLIVIERI
Musica CARL CZERNY
Etudes (1848)
Orchestrazione Knudage Riisager
(Edizioni Boosey & Hawkes, rappresentante per l’Italia Edizioni Ricordi)
Assistenti alla coreografia:
WALTER MADAU, GRETTEL MARTÍNEZ CAMACHO, LEONID NIKONOV, TATIANA NIKONOVA, GIULIA ROSSITTO, SOPHIE SARROTE, ELISA SCALA, JAQUELINE TIRABASSI, PAOLA VISMARA
PAQUITA
Coreografia MARIUS PETIPA
Ripresa da TATIANA NIKONOVA e LEONID NIKONOV
Musica LUDWIG MINKUS
ROSSINI CARDS
Coreografia MAURO BIGONZETTI
Ripresa da
ROBERTO ZAMORANO, PAOLA VISMARA, WALTER MADAU
Musiche GIOACHINO ROSSINI
Luci CARLO CERRI
BOLERO X
Coreografia, regia, costumi e disegno luci
SHAHAR BINYAMINI
Ripresa da WALTER MADAU
Musica MAURICE RAVEL
FRÉDÉRIC OLIVIERI
Nato a Nizza, dopo il diploma al Conservatorio, Frédéric Olivieri nel 1977 vince il Primo Premio del Prix de Lausanne, entrando così di diritto alla Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi. Quindi milita nel Corpo di Ballo dell’Opéra di Parigi sotto la direzione di Violette Verdy, Rosella Highthower e Rudolf Nureyev. All’Opéra di Parigi, come ballerino Solista dal 1981, danza i ruoli più importanti del repertorio classico e lavora con numerosi coreografi ospiti come Maurice Béjart, John Neumeier, Kenneth MacMillan, Alwin Nikolais, Alvin Ailey, Paul Taylor, Glen Tetley, Roland Petit. Nel 1985 si unisce come Primo Ballerino alla neonata compagnia dei Ballets de Monte Carlo sotto la direzione di Pierre Lacotte e Ghislaine Thesmar, diventandone presto Étoile e, sino al 1993, interpreta i maggiori ruoli del repertorio classico ed è protagonista di creazioni pensate espressamente per lui da coreografi quali Uwe Scholz, Jean Christophe Maillot, John Neumeier, Roland Petit. Nel 1993 diviene Principal dell’Hamburg Ballet Company, diretto da John Neumeier, con il quale termina la sua brillante carriera di danzatore. Fra il 1996 e il 2000 è al Maggio Musicale Fiorentino, prima come Maître de Ballet della compagnia MaggioDanza e dal 2000 come Direttore Artistico, assumendo nel 1998 anche l’incarico di Maître de Ballet e consulente artistico per il Balletto dell’Opera di Zurigo diretto da Heinz Spoerli. Sempre nel 2000 è Maître de Ballet principale del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di cui nel 2002 diviene Direttore Artistico, ricoprendo questo ruolo fino al 2007 e, nuovamente, fra il 2017 e il 2020. Nel corso del suo mandato amplia e rinnova il repertorio della compagnia scaligera con nuove produzioni di grandi balletti nonché nuove creazioni di artisti di indiscussa caratura. Bastino i nomi di Frederick Ashton, George Balanchine, Aszure Barton, Maurice Béjart, Mauro Bigonzetti, Vladimir Bourmeister, Jacopo Godani, Jiří Kylián, Wayne McGregor, Fabrizio Monteverde, John Neumeier, Roland Petit, Angelin Preljocaj, Jerome Robbins, Christopher Wheeldon. Dal 2003 è Direttore del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala e dal 2006, in qualità di Direttore della storica Scuola di Ballo scaligera, ha dato l’opportunità ai suoi allievi di frequentare masterclass con danzatori e coreografi di fama internazionale, arricchendo il repertorio con importanti titoli di George Balanchine, Maurice Béjart, Mauro Bigonzetti, August Bournonville, Mats Ek, William Forsythe, Jiří Kylián, José Limón, Roland Petit, Angelin Preljocaj e creazioni di Davide Bombana, Shantala Shivalingappa, Matteo Levaggi, Emanuela Tagliavia, Valentino Zucchetti. Per la Scuola ha firmato anche le coreografie di nuove edizioni di celebri balletti, come Lo Schiaccianoci su musiche di Čajkovskij, Cenerentola, su musiche di Prokof’ev e La fille mal gardée sulla partitura di Peter Ludwig Hertel. Fra i riconoscimenti ricevuti si ricordano il Premio Leonide Massine (1986), il titolo di “Cavaliere dell’Ordine per Meriti Culturali” conferitogli dal Principe Ranieri di Monaco (1992) e quello di “Cavaliere delle Arti e delle Lettere” assegnatogli dal Ministro della Cultura Francese (2005). Torna a dirigere il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala nel 2025.
MARIUS PETIPA
Nato a Marsiglia nel 1818 e scomparso a Gurzuf nel 1910, Marius Petipa compì i primi studi sotto la guida del padre, debuttando nel 1831 a Bruxelles in Dansomanie di Gardel. Dopo un periodo a Bordeaux, fu nominato primo ballerino a Nantes (1838), dove firmò le sue prime coreografie: Le droit du Seigneur, La petite bohémienne e La Noce à Nantes. In seguito a una tournée in Nordamerica insieme al padre (1839) e a un fondamentale perfezionamento a Parigi con Auguste Vestris, si distinse come interprete a Bordeaux in titoli come Giselle, La fille mal gardée e La Péri, creando al contempo i balletti La jolie bordelaise, La vendange, L’intrigue amoureuse e Le langage des fleurs. Presso il Teatro del Circo di Madrid (1845), Petipa approfondì lo studio della danza spagnola, traendone ispirazione per lavori quali Carmen et son toréro, La perle de Séville, L’aventure d’une fille de Madrid, La fleur de Grenade e Départ pour la course des taureaux. La svolta della sua carriera avvenne con il trasferimento a San Pietroburgo, ingaggiato dai Teatri Imperiali come primo ballerino e maître de ballet. In questo periodo ottenne grandi successi interpretativi in Paquita, Giselle, La Péri, Armida, Catarina, Le délire d’un peintre, Esmeralda, Le Corsaire e Faust, esibendosi spesso in coppia con la celebre Fanny Elssler. La sua impronta coreografica si fece sentire precocemente: per una ripresa di Giselle (1850) decise di rielaborare i quadri delle Villi, giungendo nel 1884 alla creazione del definitivo Grand pas des Wilis. Assistente di Perrot per un breve periodo, nel 1855 firmò La Stella di Granada, suo primo balletto per il Teatro di Pietroburgo, di cui divenne maestro e principale coreografo nel 1862. Dopo il trionfo de La fille du Pharaon (1862), realizzò per i Teatri Imperiali di Pietroburgo e Mosca oltre cinquanta produzioni, segnando la storia della danza con capolavori quali Don Chisciotte (1869), La Camargo (1872), La Bayadère (1877), Il talismano (1889), La Bella addormentata (1890), Kalkabrino (1891), Cenerentola (1893, con Cecchetti e Ivanov), Il lago dei cigni (1895, con Ivanov), Halte de Cavalerie (1896), Raymonda (1898), Ruses d’amour (1900), Le stagioni (1900), Les millions d’Arlequin (1900) e il suo ultimo balletto, Lo specchio magico (1903). Parallelamente alle nuove creazioni, Petipa curò la revisione di celebri titoli del repertorio, tra cui La fille du Danube (1880), Paquita (1881), Coppélia (1884), Le diable à quatre (1885), Esmeralda (1886), La Sylphide (1892) e Le Corsaire (1899). Sebbene il sodalizio con Čajkovskij per Lo Schiaccianoci fosse strettissimo, ragioni di salute lo costrinsero ad affidarne l’allestimento a Lev Ivanov (1892). Ritiratosi nel 1903, Petipa lasciò un’eredità inestimabile: portò il balletto russo al suo apice, fondendo le tradizioni delle scuole francese e italiana in un classicismo raffinato. Nonostante all’inizio del Novecento il suo stile fosse considerato fuori moda, la storica ripresa di The Sleeping Princess curata da Djagilev a Londra nel 1921 diede inizio a una trionfale rivalutazione della sua opera, oggi riconosciuta come il pilastro insostituibile della storia del balletto.
MAURO BIGONZETTI
Nato a Roma, Mauro Bigonzetti si diploma alla Scuola del Teatro dell’Opera ed è subito ammesso nel Corpo di Ballo del Teatro stesso, dove rimane per dieci anni. Nella Stagione 1982-1983 entra a far parte dell’Aterballetto a Reggio Emilia diretto da Amedeo Amodio; qui ha danzato per grandi coreografi quali Alvin Ailey, Glen Tetley, William Forsythe, Lucinda Childs, Jennifer Muller, nonche in balletti di George Balanchine e Leonide Massine. Nel 1990 creo, con un gruppo di colleghi, la sua prima coreografia: Sei in movimento su musiche di Bach, ripreso nel 1992 per l’Opera di Roma. L’anno successivo e la volta di Turnpike (ancora su musica di Bach) per il Balletto di Toscana, poi ripreso da altre compagnie. Nella Stagione 1992-1993 lascia l’Aterballetto e sviluppa la sua attività di coreografo freelance, stringendo un’intensa collaborazione proprio con il Balletto di Toscana e collaborando con diverse compagnie internazionali. Tra le creazioni toscane, si contano Del doman non v’è certezza, Pitture per archi, Mediterranea, 3D, Pression, Voyeur, Il mandarino meraviglioso, Don Giovanni emozioni di un mito e Blue Note. Dal 1997 al 2007 e stato Direttore Artistico dell’Aterballetto, rinnovando la Compagnia e ricostruendone il repertorio; lasciata la direzione per dedicarsi all’attività di freelance internazionale, ha mantenuto sino al 2012 la collaborazione con la Compagnia reggiana in qualità di coreografo residente. Nel 1993 crea Foreaction per il Corpo di Ballo della Scala e, due anni dopo, Le Streghe di Venezia, con libretto, scene e costumi di Beni Montresor (musica di Philip Glass, protagonista Carla Fracci). Ha collaborato con molte compagnie, quali l’English National Ballet, lo Stuttgarter Ballett, il New York City Ballet, il Ballet du Capitole di Tolosa, l’Alvin Ailey American Dance Theater, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, il Balletto del Teatro di San Carlo di Napoli, lo Staatsballett Berlin, il Semperoper Ballett di Dresda, Les Grands Ballets Canadiens, il Ballet Argentino, il Ballett Basel, il Ballett Zurich, il Bale da Cidade de Sao Paulo, il Balletto del Bol’šoj, Les Ballets Jazz de Montreal, il Pennsylvania Ballet, il Dominic Walsh Dance Theater di Houston, The National Ballet of China, il Ballet National de Marseille, il Ballet de Santiago de Chile, il Balletto Reale Svedese, il Balletto Nazionale di Belgrado, il Balletto Nazionale Estone, il Balletto del Teatro Colon di Buenos Aires, il Wiener Staatsballett, il Balletto dell’Opera di Praga. Nel 2002 è tornato al Teatro alla Scala per Omaggio a Nino Rota e nel 2008 per riallestire Mediterranea. Per la Gauthier Dance Company del Theaterhaus Stuttgart (che nel 2010 aveva già rilevato la sua Cantata) ha firmato Alice (2014), Deuces (2019) e The Dying Swan Project che debutterà a fine maggio 2021. La novità Pietra Viva (2012) ha consolidato in Germania la sua amicizia con il danese Egon Madsen, grande danzatore, attore e direttore di varie compagnie. Per questo straordinario interprete, oggi vicino agli ottant’anni, il coreografo aveva già inserito una parte extra in Cantata; inoltre, in occasione del suo settantacinquesimo compleanno, ha allestito Solo 7557, un pezzo che ha sancito una collaborazione destinata a continuare nel 2020 con EGON king MADSEN lear. Nel dicembre 2019 aveva debuttato la sua Carmen interpretata da Octavio de la Roza e da Camilla Colella. Tra le sue ultime creazioni, La Piaf per il Teatro Nazionale Lituano dell’Opera e del Balletto (2017) e Einssein per lo Stuttgarter Ballett (2021). Tornando al rapporto con il Teatro alla Scala, nella Stagione 2015-2016 è nata Cinderella (su musica di Sergej Prokof’ev), che ha ottenuto una nomination al Premio Benois de la Danse di Mosca nel 2016. Il primo febbraio 2016 è arrivata la nomina a Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala; tuttavia, l’8 ottobre dello stesso anno il coreografo ha dovuto rinunciarvi, con rammarico, per problemi di salute. La sua collaborazione con la Compagnia non ha avuto a soffrirne: nel 2017 ha debuttato il suo Progetto Handel; nel 2020, per il Gala di Balletto, crea Do a Duet; nel 2021, in occasione della Serata Grandi Coreografi, presenta per la prima volta il passo a due da Cantata e firma la creazione di Madina. Nel 2023 debutta al Teatro Colon di Buenos Aires con la sua produzione Caravaggio, e Roberto Bolle come artista ospite; firma poi una nuova creazione per Holo Harmonies, innovativo progetto multimediale presentato in contemporanea allo State Opera di Praga e al Festspielhaus di Baden-Baden in prima assoluta il 1° dicembre 2023.
SHAHAR BINYAMINI
Shahar Binyamini è un coreografo, ballerino e regista di fama internazionale, il cui lavoro unisce il mondo della danza, della scienza e del design. La sua voce artistica supera i confini tradizionali, offrendo un’esperienza multidimensionale che coinvolge il corpo e la mente. Nel corso della sua militanza nella Batsheva Dance Company (2006–2013) ha potuto mettere in luce la sua eccezionale capacità interpretativa con i coreografi Ohad Naharin e Sharon Eyal. Nel 2016 si è avventurato sulla scena coreografica globale presentando FLAT per Frontier DanceLand a Singapore, segnando l’inizio di un capitolo internazionale nel suo percorso creativo. Il suo impatto si è esteso a livello mondiale e ha lasciato un segno indelebile in compagnie di danza prestigiose come l’Opéra di Parigi, la Gothenburg Dance Company, il Ballet BC, l’Opera Ballet Flanders, il Balletto Nazionale di Bordeaux, la Gauthier Dance Company, Norrdans, il Ballet du Rhin e la São Paulo Dance Company. Le sue creazioni hanno calcato palcoscenici di prestigio assoluto, come il Lincoln Center di New York, il Queen Elizabeth Theatre di Vancouver, il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro Colón in Argentina. Nel 2022, la Settimana della Moda di Shanghai gli ha commissionato un lavoro coreografico per l’inaugurazione, segnando così un traguardo significativo per l’integrazione della danza contemporanea nei principali eventi culturali internazionali. La portata artistica di Shahar Binyamini trascende i contesti tradizionali della danza, come dimostra la sua collaborazione con l’acclamata artista SZA: autore delle coreografie per il video della hit “SNOOZE”, ha dato prova della sua versatilità e della sua capacità di far dialogare generi diversi. Nel 2013, insieme al Prof. Atan Gross del Weizmann Institute for Science, Binyamini ha fondato TNUDA—un gruppo di ricerca pionieristico in cui confluiscono danza, scienza e coreografia. Con sede presso il Weizmann Institute, TNUDA esplora le profonde connessioni tra principi scientifici e movimento. Il successo di TNUDA ha portato allo sviluppo di un corso di ricerca per gli studenti dell’istituto Weizmann dal 2014 al 2016, sotto la guida congiunta di Shahar Binyamini e del Prof. Atan Gross. In ambito accademico, Shahar ha lasciato un segno duraturo come professore ospite alla UCLA, con LUNG, una creazione per il Dipartimento di opera e danza. Come riconoscimento dei suoi eccezionali contributi, Shahar Binyamini ha ricevuto il Premio del Ministro della Cultura Israeliano come “Coreografo Promettente” nel 2021. Questo prestigioso riconoscimento consolida il suo status di artista visionario, mettendo in mostra una gamma impressionante di competenze e un impatto multidimensionale nel mondo della danza e della ricerca. Che si tratti di palcoscenici prestigiosi o di collaborazioni con artisti di diversa provenienza, Shahar Binyamini continua a tracciare un percorso distintivo nel panorama globale delle arti performative.
FONDAZIONE ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
L’Accademia Teatro alla Scala costituisce un polo formativo unico nel panorama europeo ed extraeuropeo grazie a un’offerta didattica che abbraccia pressoché tutte le professioni che ruotano intorno allo spettacolo dal vivo, da quelle artistiche a quelle manageriali a quelle tecniche. Ed è un’istituzione unica perché legata a uno dei teatri lirici più famosi del mondo, i cui artisti e professionisti, oltre ai maggiori esperti nel campo delle performing arts, formano il corpo docente, la cui missione non è solo quella di assicurare un brillante futuro professionale a giovani dotati di talento, ma anche quella di perpetuare una tradizione che deve essere protetta nel segno del costante rinnovamento. Questo sin dal 1813, anno in cui nasce la Scuola di Ballo, che, nel tempo, ha plasmato artisti di caratura assoluta. A quei dodici allievi che componevano la prima classe di danza, nel corso di oltre due secoli, se ne sono aggiunti molti altri, ed oggi sono 1400 i ragazzi che frequentano gli indirizzi didattici più diversi, una trentina, distribuiti nei quattro dipartimenti – Musica, Danza, Palcoscenico e Management – in cui si articola la Scuola scaligera: un catalogo che comprende corsi propedeutici, corsi di formazione, di alto perfezionamento, corsi di diploma accademico di primo e secondo livello che conferiscono titoli equipollenti a quelli universitari, nonché Master di primo livello, workshop e stage estivi. L’attuale volto dell’Accademia è stato disegnato negli anni Novanta dal Sovrintendente Carlo Fontana, che nel 2001 ne ha promosso la trasformazione da Dipartimento interno al Teatro in una Fondazione autonoma. L’Accademia vanta percentuali molto alte di inserimento degli ex allievi nel mondo del lavoro, e ciò è possibile grazie a un metodo didattico che garantisce la preparazione più completa, con un approccio teorico-pratico che favorisce l’attività quotidiana in scena e dietro le quinte, arricchita da un ulteriore periodo di tirocinio. Ne sono Soci Fondatori, oltre al Teatro alla Scala, Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di Commercio Milano MonzaBrianza Lodi, Fondazione Berti Onlus, Fondazione Bracco, Fondazione Milano per la Scala, Intesa Sanpaolo e Techbau.
Michele Olivieri
Foto di Bolero X © Dennis Cursio
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